Olimpiade di Parigi, saranno i Giochi più green di sempre e i più caldi, +2,7°C rispetto al 1924

Dal risanamento della Senna alle iniziative di riforestazione, passando per un'opera massiccia di ristrutturazione edilizia, Parigi 2024 punta a Olimpiadi green

Foto di Matteo Paolini

Matteo Paolini

Giornalista green

Nel 2012 ottiene l’iscrizione all’Albo dei giornalisti pubblicisti. Dal 2015 lavora come giornalista freelance occupandosi di tematiche ambientali.

Parigi si prepara ad ospitare le Olimpiadi più calde e sostenibili della storia. I Giochi, che si terranno dal 26 luglio all’11 agosto 2024, vedranno sfidarsi 10.500 atleti in 35 sedi diverse, con un seguito di 6.000 giornalisti e 45.000 volontari. Al Villaggio Olimpico e Paralimpico saranno serviti ogni giorno più di 600.000 pasti.

Le previsioni per il periodo dei Giochi indicano temperature mai così alte per un’Olimpiade estiva a Parigi. Gli organizzatori sono al lavoro per garantire la sicurezza degli atleti e degli spettatori, con misure come l’anticipo di alcune gare nelle prime ore del mattino e l’installazione di zone d’ombra e punti di refrigerio.

Nonostante le alte temperature, Parigi 2024 punta ad essere l’edizione dei Giochi più ecosostenibile di sempre. L’obiettivo è dimezzare le emissioni di CO2 rispetto alle edizioni di Londra 2012 e Rio 2016, raggiungendo un totale di 1,75 milioni di tonnellate. Tra le misure adottate, l’utilizzo di energia rinnovabile per l’80% del fabbisogno, la riduzione del 50% dei rifiuti prodotti e il trasporto pubblico gratuito per atleti e spettatori.

L’ambizione è di contrapporre alle previste alte temperature, la sostenibilità ambientale. È una sfida senza precedenti per gli organizzatori. Le critiche non mancano, con alcuni che sottolineano l’incompatibilità di un evento di tali dimensioni con obiettivi così ambiziosi in termini di tutela ambientale.

Parigi 2024 si preannuncia come un’edizione dei Giochi olimpici ricca di sfide e contraddizioni, ma anche un’occasione per testare nuove soluzioni e spingere i confini della sostenibilità in eventi di massa.

Olimpiadi di Parigi 2024, rischi per la salute degli atleti a causa del caldo estremo

“Gli atleti che gareggeranno ai Giochi di quest’estate potrebbero affrontare livelli di caldo pericolosi”. Questo preoccupante allarme è stato lanciato il 20 giugno scorso attraverso il rapporto “Cerchi di fuoco: il rischio calore alle Olimpiadi di Parigi 2024“, redatto dall’Associazione britannica per lo sport sostenibile. Il rapporto mette in luce un dato particolarmente significativo per comprendere l’entità del cambiamento climatico in atto: “Le temperature medie di luglio e agosto sono aumentate rispettivamente di 2,4°C e 2,7°C nel corso dei 100 anni trascorsi dall’ultima volta che le Olimpiadi si sono svolte in Francia, nel 1924“. Questo incremento delle temperature rappresenta una sfida considerevole per la sicurezza e le performance degli atleti.

Ma quale sarà il clima che attenderà gli oltre diecimila atleti provenienti da tutto il mondo nei giorni delle competizioni? A maggio, il servizio meteorologico nazionale, Météo France, ha previsto che le temperature saranno superiori alla norma da giugno ad agosto in tutto il Paese, con condizioni particolarmente calde e secche lungo la costa mediterranea, dove si svolgeranno alcuni eventi olimpici. Questa previsione meteorologica suggerisce che gli atleti dovranno prepararsi a gareggiare in condizioni di caldo estremo, aggiungendo un ulteriore livello di difficoltà alle già intense competizioni olimpiche.

