Rottamazione quinquies, quali debiti si possono sanare e cosa cambia

Rottamazione quinquies, quali debiti si possono sanare, come funziona il pagamento fino a 54 rate e cosa succede se si salta una scadenza

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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La Legge di Bilancio 2026 introduce la cosiddetta rottamazione quinquies, una nuova forma di definizione agevolata dei debiti affidati alla riscossione. La misura è stata analizzata in un approfondimento della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, che evidenzia le principali novità rispetto alle precedenti edizioni e gli aspetti operativi da considerare. L’obiettivo è consentire ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione debitoria beneficiando dell’eliminazione di sanzioni e interessi, a fronte del pagamento del capitale e delle spese.

Quali debiti rientrano nella rottamazione quinquies

Una delle principali differenze rispetto alle versioni precedenti riguarda l’individuazione precisa dei debiti ammessi alla definizione agevolata. La norma non elenca più le esclusioni, ma indica in modo puntuale le tipologie di carichi che possono essere estinti. Sono inclusi i debiti derivanti da attività di controllo automatizzato e formale delle dichiarazioni fiscali, oltre ai contributi Inps non versati, con esclusione di quelli oggetto di accertamento.

Rientrano nella misura anche le sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada, ma con una limitazione: viene azzerata solo la componente aggiuntiva legata a interessi e maggiorazioni, mentre la sanzione resta dovuta. I carichi devono essere stati affidati all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Per verificare l’ammissibilità è necessario fare riferimento alla data di affidamento indicata nella cartella. Restano invece escluse altre tipologie di debiti, come quelli derivanti da avvisi di accertamento, atti di recupero e tributi locali, salvo eventuali iniziative autonome di Regioni ed enti locali.

I vantaggi per i contribuenti

Il beneficio principale della rottamazione quinquies consiste nella possibilità di estinguere il debito pagando solo il capitale e alcune spese accessorie. Vengono infatti cancellati:

  • interessi iscritti a ruolo
  • sanzioni
  • interessi di mora
  • somme aggiuntive su contributi previdenziali
  • aggio di riscossione

Come evidenziato dagli esperti, “il beneficio per i contribuenti consiste nell’azzeramento integrale delle somme affidate all’agente della riscossione a titolo di interessi e di sanzioni”.

Le modalità di pagamento della rottamazione quinquies

Il contribuente può scegliere tra pagamento in un’unica soluzione oppure rateizzazione. Il versamento in un’unica soluzione deve avvenire entro il 31 luglio 2026. In alternativa è possibile optare per un piano fino a 54 rate bimestrali, distribuite su un periodo massimo di circa 9 anni. Le prime tre rate sono fissate al 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2026. Dalla quarta rata in poi, le scadenze seguono una cadenza regolare nei mesi di gennaio, marzo, maggio, luglio, settembre e novembre di ciascun anno. Un elemento di novità è rappresentato dalla struttura delle rate, tutte di pari importo, a differenza delle precedenti rottamazioni che prevedevano rate iniziali più elevate. Sulle somme rateizzate si applica un interesse del 3% annuo a partire dal 1° agosto 2026.

Le scadenze da rispettare

Particolare attenzione deve essere prestata alle scadenze. La normativa non prevede alcun margine di tolleranza. A differenza delle precedenti definizioni agevolate, non è ammesso il pagamento entro i cinque giorni successivi alla scadenza. Il mancato rispetto delle date comporta la decadenza dal beneficio. In caso di decadenza, non è possibile richiedere nuove dilazioni sul debito residuo. Per questo motivo, la Fondazione Studi suggerisce una valutazione attenta del piano di pagamento.

I casi particolari e le criticità

Un aspetto rilevante riguarda la presenza di rateizzazioni già in corso. In alcuni casi, una stessa cartella può includere debiti parzialmente definibili e altri esclusi. Gli esperti segnalano inoltre l’opportunità di presentare più domande di adesione, così da mantenere attive almeno alcune posizioni in caso di difficoltà nel rispettare il piano di pagamento.