Universitari fuori sede: requisiti per la detrazione fiscale sui canoni di locazione

Quali sono le tipologie di spesa ammesse in detrazione, l'importo massimo detraibile, i casi pratici di detrazione e la documentazione da conservare

Le spese relative ai canoni di locazione sostenute da studenti universitari fuori sede risultano detraibili ai sensi della lettera i-sexies), art. 15, comma 1 del TUIR.

La spesa ammessa in detrazione è quella relativa all’importo del canone annuo corrisposto al proprietario dell’immobile oggetto di locazione, a patto che lo studente sia iscritto ad un corso di laurea presso una università ubicata in un Comune distante almeno 100 km da quello di residenza e, comunque, ubicato in una provincia diversa. Per verificare il requisito della distanza chilometrica, è necessario fare riferimento alla distanza più breve tra il Comune di residenza dello studente e quello di ubicazione dell’università.

È del tutto ininfluente la facoltà o la tipologia di corso universitario frequentato, non rileva neppure che sia un ateneo pubblico o privato. Lo studente può risultare iscritto a qualsiasi università, anche fuori dal territorio italiano. In quest’ultimo caso, lo Stato di ubicazione della facoltà deve essere compreso nell’Unione Europea oppure deve essere in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo.

La detrazione fiscale è ammessa per tutti i contratti di locazione stipulati ai sensi della Legge n. 431/98 e per i contratti di ospitalità e gli atti di assegnazione in godimento/locazione stipulati con enti di diritto allo studio, università, collegi universitari riconosciuti, enti no profit e cooperative. Non dà diritto all’agevolazione fiscale la sublocazione, in quanto tale modello di contratto non è compreso nelle tipologie previste dalla Legge n. 431/98.

L’importo massimo detraibile ammonta a 2.633 euro; pertanto, sarà possibile richiedere a rimborso nel modello 730 un ammontare massimo di 500,27 euro (2.633 x 19%).

I canoni di locazione sostenuti danno diritto alla detrazione fiscale anche nel caso in cui siano stati spesi nell’interesse del figlio a carico. A tal proposito, le situazioni che potrebbero venire a crearsi sono le seguenti:

  • un genitore con un figlio a carico, titolare di un contratto di locazione: può fruire della detrazione nel limite complessivo di spesa di 2.633 euro;
  • un genitore con due figli a carico, titolari di due distinti contratti di locazione: può fruire della detrazione nel limite complessivo di spesa di 2.633 euro;
  • due genitori con un figlio a carico, titolare di un contratto di locazione: ciascun genitore potrà fruire della detrazione nel limite di 1.317 euro, in quanto il limite massimo di 2.633 euro va ripartito al 50%;
  • due genitori con due figli a carico, titolari di due diversi contratti di locazione: ciascun genitore potrà fruire della detrazione sull’importo massimo di spesa di 2.633 euro (Circolare n. 20 del 13 maggio 2011, risposta 5.10).

È necessario conservare ed esibire in caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate copia del contratto di locazione registrato, le quietanze di pagamento (esclusivamente tramite strumento tracciabile) e la dichiarazione sostitutiva con la quale si attesta che lo studente è iscritto a un corso universitario e che sono rispettati i requisiti previsti dalla legge per usufruire della detrazione.

A cura di Giovanni Fanni, Dottore commercialista e Revisore contabile

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