Nucleare, ddl delega approvato al Senato

Il Senato approva la delega sul nucleare. Ora il Governo dovrà decidere regole, siti e sicurezza degli impianti: il ritorno dell’atomo resta tutto da costruire.

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Danilo Supino

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Il Senato ha approvato il disegno di legge delega sul nucleare sostenibile, con 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astenuti, e già passato alla Camera a giugno. Il provvedimento affida al Governo il compito di scrivere, entro un anno, le regole per la produzione di energia nucleare in Italia: dalla scelta dei siti alla costruzione degli impianti, fino alla sicurezza e alla gestione dei rifiuti radioattivi. Il voto non autorizza da solo la costruzione di centrali. Per capire quali tecnologie saranno ammesse, dove potranno sorgere gli impianti e con quali risorse, bisognerà attendere i decreti legislativi.

In cosa consiste la legge sul nucleare sostenibile

La legge indica le materie che il Governo dovrà disciplinare attraverso decreti legislativi. Queste materie vanno dagli aspetti ambientali a quelli urbanistici e sociali: un programma nazionale per il nucleare sostenibile, la scelta dei siti, le autorizzazioni per costruire e fa partire gli impianti, la sicurezza, la gestione dei rifiuti radioattivi e lo smantellamento delle strutture a fine vita.

Ciò che afferma il testo è l’uso dell’energia nucleare solo e unicamente per produrre calore e idrogeno, oltre all’elettricità. L’attenzione è rivolta anche ai reattori modulari, come quello che Edison sta realizzato, ma la legge non sceglie una tecnologia specifica né individua i luoghi in cui potrebbero sorgere gli impianti. Restano, poi, da definire le forme di sostegno economico e l’organizzazione dei controlli.

I prossimi passaggi istituzionali

Dopo il voto del Senato, la legge dovrà essere promulgata e pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Dalla sua entrata in vigore decorreranno i dodici mesi concessi al Governo per adottare i decreti legislativi.

Gli schemi dovranno seguire il percorso di consultazioni e pareri previsto dalla delega, con il coinvolgimento della Conferenza unificata, del Consiglio di Stato e delle commissioni parlamentari competenti. Sarà in questa fase che prenderanno forma le procedure per individuare i territori, valutare i progetti e autorizzare gli impianti.

Le dichiarazioni politiche

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha definito il via libera un passo verso il futuro. Per il Governo, il nucleare può contribuire alla sicurezza energetica del Paese.

Le opposizioni contestano invece l’ampiezza delle decisioni affidate ai futuri decreti. Durante l’esame in Senato, Nicola Irto del Pd ha parlato di “una delega in bianco” e ha chiesto garanzie più precise sull’indipendenza dell’organismo incaricato della sicurezza nucleare. Elena Sironi del M5S ha sollecitato un confronto sui tempi e sui costi degli impianti, della gestione dei rifiuti e dello smantellamento rispetto alle altre fonti energetiche.