Dopo l’ok in Legge di Bilancio, la rottamazione quinquies entra nella fase operativa: entro il 21 gennaio 2026 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrà rendere disponibile sul proprio portale il servizio online per presentare la domanda di adesione alla definizione agevolata delle cartelle esattoriali.
Non è una sanatoria generalizzata: la rottamazione quinquies nasce con un perimetro più selettivo rispetto al passato.
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Al via la rottamazione quinquies
Di contro, con la rottamazione quinquies si offre un vantaggio, vale a dire un piano di pagamento fino a 9 anni con l’azzeramento di sanzioni e interessi (nei limiti previsti) e un tasso di dilazione calmierato al 3% annuo.
La rottamazione quinquies è disciplinata dalla Legge di Bilancio 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale a fine dicembre ed entrata in vigore il 1° gennaio. È la Manovra a definire confini, tempi e condizioni dalla tipologia dei carichi ammessi alla finestra temporale di riferimento, fino alle modalità di pagamento e alle ipotesi di decadenza.
Per aderire, prima si deve verificare se il proprio debito è ammesso e poi si deve decidere se saldare in un’unica soluzione oppure optare per la rateizzazione lunga.
Quali debiti rientrano nella rottamazione quinquies
Il cuore della misura riguarda i carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 e derivanti da omessi versamenti, in particolare:
- imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali;
- somme emerse dai controlli automatizzati e formali (articoli 36-bis e 36-ter del DPR 600/1973 e 54-bis e 54-ter del DPR 633/1972);
- contributi previdenziali dovuti all’INPS per omessi versamenti, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento.
Esclusioni
La linea di esclusione più rilevante riguarda i debiti derivanti da accertamenti sostanziali, cioè da contestazioni di merito del Fisco. In linea generale, queste posizioni non sono il bersaglio principale della rottamazione quinquies.
Restano inoltre esclusi i contributi dovuti alle Casse di previdenza private, così come le partite che non rientrano nelle tipologie espressamente indicate dalla norma.
Multe e tributi locali
C’è poi il capitolo delle multe stradali e dei tributi comunali. Per le sanzioni, rientrano tipicamente quelle elevate da enti statali (come Polizia Stradale o Carabinieri), mentre le multe della polizia locale dipendono dalle scelte dell’ente creditore.
Per Imu e Tari non esiste un automatismo nazionale: l’adesione alla definizione agevolata può variare in base a delibere e procedure degli enti territoriali. In pratica, prima di fare affidamento sullo sconto, bisogna verificare chi è titolare del credito.
Le scadenze
Il calendario della rottamazione quinquies si articola in tre snodi fondamentali:
- 21 gennaio 2026 – pubblicazione del servizio online e delle istruzioni sul portale AdER;
- 30 aprile 2026 – termine ultimo per presentare la domanda di adesione;
- 31 luglio 2026 – scadenza per il pagamento in unica soluzione o della prima rata.
Chi sceglie la dilazione può arrivare fino a 54 rate bimestrali, distribuite su nove anni. Dal 1° agosto 2026 sulle somme rateizzate si applica un interesse del 3% annuo. Per chi paga a rate nel 2026, gli appuntamenti oltre a quello del 31 luglio sono 30 settembre e 30 novembre.
La presentazione della domanda produce effetti rilevanti già prima del pagamento:
- sospensione dei termini di prescrizione e decadenza;
- stop ai pagamenti derivanti da precedenti rateizzazioni fino al 31 luglio 2026;
- blocco di nuovi fermi amministrativi, ipoteche e procedure esecutive;
- sospensione delle azioni esecutive in corso (salvo primo incanto con esito positivo);
- regolarità ai fini di rimborsi Pa, Durc e pagamenti pubblici.
In caso di giudizi pendenti sulle cartelle rottamate, il contribuente deve impegnarsi a rinunciare al contenzioso, che viene sospeso nelle more del pagamento.
La rottamazione funziona solo se si resta regolari. Il mancato pagamento oltre i limiti di tolleranza comporta la decadenza e la perdita dei benefici, con quanto versato che resta acquisito come acconto.
La domanda
La domanda si presenta esclusivamente online, tramite Spid, Cie o Cns. Prima di accedere al portale si consiglia di
- recuperare l’elenco completo delle cartelle;
- controllare l’origine del debito;
- verificare l’ente creditore;
- simulare l’impatto finanziario tra saldo e rate.