“Ciao Darwin”, concorrente paralizzato: cosa rischia Mediaset

A tre anni di distanza dall'incidente che ha provocato lesioni gravi al partecipante, i vertici del programma sono stati citati in giudizio

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Luca Incoronato

Giornalista

Giornalista pubblicista e copywriter, ha accumulato esperienze in TV, redazioni giornalistiche fisiche e online, così come in TV, come autore, giornalista e copywriter. È esperto in materie economiche.

È finito in tribunale il grave incidente subito nel 2019 da un concorrente di “Ciao Darwin” durante la registrazione di una puntata. In quella circostanza Gabriele Marchetti, 57 anni, è diventato tetraplegico a causa delle lesioni provocate dalla caduta in uno dei giochi della trasmissione di successo su Canale 5 condotta da Paolo Bonolis. A tre anni di distanza la Procura di Roma ha citato in giudizio quattro dirigenti delle società produttrici del programma.

“Ciao Darwin”, concorrente paralizzato: l’episodio

L’incidente è avvenuto 17 aprile 2019. Marchetti sta prendendo parte alla trasmissione e nel corso del gioco “Gerodome”, in cui i concorrenti devono superare una lunga fila di rulli senza cadere nella piscina sottostante, scivola e cade malamente nella vasca.

L’impatto è talmente grave che Marchetti deve essere trasportato d’urgenza nel reparto di terapia intensiva del Policlinico Umberto I, dal quale uscirà paralizzato per sempre, nonostante sia stato sottoposto a una serie di operazioni.

All’epoca dell’episodio, i medici avevano riferito come il paziente avesse riportato la frattura di quattro vertebre, con una lesione al midollo che ha compresso il torace, impedendogli di respirare.

“Ciao Darwin”, concorrente paralizzato: l’accusa

Un incidente che poteva essere evitato secondo il sostituto procuratore Alessia Miele che ha condotto le indagini e ha ottenuto la citazione in giudizio per i quattro indagati, accusati a vario titolo di lesioni gravissime e violazione delle leggi inerenti la sicurezza sul lavoro.

Imputati nel processo fissato il 20 aprile saranno Sandro Costa e Massimo Porta, ai vertici di “Reti televisive italiane” (Rti), società confluita in Mediaset che produce il programma, Massimiliano Martinelli, Massimiliano Martinelli, dirigente della “Maxima”, che fornisce le attrezzature e Giuliano Giovannotti della “Sdl 2005” che si occupa della selezione dei partecipanti al programma.

Secondo le ipotesi dei pm i responsabili delle società non avrebbero adottato le “misure necessarie di prevenzione e protezione dei concorrenti” e avrebbero dovuto tenere conto dell’idoneità al gioco della vittima dell’incidente.

Sotto accusa della procura anche la progettazione stessa della prova del “Gerodome” per la sottovalutazione dei rischi di un gioco svolto in una vasca, sottostante i rulli, profonda un metro e nove centimetri con un fondo rigido, e il mancato addestramento di Marchetti per superare la prova.

Il gioco consiste in un percorso a ostacoli che prevede di scalare pareti ripide, scendere da scivoli, attraversare laghetti saltando su sassi poco stabili mentre si è investiti da un getto d’acqua, fino al finale della corsa sui rulli rotanti cercando di non finire in acqua.

Al momento sono ancora in corso le trattative dei legali della famiglia del concorrente rimasto paralizzato e di Rti per stabilire l’importo del risarcimento danni per le conseguenze subite dal 57enne nella caduta.

“La mia vita e quella della mia famiglia è stata distrutta da un gioco”, era stata la riflessione amara sulla vicenda, di Gabriele Marchetti.