Il villaggio olimpico parigino 2024, un’evoluzione verso la sostenibilità

L’immagine, che ritrae atleti in abiti formali nel villaggio olimpico del 1924, contrasta nettamente con le moderne strutture e le preoccupazioni climatiche che caratterizzeranno l’edizione del 2024.

Un secolo di trasformazioni:

  • Villaggi: nel 1924, gli atleti alloggiavano in semplici baracche, mentre nel 2024 godranno di un villaggio ecosostenibile, costruito con materiali riciclati e a basso impatto ambientale;
  • Clima: le Olimpiadi del 1924 si svolsero in un clima più fresco, mentre quelle del 2024 potrebbero essere le più calde di sempre, con temperature medie superiori di 2,4 gradi rispetto al 1924.

Parigi 2024: sfide e soluzioni

  • Caldo torrido: gli organizzatori hanno messo in atto misure per contrastare il caldo, come l’utilizzo di materiali che assorbono il calore e la creazione di zone d’ombra;
  • Villaggio ecosostenibile: il villaggio olimpico del 2024 è un esempio di architettura sostenibile, con pannelli solari, giardini pensili e soluzioni per il riutilizzo dell’acqua piovana;
  • Efficienza energetica: l’obiettivo è ridurre del 30% l’impronta di carbonio rispetto alle edizioni precedenti.

Questi interventi riflettono un impegno significativo verso la sostenibilità e l’adattamento ai cambiamenti climatici, rendendo il Villaggio Olimpico del 2024 non solo un luogo di soggiorno per gli atleti, ma anche un simbolo di innovazione ecologica e resilienza.

Parigi 2024, le cinque strategie per un’olimpiade sostenibile

Nell’aprile scorso, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, il Comitato Olimpico Internazionale ha svelato le cinque strategie adottate per rendere i Giochi di Parigi 2024 più sostenibili.

  1. La prima strategia consiste nel ridurre l’impatto ambientale della manifestazione, tagliando del 50% le emissioni di CO2 rispetto alla media di Londra 2012 e Rio 2016. Per raggiungere questo obiettivo, verrà utilizzato il 100% di energia rinnovabile e sarà ridotto al minimo l’uso di gruppi elettrogeni, che saranno comunque alimentati da biocarburante, idrogeno o batterie;
  2. La seconda strategia si basa sui principi di ridurre, affittare e riutilizzare. Dei due milioni di attrezzature sportive necessarie, tre quarti verranno noleggiate o fornite dalle federazioni sportive. Inoltre, oltre il 75% degli apparecchi elettronici, come schermi, computer e stampanti, saranno affittati, riducendo così il bisogno di nuove produzioni e lo spreco di risorse;
  3. La terza strategia riguarda la rigenerazione. Dopo i Giochi, il Centro Acquatico diventerà un polo multi-sportivo per la comunità locale. Il Villaggio Olimpico sarà trasformato in un nuovo quartiere residenziale e commerciale, fornendo posti di lavoro per 6.000 persone e appartamenti per altrettante;
  4. La quarta strategia affronta la questione dei pasti. Saranno serviti 13 milioni di pasti durante i Giochi, raddoppiando la percentuale di ingredienti di origine vegetale e assicurando che l’80% delle materie prime provenga da produzioni agricole locali. Verrà anche ridotto lo spreco alimentare e dimezzata la plastica monouso;
  5. Infine, la quinta strategia riguarda i trasporti. Oltre l’80% dei siti olimpici è situato entro 10 km dal villaggio, riducendo al minimo i tempi di viaggio per gli atleti. La flotta di veicoli destinata ai partecipanti includerà veicoli elettrici, ibridi e alimentati a idrogeno, e sarà comunque ridotta di circa il 40% rispetto alle edizioni precedenti.

Queste strategie mostrano l’impegno del Comitato Olimpico Internazionale nel creare un evento sostenibile e rispettoso dell’ambiente, dimostrando che anche manifestazioni di grande portata possono essere organizzate con un impatto ambientale ridotto.

