Conviene cambiare operatore ogni 12 mesi per abbassare i prezzi di internet a casa?

Cambiare operatore internet casa sembra l’unico modo per risparmiare ma tra modem a rate e sconti vincolati il rischio di pagare centinaia di euro è concreto

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Alessandra Di Bartolomeo

Giornalista di economia

Giornalista esperta di risparmio, ha maturato una vasta esperienza nella divulgazione di questioni economiche.

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Avere internet a casa oggi è indispensabile. Senza una connessione, ad esempio, non è possibile guardare serie tv su piattaforme di streaming come Disney Plus, Prime Video o Netflix per le serie tv e nemmeno le partite di calcio su Dazn. In più, non si può partecipare a lezioni online o lavorare in smart working. Il problema, però, è che il prezzo degli abbonamenti non resta sempre lo stesso. Nella maggior parte dei casi, infatti, dopo il periodo promozionale gli operatori aumentano il canone per cui la spesa mensile cresce senza che ci si renda conto subito del peso reale in bolletta.

Per risparmiare, dunque, conviene cambiare gestore ogni 12 mesi? In alcuni casi può risultare una scelta vantaggiosa, ma è importante fare attenzione ai costi nascosti e alle clausole contrattuali che possono trasformare il risparmio in una spesa imprevista. Ecco, quindi, quando cambiare può davvero portare vantaggi e come evitare delle brutte sorprese.

Perché le tariffe sono più convenienti per i nuovi clienti

La concorrenza tra gli operatori telefonici è sempre molto serrata ed è per questo che molti cercano di attrarre nuovi clienti con sconti significativi sui canoni per i primi 12 o 24 mesi.

Le promozioni di questo tipo sono però riservate di solito a chi sottoscrive un nuovo contratto o cambia operatore. Chi è già cliente, invece, vede spesso il prezzo invariato o addirittura aumentato alla fine del periodo promozionale.

L’obbligo di trasparenza per gli operatori telefonici

Per garantire sicurezza e consentire agli utenti di fare delle scelte consapevoli, l’Agcom ha stabilito che tutti gli operatori devono pubblicare sul sito ufficiale le offerte disponibili indicando in modo chiaro quali sono ancora attive.

Ogni promozione deve essere accompagnata da un prospetto informativo con le condizioni contrattuali e le opzioni incluse, per permettere un confronto veloce su:

  • canoni, contributi di attivazione/disattivazione, sconti applicati;
  • durata del contratto e modalità di rinnovo o recesso;
  • eventuale inclusione del costo del modem o del terminale;
  • livello minimo di qualità del servizio, ad esempio la velocità garantita;
  • condizioni economiche agevolate per le fasce più deboli;
  • modalità e tempi per risolvere controversie o per ottenere indennizzi
  • diritti sulla portabilità del numero e procedure per il cambio di operatore;
  • modalità di assistenza e prodotti dedicati agli utenti con disabilità.

Esempi pratici di prezzo co

Per capire meglio come funzionano le promozioni con vincoli di durata ne abbiamo analizzato due.

L’offerta Tim Wifi casa Fibra, ad esempio, è valida per chi richiede una nuova attivazione o per chi passa a Tim da un altro operatore entro il 28 marzo 2026 con domiciliazione bancaria.

Il prezzo mensile in promozione è di 24,90 euro al mese invece di 29,90 euro per effetto del bonus per Te. Quest’ultimo include:

  • il canone mensile;
  • l’acquisto del modem che costa 120 euro invece di 240 ma con la promozione è a zero euro per i primi 24 mesi, poi 5 euro al mese per i successivi 24 mersi se l’offerta resta attiva;
  • le chiamate illimitate verso fissi e mobili nazionali gratis per i primi 24 mesi e poi 5 euro al mese per i successivi 24 mesi se la promozione resta attiva;
  • il costo di attivazione offerta rateizzato a 5 euro mese per i primi 24 mesi.

Si rinnova a tempo indeterminato salvo disdetta, che deve però essere comunicata entro i termini previsti dal contratto.

Per questa promozione sono inoltre previsti:

  • il costo una tantum di 39,90 euro per l’attivazione dell’offerta che viene addebitato sulla prima fattura Tim;
  • 5 euro al mese per i primi 24 mesi già inclusi nel canone mensile dell’offerta per l’attivazione dell’offerta rateizzata, nel caso di recesso Tim spiega che si potranno pagare le rate residue in un’unica soluzione.

Qualora si receda dall’offerta con modem in vendita prima della conclusione del piano rateale, si dovranno pagare le rate residue del modem secondo il piano contrattuale previsto.

L’offerta base Internet di Vodafone invece costa 27,95 euro al mese.

Dalle informazioni presenti sulla pagina web si evince che essa non prevede costi attivazione e si può disdire quando si vuole.

In caso di recesso prima dei 24 mesi, però, è previsto un costo di disattivazione in caso di passaggio ad altro operatore o per cessazione della linea. È diverso in base alla tecnologia di rete disponibile e al proprio indirizzo.

Prima di sottoscrivere una qualsiasi offerta è importante quindi chiedere sempre quali sono i costi di disattivazione e se bisogna restituire gli sconti goduti per la promozione e per le apparecchiature in caso di recesso anticipato.

Cosa dice la legge Bersani per cambiare operatore gratis

La legge Bersani del 2007 prevede che per i contratti di telefonia, internet, pay tv e servizi di comunicazione elettronica, i clienti devono poter recedere o trasferire l’utenza presso un altro operatore senza pagare penali o avere vincoli temporali con un preavviso massimo di 30 giorni.

L’utente può quindi recedere o trasferire l’utenza quando vuole senza pagare alcuna penale.

Gli operatori telefonici possono però addebitare dei costi legati alle operazioni tecniche relative al passaggio ad un altro operatore e alla chiusura della linea. Inoltre, qualora il modem o altri dispositivi siano stati forniti in vendita, è obbligatorio pagare le rate residue.

Quali errori evitare e cosa controllare nel contratto

Prima di recedere da un contratto di internet casa bisogna sempre considerare tutti i costi e non solo il contributo di disattivazione.

Oltre a quest’ultimo, che secondo quanto previsto dalla normativa Agcom non può superare l’importo di una mensilità del canone, bisogna prendere in considerazione anche altri elementi.

Come abbiamo visto, infatti, pesano anche le rate residue del modem e quelle per il contributo di attivazione, se previste dal contratto.

Oltre a queste, un altro elemento da non trascurare è la penale per la mancata restituzione del modem o di altri apparati forniti dall’operatore in comodato d’uso o a noleggio.

Se non vengono riconsegnati entro i tempi e nelle modalità previste, il rischio è che l’operatore possa addebitare un costo aggiuntivo al valore dell’apparecchio o alle condizioni contrattuali specifiche.

Quando conviene cambiare operatore ogni 12 mesi

Conviene cambiare operatore ogni 12 mesi solo se l’offerta ha un vincolo di durata di 12 mesi o inferiore e non vi sono rate residue da sostenere per modem o contributi di attivazione. In caso contrario, l’operazione potrebbe rivelarsi più cara del previsto.

Bisogna inoltre evitare di commettere questi errori:

  • valutare il prezzo mensile in promozione senza considerare il costo totale dell’operazione;
  • ignorare i costi aggiuntivi o le penali;
  • non leggere con attenzione le condizioni contrattuali;
  • trascurare i tempi tecnici della disattivazione e del passaggio;
  • basarsi solo sulla pubblicità senza considerare le condizioni economiche e la scheda di trasparenza tariffaria.