Contributo a fondo perduto: i forfettari rischiano l’esclusione dal regime?

Bonus e contributi a fondo perduto riconosciuti a seguito dell’emergenza Covid mettono a rischio la permanenza di un contribuente nel regime forfettario?

L’Agenzia delle Entrate ha ribadito – ancora una volta – che i contributi a fondo perduto, nonché i bonus emanati durante l’emergenza Covid, proprio perché approvati per far fronte a una crisi, non concorrono a formare reddito imponibile. Ma cosa vuol dire questo per un soggetto in regime forfettario?

Ulteriori chiarimenti al riguardo sono arrivati, recentemente, proprio da parte dell’Amministrazione finanziaria che, con la risposta all’Interpello n. 443/2021, si è espressa in merito al contributo a fondo perduto COVID-19 del decreto Sostegni e la sua rilevanza ai fini della soglia di accesso al regime forfettario.

Il quesito: un professionista forfettario rischia di essere escluso dal regime agevolativo dopo aver ricevuto uno o più bonus Covid?

Alla Divisione Contribuenti dell’Agenzia delle Entrate si è rivolto un professionista, con partita Iva, attualmente in regime forfettario. L’Istante, nello specifico, in quanto potenzialmente beneficiario del contributo a fondo perduto (di cui all’articolo 1 del D.L. 22 marzo 2021, n. 41, il cd. “decreto Sostegni”), ha chiesto se tale contributo dovesse essere considerato o meno “rilevante nella determinazione dei compensi che devono essere raffrontati con la soglia di 65.000 euro ai fini della permanenza nel c.d. regime forfettario”.

Quando il limite massimo che riconosce l’accesso al trattamento agevolato viene superato per via dei bonus Covid, quindi, si rischia di essere esclusi dallo stesso?

La risposta dell’Agenzia delle Entrate: perché i bonus Covid non possono escludere l’accesso al regime forfettario

Per rispondere al quesito portato all’attenzione dell’Agenzia delle Entrate, la Direzione Centrale Piccole e medie imprese AE si è rifatta a quanto stabilito dall’art. 1 al comma 7 del decreto Sostegni – lo stesso decreto con il quale è stato approvato il contributo a fondo perduto Covid – dove viene stabilito che il contributo “non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi”, non è altresì rilevante ai fini delle imposte sui redditi e “non concorre alla formazione del valore della produzione netta”.

I contributi a fondo perduto, così come i precedenti bonus Covid, non attuano infatti una determinata politica fiscale, ma hanno “la finalità di compensare, almeno in parte, i gravi effetti economici e finanziari che hanno subito determinate categorie di operatori economici a seguito della diffusione della pandemia da COVID-19”.

Pertanto, si devono considerare irrilevanti ai fini del raggiungimento della soglia reddituale che fa scattare l’esclusione da un regime agevolativo, altrimenti andrebbero a svantaggiare i soggetti stessi che li hanno richiesti poiché in difficoltà. Questi, se così non fosse, si ritroverebbero nella posizione di aver ricevuto aiuti da parte dello stato ma di dover poi restituire di più per via dell’aumento delle tasse (conseguente all’eventuale esclusione dal forfettario).

Per questo motivo, tenuto conto delle disposizioni del legislatore e del carattere emergenziale delle misure adottate durante la pandemia, né i contributi a fondo perduto né i vari bonus riconosciuti comportano l’esclusione dal regime forfettario agevolato o l’inclusione delle somme ricevute nel reddito imponibile e rilevante ai fini fiscali.

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