Energia pulita per l’AI: Amazon scommette sul nucleare modulare per i suoi data center

Bezos punta sul nucleare per i suoi data center: in arrivo 12 mini-reattori modulari dove c'era una centrale a carbone.

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

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L’uso sempre più massiccio dell’intelligenza artificiale comporta una richiesta di maggiore potenza di calcolo da parte dei server. Per questo i colossi della tecnologia hanno iniziato a varare strategie di lungo termine per provare a rendere autosufficienti, e in parte anche ecosostenibili, i propri centri di calcolo.

Per garantire un flusso costante di elettricità ai propri data center, Amazon ha annunciato un piano legato allo sviluppo di 12 reattori nucleari modulari di nuova generazione negli Stati Uniti, realizzati in partnership con la società X-energy e con l’utility American Electric Power.

Cosa sono i reattori modulari e l’intesa con X-energy

I reattori scelti dal gruppo di Seattle, che saranno costruiti sulle rovine di una vecchia centrale a carbone, appartengono alla categoria degli Small Modular Reactors, impianti che hanno dimensioni e potenza più contenute rispetto alle centrali tradizionali. La loro struttura componibile nasce teoricamente per abbattere i tempi di cantiere e modulare l’energia erogata in base al fabbisogno delle infrastrutture vicine. Modelli simili dovrebbero essere costruiti nei prossimi anni anche in Italia.

L’intesa rafforza il legame tra Amazon e X-energy, azienda guidata dal fondatore Kam Ghaffarian in cui il gigante dell’e-commerce ha già investito 700 milioni di dollari. L’obiettivo dichiarato dalle due società è l’installazione di impianti modulari per una capacità complessiva di 5 gigawatt entro il 2039.

I data center in Texas e il ruolo dell’intelligenza artificiale

Per comprendere l’entità dei consumi energetici in gioco occorre guardare ai territori a più alta densità digitale. In Texas si trova uno degli hub chiave per la rete di Amazon Web Services, dove il gruppo conta 3 grandi data center attivi coordinati nell’area di San Antonio.

Queste strutture svolgono una duplice funzione:

  • l’erogazione dei servizi cloud ordinari per la gestione dei dati e dei sistemi di vendita delle imprese.
  • l’elaborazione ad alta densità per i modelli di intelligenza artificiale, che richiedono un’erogazione continua di energia per mantenere operativi i processori in parallelo.

L’incognita dei tempi e dei costi

La scelta di puntare sull’energia atomica nasce dalla necessità di alimentare i server con continuità, senza ricorrere ai combustibili fossili. Tuttavia, la sostenibilità economica e industriale del progetto risiede tutta nell’effettiva realizzabilità dei mini-reattori nei tempi previsti, che si auspicano più brevi ed economici dei reattori tradizionali. In effetti, la tecnologia degli Small Modular Reactors rappresenta una frontiera industriale ancora priva di uno storico consolidato su larga scala.

Il successo delle scadenze fissate da Amazon dipenderà infatti dall’esito del primo impianto pilota che X-energy sta sviluppando a Seadrift, sempre in Texas, che dovrebbe essere pronto entro il 2030. Quel cantiere rappresenta il vero banco di prova sia sul piano dell’efficienza dei costi, sia su quello delle autorizzazioni ambientali legate alla gestione delle risorse idriche.