Rottamazione quinquies, domande al via dal 21 gennaio: chi può aderire

Rottamazione quinquies, via alle domande dal 21 gennaio: debiti ammessi e calendario delle scadenze. Si paga tutto in una volta o in 54 rate

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

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Dopo l’ok in Legge di Bilancio, la rottamazione quinquies entra nella fase operativa: entro il 21 gennaio 2026 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrà rendere disponibile sul proprio portale il servizio online per presentare la domanda di adesione alla definizione agevolata delle cartelle esattoriali.

Non è una sanatoria generalizzata: la rottamazione quinquies nasce con un perimetro più selettivo rispetto al passato.

Al via la rottamazione quinquies

Di contro, con la rottamazione quinquies si offre un vantaggio, vale a dire un piano di pagamento fino a 9 anni con l’azzeramento di sanzioni e interessi (nei limiti previsti) e un tasso di dilazione calmierato al 3% annuo.

La rottamazione quinquies è disciplinata dalla Legge di Bilancio 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale a fine dicembre ed entrata in vigore il 1° gennaio. È la Manovra a definire confini, tempi e condizioni dalla tipologia dei carichi ammessi alla finestra temporale di riferimento, fino alle modalità di pagamento e alle ipotesi di decadenza.

Per aderire, prima si deve verificare se il proprio debito è ammesso e poi si deve decidere se saldare in un’unica soluzione oppure optare per la rateizzazione lunga.

Quali debiti rientrano nella rottamazione quinquies

Il cuore della misura riguarda i carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 e derivanti da omessi versamenti, in particolare:

  • imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali;
  • somme emerse dai controlli automatizzati e formali (articoli 36-bis e 36-ter del DPR 600/1973 e 54-bis e 54-ter del DPR 633/1972);
  • contributi previdenziali dovuti all’INPS per omessi versamenti, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento.

Esclusioni

La linea di esclusione più rilevante riguarda i debiti derivanti da accertamenti sostanziali, cioè da contestazioni di merito del Fisco. In linea generale, queste posizioni non sono il bersaglio principale della rottamazione quinquies.

Restano inoltre esclusi i contributi dovuti alle Casse di previdenza private, così come le partite che non rientrano nelle tipologie espressamente indicate dalla norma.

Multe e tributi locali

C’è poi il capitolo delle multe stradali e dei tributi comunali. Per le sanzioni, rientrano tipicamente quelle elevate da enti statali (come Polizia Stradale o Carabinieri), mentre le multe della polizia locale dipendono dalle scelte dell’ente creditore.

Per Imu e Tari non esiste un automatismo nazionale: l’adesione alla definizione agevolata può variare in base a delibere e procedure degli enti territoriali. In pratica, prima di fare affidamento sullo sconto, bisogna verificare chi è titolare del credito.

Le scadenze

Il calendario della rottamazione quinquies si articola in tre snodi fondamentali:

  • 21 gennaio 2026 – pubblicazione del servizio online e delle istruzioni sul portale AdER;
  • 30 aprile 2026 – termine ultimo per presentare la domanda di adesione;
  • 31 luglio 2026 – scadenza per il pagamento in unica soluzione o della prima rata.

Chi sceglie la dilazione può arrivare fino a 54 rate bimestrali, distribuite su nove anni. Dal 1° agosto 2026 sulle somme rateizzate si applica un interesse del 3% annuo. Per chi paga a rate nel 2026, gli appuntamenti oltre a quello del 31 luglio sono 30 settembre e 30 novembre.

La presentazione della domanda produce effetti rilevanti già prima del pagamento:

  • sospensione dei termini di prescrizione e decadenza;
  • stop ai pagamenti derivanti da precedenti rateizzazioni fino al 31 luglio 2026;
  • blocco di nuovi fermi amministrativi, ipoteche e procedure esecutive;
  • sospensione delle azioni esecutive in corso (salvo primo incanto con esito positivo);
  • regolarità ai fini di rimborsi Pa, Durc e pagamenti pubblici.

In caso di giudizi pendenti sulle cartelle rottamate, il contribuente deve impegnarsi a rinunciare al contenzioso, che viene sospeso nelle more del pagamento.

La rottamazione funziona solo se si resta regolari. Il mancato pagamento oltre i limiti di tolleranza comporta la decadenza e la perdita dei benefici, con quanto versato che resta acquisito come acconto.

La domanda

La domanda si presenta esclusivamente online, tramite Spid, Cie o Cns. Prima di accedere al portale si consiglia di

  • recuperare l’elenco completo delle cartelle;
  • controllare l’origine del debito;
  • verificare l’ente creditore;
  • simulare l’impatto finanziario tra saldo e rate.