Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha presentato il nuovo Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm) con cui saranno regolate le risorse del Fondo automotive 2026. Si tratta dei principali incentivi per il settore automobilistico che lo Stato prevede di erogare nei prossimi cinque anni.
Il Mimit ha deciso di dare priorità alle imprese invece che al mercato. Degli 1,6 miliardi di euro stanziati, buona parte servirà ad aiutare le aziende della filiera in difficoltà e a stimolare produzione e innovazione. Pochi gli incentivi all’acquisto, rivolti soprattutto ad alcune nicchie ritenute importanti per la transizione, tra cui anche i retrofit a Gpl e a metano.
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Gli incentivi al settore auto del Mimit
Il Governo conferma la sua impostazione sul settore automotive. Pochi incentivi diretti all’acquisto di auto e, piuttosto, molti aiuti alla filiera e alle aziende. L’Esecutivo punta in questo modo a rilanciare la produzione senza legarsi a distorsioni del mercato destinate poi a rientrare nel momento in cui i bonus dovessero venire meno.
L’intervento sarà da 1,6 miliardi di euro stanziati per i prossimi cinque anni, e sarà diviso in tre blocchi:
- 750 milioni di euro per gli accordi di innovazione;
- 450 milioni di euro per i contratti di sviluppo;
- 400 milioni di euro per le misure di sostegno della domanda.
La prima cosa che si nota è la totale assenza di incentivi all’acquisto di automobili. Non ci sarà quindi alcun ecobonus per ridurre il prezzo delle auto in concessionaria, ma ci saranno altri bonus che combinano le necessità della transizione con gli aiuti alla filiera.
Il bonus per i retrofit a Gpl
Uno degli interventi maggiormente degni di nota è quello sui retrofit, vale a dire l’installazione di impianti a carburanti alternativi su auto a combustione. Quello più comune in Italia, per via della capillarità del sistema di distribuzione e del prezzo del combustibile, è il Gpl. Questi interventi sono eseguibili su auto a benzina e comportano l’aggiunta di un serbatoio per il nuovo carburante, e di un impianto per l’alimentazione del motore. Non sostituisce il vecchio impianto a benzina, ma viene invece aggiunto a esso.
Il Governo ritiene questa soluzione una via di mezzo valida che permette di ridurre, seppur di poco, le emissioni senza dover intervenire direttamente sul parco macchine. Per questo bonus, i cui tempi e modi di ottenimento devono ancora essere stabiliti, l’Esecutivo ha stanziato 21 milioni di euro.
I bonus per cittadini e imprese
Il bonus per il retrofit a Gpl non è però l’unico intervento per il sostegno alla domanda. Anche se non ci saranno bonus per l’acquisto di auto, il Governo ha previsto fondi per:
- i veicoli commerciali leggeri;
- l’installazione di colonnine domestiche di ricarica;
- il noleggio sociale a lungo termine;
- i ciclomotori e i motocicli, soprattutto se elettrici.