Parigi 2024, la sfida per le acque balneabili della Senna

Con meno di un mese all’inizio delle Olimpiadi 2024 di Parigi, la città è impegnata in una corsa contro il tempo per realizzare il sogno di vedere nuovamente balneabile la Senna, 100 anni dopo l’ultima volta. Entro il 26 luglio 2024, i controlli sulla qualità dell’acqua devono dare esito positivo per le gare di nuoto delle Olimpiadi, ma l’obiettivo a lungo termine è quello di migliorare la qualità dell’acqua in modo duraturo. Infatti, Parigi spera di aprire tre aree di balneazione sulla Senna a partire dal 2025.

Tuttavia, la Ong Surfrider Foundation Europe ha recentemente rivelato che su quattordici campioni d’acqua prelevati presso il ponte Alexandre III da settembre 2023 a marzo 2024, tutti eccetto uno presentano un’allarmante presenza batteriologica. Tony Estanguet, presidente del Comitato organizzatore olimpico e paralimpico di Parigi, ha dichiarato che al momento si sta valutando la possibilità di ritardare le gare, mantenendo la cancellazione come ultima opzione.

La sfida per rendere balneabile La Senna entro i tempi previsti è grande, ma Parigi è determinata a raggiungere questo obiettivo per le Olimpiadi del 2024 e per le generazioni future.

Senna balneabile e lotta al cambiamento climatico

La cerimonia di apertura, in programma il 26 luglio, si terrà proprio sul fiume, alimentando le attese e le incertezze. Il presidente Emmanuel Macron e la sindaca Anne Hidalgo hanno più volte ribadito la loro intenzione di fare un tuffo nella Senna prima dei Giochi, a dimostrazione della sicurezza delle sue acque. Tuttavia, come abbiamo appena detto, i dati sulla qualità dell’acqua non sono rassicuranti e persistono dubbi sulla reale possibilità di rendere il fiume balneabile in così poco tempo.

La questione va oltre il mero evento sportivo. La balneabilità della Senna rappresenta una sfida fondamentale per l’adattamento di Parigi al cambiamento climatico. Con temperature destinate ad aumentare significativamente nei prossimi decenni, il fiume potrebbe diventare una preziosa risorsa per rinfrescare la città durante le ondate di calore.

Un rapporto commissionato dal Comune di Parigi, intitolato “Parigi a 50°C“, evidenzia l’urgenza di adottare misure per contrastare l’aumento delle temperature. Tra le proposte, la creazione di aree verdi e bacini d’acqua, proprio come la Senna balneabile.

Rendere la Senna balneabile entro le Olimpiadi appare come un’impresa ardua, ma rappresenta un obiettivo da perseguire con tenacia. Non solo per le promesse fatte, ma per il futuro di Parigi e la sua capacità di affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici.

Strategia di Adattamento Climatico

Il report sul processo di adattamento climatico di Parigi si articola in tre punti fondamentali, rappresentati da tre colori che corrispondono a diverse aree di intervento: il blu (le bleu), il grigio (le gris) e il verde (le vert).

