Data center, nuove regole Ue su energia e acqua dal 2027. In arrivo nuovi limiti

L’Ue introduce un’etichetta di sostenibilità per i data center sopra i 500 kW. Dal 2027 arriveranno standard minimi su energia e acqua

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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L’Unione europea prepara nuove regole per controllare i consumi di energia e acqua dei data center, infrastrutture sempre più centrali per cloud, intelligenza artificiale e servizi digitali. La Commissione europea ha presentato un sistema di valutazione che assegnerà una etichetta elettronica di sostenibilità ai data center con capacità installata superiore a 500 kW. La misura riguarda le strutture già incluse nelle norme Ue sull’efficienza energetica. Si punta così ad aumentare la trasparenza sui consumi e rendere più semplice il confronto tra le strutture, in un momento in cui l’Europa punta a rafforzare la propria capacità tecnologica.

Data center, cosa prevede la nuova etichetta istituita dall’Unione Europea

La nuova etichetta servirà a valutare i data center in base a diversi parametri, tra cui efficienza energetica, uso dell’acqua e provenienza dell’elettricità utilizzata. Secondo la Commissione, il sistema dovrà aiutare istituzioni, aziende e operatori del settore a orientare meglio politiche e acquisti di servizi digitali più sostenibili. La misura arriva mentre Bruxelles punta a triplicare la capacità dei data center nell’Unione europea entro il 2035, anche per ridurre la dipendenza dai grandi gruppi tecnologici extraeuropei.

I data center sono indispensabili per far funzionare servizi digitali, cloud computing e sistemi di intelligenza artificiale. La loro crescita, però, aumenta la pressione sulle reti elettriche e sulle risorse idriche. Nel 2024 i data center europei hanno consumato 68 terawattora di elettricità. Le stime Ue indicano che il consumo potrebbe salire a 114 terawattora entro il 2030. Questo significherebbe arrivare al 3,2% di tutta l’elettricità consumata nel blocco, rispetto all’attuale 2,5%. Il dato spiega perché Bruxelles stia cercando di introdurre strumenti di controllo più chiari.

Limiti minimi solo dal 2027

Per ora la Commissione non introduce limiti rigidi ai consumi di energia e acqua. I veri standard minimi di prestazione saranno annunciati nel 2027. Questi requisiti serviranno a stabilire soglie di efficienza e a impedire la costruzione di nuove strutture che non rispettino determinati livelli minimi. La fase attuale è quindi soprattutto di classificazione e raccolta dati. L’applicazione delle regole dipenderà anche dai singoli Stati membri.

Gli obblighi di rendicontazione per i data center sopra i 500 kW sono già in vigore dal 2023, ma la Commissione ha riconosciuto che il rispetto delle regole non è ancora completo. Nel primo anno solo circa un terzo dei data center avrebbe presentato la rendicontazione richiesta. La quota sarebbe poi migliorata negli anni successivi, fino ad avvicinarsi al 50% secondo i dati preliminari. Il tema è rilevante anche dal punto di vista economico, perché le nuove regole potrebbero incidere su investimenti, costi di gestione e scelte localizzative delle grandi infrastrutture digitali.

Le pressioni delle Big Tech

Il nuovo sistema europeo arriva mentre alcuni grandi gruppi tecnologici cercano di incidere sulla definizione delle regole. Microsoft ha dichiarato di sostenere energia pulita ed efficienza energetica e idrica come indicatori di sostenibilità. Allo stesso tempo avrebbe chiesto modifiche ad alcune fasce di efficienza idrica previste per l’etichetta. Secondo l’organizzazione Corporate Europe Observatory, il peso delle Big Tech nel dibattito è significativo perché l’Europa avrà bisogno anche di queste aziende per costruire una parte delle proprie infrastrutture digitali.