Quali sono i pagamenti elettronici e tracciabili

Scopri quali sono i pagamenti elettronici e tracciabili e a cosa servono

A partire dal 2000, molto è cambiato in tema di tracciabilità dei pagamenti. Con la relativa Legge di Bilancio, i pagamenti tracciabili sono divenuti di fatto sinonimo di detrazioni fiscali, poiché si tratta di preziosi strumenti che consentono al Fisco di conoscere causa, origine e destinazione degli spostamenti di denaro.

All’atto pratico, ciò significa che in fase di Dichiarazione dei Redditi possono essere scaricate le spese detraibili che sono state saldate con strumenti tracciabili di pagamento, come possono essere ad esempio la carta di credito, la carta di debito, il bonifico bancario e l’assegno. Mezzi, questi, particolarmente utili a contrastare sia l’evasione fiscale che il riciclaggio di denaro “sporco” ottenuto illecitamente. E su cui ora andremo a fare chiarezza con una guida completa.

Pagamenti tracciabili: quali sono

I pagamenti tracciabili sono, letteralmente, tutti quei pagamenti di cui è possibile tenere traccia. Grazie al loro impiego è quindi immediato conoscere origine, percorso, destinazione e causa della transazione, assieme naturalmente ad ordinante e beneficiario. Non a caso, la tracciabilità dei pagamenti è uno degli strumenti più importanti per contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale e il riciclaggio illecito di denaro, ma anche per avere accesso a tutta una serie di detrazioni fiscali subordinate proprio al pagamento in via elettronica e, per l’appunto, tracciabile.

L’Italia è storicamente uno dei Paesi in cui è meno diffuso l’impiego di moneta elettronica, ma con la Legge di Bilancio 2020 si è cercato di spingere verso la riduzione della circolazione del contante subordinando molte delle agevolazioni fiscali previste agli strumenti tracciabili di pagamento. Agevolazioni rivolte ad esercenti e consumatori, e che possono incentivare le vendite o la prestazione di servizi e allo stesso tempo ridurre i costi notoriamente legati alla moneta.

Come stabilisce il testo normativo, rientrano nella tipologia di pagamenti tracciabili i bonifici – anche istantanei – e i versamenti bancari o postali, gli assegni bancari o circolari, i digital payment tramite bancomat, carte di debito, carte di credito e prepagate, e in generale tutti i trasferimenti attraverso strumenti elettronici, come i wallet digitali e le apposite app. Lo stesso testo – ovvero la legge n.160 del 27 dicembre 2019 -, ha pure stabilito una nuova soglia limite per i pagamenti in contanti, non tracciabili, fissata dal primo luglio 2020 a 1.999,99 euro, poi ridotta a 999,99 euro dal primo gennaio 2022. Non solo, dal primo gennaio 2021 la soglia delle transazioni contactless con carta di pagamento si è alzata a 50 euro, il doppio dei 25 precedentemente previsti.

Pagamenti tracciabili e spese detraibili

Gli oneri detraibili con obbligo di tracciabilità dei pagamenti sono individuati dall’art. 15 del TUIR, che prevede una detrazione pari al 19% del loro importo dall’imposta lorda. Nello specifico, a partire dal 2020, sono stati definiti in spese ben precise e che toccano diversi ambiti, vale a dire:

  • prestazioni mediche e mediche specialistiche;
  • servizi veterinari;
  • spese funebri;
  • interessi passivi sulla prima casa;
  • costi legati agli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale;
  • rette di iscrizione e frequenza a scuole e università;
  • mensilità di affitti a studenti universitari fuori sede;
  • quote di iscrizione dei figli ad associazioni sportive, piscine, palestre e altre strutture sportive o scuole di musica;
  • spese sostenute di figli minorenni e maggiorenni affetti da DSA (diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento), fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado;
  • intermediazioni immobiliari imputabili all’abitazione principale;
  • assicurazione per rischio morte, invalidità permanente o eventi calamitosi;
  • spese legate al personale dedito all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza (badanti e colf);
  • erogazioni liberali (donazioni spontanee a favore di onlus, associazioni, università, istituti religiosi al fine di sostenere economicamente l’impegno sociale da esse perseguito);
  • costi per manutenzione, protezione o restauro cose vincolate;
  • spese sostenute per i servizi di interpretariato dai soggetti riconosciuti sordomuti.

La regola della tracciabilità non è invece applicabile ai costi legati all’acquisto di dispositivi medici e medicinali, e alle prestazioni sanitarie erogate da strutture pubbliche o private convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale. Queste spese possono ancora essere pagate in contanti, per essere portate successivamente in detrazione nella Dichiarazione dei Redditi.

In generale, il contribuente è tenuto a dimostrare l’uso del pagamento tracciabile/elettronico presentando l’apposita documentazione cartacea, come la ricevuta bancomat, l’estratto conto, la copia del bollettino postale o del MAV, o ancora l’attestazione di pagamento PagoPA. In alternativa, è concesso allegare fatture o ricevute fiscali in cui è annotata la modalità di pagamento.

Bonus pagamenti elettronici

I pagamenti tracciabili, sempre con la recente Legge di Bilancio 2020, hanno aperto le porte ad ulteriori vantaggi, sotto forma di specifici bonus per pagamenti elettronici. Tra i principali, ricordiamo il Cashback e il Super Cashback di Stato, la Lotteria degli scontrini – con premi in denaro che vanno da 25.000 euro a 5.000.000 di euro per gli acquirenti e da 5.000 euro a 1.000.000 di euro per gli esercenti -, e il Superbonus 110%, dedicato invece a specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.