Sapete quanto inquina l’olio per alimenti e come riciclarlo?

Evitate di gettare l’olio usato per friggere nel lavandino, inquina! Ecco come smaltirlo e riciclarlo correttamente

L’olio per alimenti se dopo essere stato usato per le fritture viene rovesciato nello scarico domestico può creare consistenti danni ambientali. Si tratta infatti di un prodotto non biodegradabile.

Non ci credete? Difficile da eliminare del tutto anche dagli impianti di depurazione, rientra in circolazione senza che ce ne si accorga. Disperso nel suolo rappresenta un problema per fiori e piante dal momento che la sua presenza nel terreno impedisce che essi assorbano le sostanze di cui necessitano dalla terra che risulta impoverita nella sua composizione organolettica. Versato nell’acqua forma una pellicola inquinante riducendone la potabilità.

Come smaltire l’olio di frittura per evitare danni all’ambiente? Destinate un contenitore alla raccolta dell’olio esausto. Tenetelo in un posto nascosto in cucina o sul terrazzo. Una volta finito di friggere versate, fate raffreddare l’olio e poi versatelo nel contenitore. Informatevi su dove sono le isole ecologiche più vicine a voi e quando il recipiente è pieno portalo lì. In alternativa rivolgetevi ai distributori di benzina o ai supermercati, che talvolta offrono il servizio di ritiro gratuito dell’olio esausto. 

Una volta riciclato, l’olio per alimenti viene trattato e usato per realizzare lubrificanti vegetali per macchine agricole, biodiesel, glicerina per la saponificazione e combustibile per il recupero energetico. L’Italia peraltro è il primo Paese a livello europeo nella rigenerazione dell’olio lubrificante usato. Un primato di cui andare fieri.

Sapete quanto inquina l’olio per alimenti e come riciclarlo...