  • Le bleu – Il Rilancio della Balneabilità della Senna. Il 21 marzo scorso, il prefetto Marc Guillaume, la sindaca Anne Hidalgo e il presidente della Città metropolitana Patrick Ollier hanno annunciato trentadue nuovi siti dove sarà possibile nuotare entro il 2025, di cui ventotto nella Città metropolitana. Questa iniziativa è resa possibile grazie a un costoso sistema di depurazione delle acque, lo Stormwater Treatment Plant (Sdep), inaugurato a Champigny-sur-Marne il 27 aprile. Questo impianto, con un investimento di cinquantatré milioni di euro, depura l’acqua piovana con lampade a raggi ultravioletti, ottenendo acqua pulita al 99,9% e priva di batteri, che viene poi rilasciata nella Marna, il principale affluente della Senna, alla velocità di settecento litri al secondo. In collaborazione con la Métropole du Grand Paris, l’Eptb Seine Grands Lacs e l’Ocse, Parigi ha avviato uno studio sulla gestione della carenza idrica nella zona metropolitana, analizzando scenari di approvvigionamento idrico fino al 2070. L’obiettivo è migliorare la resilienza della città di fronte alla scarsità d’acqua.La gestione delle risorse idriche è cruciale anche per l’irrigazione del verde urbano. Yves Contassot, presidente della Paris Climate Agency, ha proposto di vietare l’irrigazione diurna per ridurre l’evapotraspirazione, mentre Benjamin Gestin, direttore generale di Eau de Paris, ha suggerito l’utilizzo dell’acqua piovana per l’irrigazione.
  • Le gris – Ristrutturazione e Rinnovamento Green dell’Edilizia Parigina. Il report evidenzia la necessità di un vasto piano di ristrutturazione degli edifici parigini per adattarsi ai climi caldi. L’Atelier parisien d’urbanisme (Apur) ha osservato che il 90% degli edifici non è progettato per resistere a temperature elevate. Emmanuel Grégoire, vicesindaco di Parigi, ha sottolineato l’importanza di evitare la “maladaptation”, ossia un adattamento incompleto al cambiamento climatico.Il piano prevede la ristrutturazione di 1,4 milioni di abitazioni e ventuno milioni di metri quadri di uffici, con un investimento di sessantamila euro per abitazione, di cui trentacinquemila destinati alla ristrutturazione termica. Il Plan Local d’Urbanisme (PLU), elaborato nel 2020, include misure come l’abbandono delle facciate in vetro, lo sviluppo della vegetazione, l’utilizzo di materiali da costruzione isolanti e la promozione della ventilazione naturale degli edifici.
  • Le vert – Rivegetazione e Piantumazione di Parigi. La vegetazione urbana è fondamentale per l’adattamento climatico di Parigi. Il modello di una “città naturale” prevede più verde e meno cemento. I tetti verdi e le facciate verdi sono strumenti efficaci per rinfrescare l’aria, migliorare la qualità dell’aria e valorizzare la biodiversità urbana. Tuttavia, la manutenzione delle facciate verdi può essere onerosa e non adatta a tutti i contesti urbani.Serge Muller, ricercatore presso l’Institute de Systématique, Évolution, Biodiversité (ISYEB), ha proposto di dare priorità alle piante autoctone e di verificare lo spazio sotterraneo sufficiente per lo sviluppo delle radici degli alberi, evitando così il rischio di sradicamento dovuto a terreni degradati.Infine, la scelta delle piante deve privilegiare specie adatte al clima, capaci di resistere allo stress idrico. Elsa Caudron, responsabile del programma “Nature en Ville”, sostiene la priorità delle piante locali, mentre Emmanuelle Baudry dell’Université Paris-Saclay ritiene che la vegetazione autoctona non sia rilevante in un ambiente urbano artificiale. Sébastien Denys di Santé Public France ha sollevato la necessità di introdurre solo specie idonee per evitare il rischio di malattie infettive.

Progressi ambientali sotto la guida di Hidalgo

Nonostante i progressi compiuti, rendere la Senna balneabile per le Olimpiadi 2024 rimane una corsa contro il tempo. Gli esperti concordano: c’è ancora molto lavoro da fare.

Tuttavia, non si può negare l’impegno profuso dalla sindaca Hidalgo, al suo secondo mandato, per una Parigi più verde. Dal 2014, l’inquinamento atmosferico è diminuito del 40% e sono stati inaugurati 1.300 km di piste ciclabili.

La lotta alle auto è proseguita con l’aumento delle tariffe per i SUV e la chiusura al traffico delle rive della Senna. Anche l’accesso a Rue de Rivoli è stato limitato, a dimostrazione di una chiara volontà di ridisegnare la mobilità urbana.

Resta da vedere se questi sforzi saranno sufficienti per vincere la scommessa della Senna balneabile, simbolo di una città pronta ad affrontare le sfide ambientali del futuro.