2022 anno nero per l’Italia: 310 eventi estremi che hanno sconvolto il Belpaese

Secondo il bilancio dell'Osservatorio CittàClima di Legambiente gli eventi estremi nel 2022 in Italia sono aumentati del +55% provocando danni e 29 morti

Foto di Matteo Paolini

Matteo Paolini

Giornalista pubblicista

Nel 2012 ottiene l’iscrizione all’Albo dei giornalisti pubblicisti. Dal 2015 lavora come giornalista freelance occupandosi di tematiche ambientali.

Nel 2022 l’Italia è stata colpita da eventi meteo estremi, come alluvioni, ondate di caldo anomalo, gelo intenso, frane, mareggiate e siccità. Secondo i dati dell’Osservatorio CittàClima di Legambiente, in collaborazione con il gruppo Unipol, il nostro Paese ha subito un aumento delle temperature e della siccità. La mappa del rischio climatico mostra chiaramente l’impatto di questi eventi sull’Italia.

I dati del Rapporto

Nel corso del 2022, in Italia si sono verificati 310 fenomeni meteorologici estremi che hanno causato danni e impatti in tutto il Paese, con 29 vittime. Si tratta di un aumento del 55% rispetto all’anno precedente. Tra gli eventi segnalati vi sono 104 casi di allagamenti e alluvioni, 81 casi di danni causati da trombe d’aria e raffiche di vento, 29 casi di grandinate, 28 casi di siccità prolungata, 18 casi di mareggiate, 14 eventi che hanno coinvolto infrastrutture, 13 esondazioni fluviali, 11 casi di frane causate da piogge intense, 8 casi di temperature estreme in città e 4 eventi con impatti sul patrimonio storico. Molti di questi eventi hanno riguardato più di una categoria, ad esempio esondazioni fluviali o allagamenti da piogge intense che hanno causato danni anche alle infrastrutture.

Rischi aumentati rispetto al 2021

Nel 2022 c’è stato un aumento significativo dei danni causati da siccità, grandinate, trombe d’aria e alluvioni rispetto all’anno precedente. In particolare, i danni causati dalla siccità sono aumentati del 367%, quelli causati dalle grandinate del 107%, quelli causati dalle trombe d’aria e dalle raffiche di vento del 76% e quelli causati dalle alluvioni del 19%.

Le Regioni più colpite

A livello territoriale, quest’anno il nord della Penisola è stata l’area più colpita, seguita dal sud e dal centro. A livello regionale, la Lombardia è la regione che registra più casi, ben 37, seguita dal Lazio e dalla Sicilia, con rispettivamente 33 e 31. Rilevanti anche i casi registrati in Toscana, 25, Campania, 23, Emilia-Romagna, 22, e Piemonte, 20, Veneto, 19, Puglia, 18. Tra le province, quella di Roma risulta quella più colpita con 23 eventi meteo-idro, seguita da Salerno con 11, Trapani con 9, Trento, Venezia, Genova e Messina con 8 casi.  Tra le città, Roma (13) e Palermo (4). Per Legambiente i dati del bilancio dell’Osservatorio CittàClima indicano ancora una volta l’urgenza per l’Italia di un deciso cambio di passo nella lotta alla crisi climatica attraverso politiche climatiche più ambiziose e interventi concreti non più rimandabili.

Le richieste di Legambiente

Secondo Legambiente, è necessario attuare una serie di interventi a livello nazionale, come la riqualificazione degli edifici pubblici e privati, la promozione di fonti di energia rinnovabile, il verde pubblico e l’agricoltura sostenibile, l’adozione di pratiche di mobilità sostenibile, la difesa e la valorizzazione delle coste, la protezione delle aree naturali e delle biodiversità. L’associazione ambientalista sottolinea inoltre che è necessario un impegno concreto a livello locale, a partire dalle scelte dei singoli cittadini.

Le dichiarazioni di Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente

“L’Osservatorio CittàClima di Legambiente – spiega il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani – ci restituisce un quadro preoccupante di un anno difficilissimo, concluso con le notizie sulle temperature primaverili di fine dicembre in Italia, sulla tempesta artica che ha colpito il Nord America, causando decine di morti, e sull’ondata di freddo in Giappone”. Ciafani ha inoltre sottolineato come l’Italia è ancora in grave ritardo rispetto alla lotta contro la crisi climatica, infatti, rincorre le emergenze senza una strategia di prevenzione, che farebbe risparmiare il 75% delle risorse spese per riparare i danni.

Le cinque azioni urgenti da mettere in atto

Il Governo Meloni è stato sollecitato a mettere in atto cinque azioni urgenti per affrontare la crisi climatica. Queste azioni includono l’approvazione rapida del Piano nazionale di adattamento al clima, lo stanziamento di risorse finanziarie per attuare il piano, l’aggiornamento del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima per raggiungere gli obiettivi di riduzione dei gas serra, nuove semplificazioni per gli impianti a fonti rinnovabili e la velocizzazione dei processi di autorizzazione per gli impianti. Inoltre, si chiede una forte azione di sostegno alle Regioni per rafforzare gli uffici che autorizzano gli impianti.

I casi più rilevanti del 2022

All’interno del suo Rapporto, Legambiente evidenzia alcuni dei casi più rilevanti: il 3 luglio il distacco di una grossa porzione dalla calotta sommitale del ghiacciaio della Marmolada, 11 le vittime e 8 i feriti.  Tra il 27 e il 28 luglio in Val Camonica è caduta in poche ore la stessa quantità di pioggia caduta sulla provincia di Brescia nei sette mesi precedenti. Le intense piogge hanno provocato anche delle frane che hanno colpito la Val di Fassa, in Trentino, il 5 agosto.

Ad agosto a Scilla (RC), il litorale è stato investito da un’imponente massa d’acqua che ha invaso le strade. Occorre, in questo caso, evidenziare il legame con la cementificazione avvenuta negli anni e al tombamento del torrente Liurni. Il 18 agosto raffiche di vento a oltre 110 km/h hanno colpito la provincia di Massa Carrara. Quattro persone sono rimaste ferite in un camping a Marina di Massa a causa della caduta di alberi e in tutto il territorio si sono contate fino a 7mila persone senza corrente. L’evento alluvionale che ha segnato il 2022 è quello che ha colpito il 15 e 16 settembre le Marche, 13 i morti. Tra fine settembre e inizio ottobre Trapani per tre volte è stata colpita da violenti temporali ed è finita sott’acqua.

Tragedia a Ischia il 26 novembre, a Casamicciola Terme (NA) dove le piogge intense hanno provocato una frana ed un’alluvione, con 12 vittime registrate. Record di pioggia, con 126mm caduti in 6 ore. Il 22 novembre, una mareggiata di forte intensità ha colpito Jesolo (VE), mentre il 3 dicembre in provincia di Messina sono stati registrati diversi danni provocati da piogge intense e frane.