Il bonus verde 2026 non esiste, per il giardino bisogna usare altre agevolazioni: la guida

Il bonus verde non è previsto per il 2026, ma esistono agevolazioni per risparmiare sul giardino, come il bonus ristrutturazioni

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Giornalista specializzato in fisco, tasse ed economia. Muove i primi passi nel mondo immobiliare, nel occupandosi di norme e tributi, per poi appassionarsi di fisco, diritto, economia e finanza.

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Il bonus verde 2026 non esiste più. Scaduto il 31 dicembre 2024, non è stato prorogato dalla Legge di Bilancio 2025 e l’ultima Manovra non lo ha riportato in vita. Questo è un chiarimento dovuto, perché online si stanno leggendo diverse notizie che lo darebbero ancora attivo per quest’anno.

Gli interventi nei giardini di casa, però, possono essere gestiti con il bonus ristrutturazioni, ma bisogna fare molta attenzione nell’utilizzarlo. Molti lavori che si effettuano rientrano nella manutenzione ordinaria e non sono agevolabili. La misura deve essere utilizzata con la dovuta cautela e, soprattutto, applicarla quando l’intervento rientra effettivamente in una ristrutturazione straordinaria.

Bonus verde 2026 solo con una ristrutturazione

In un certo senso si può affermare che il bonus verde, se ancora vogliamo chiamarlo in questo modo, da quest’anno è legato alle ristrutturazioni edilizie. È necessario, in altre parole, abbandonare il concetto di decoro estetico e passare a quello di opera strutturale o impiantistica.

Per essere detraibili, in altre parole, gli interventi che vengono effettuati nei giardini o sui terrazzi devono uscire dalla manutenzione ordinaria.

Il criterio della manutenzione straordinaria

La manutenzione ordinaria è detraibile solo se viene effettuata sulle parti comuni di un condomino. Quando si taglia l’erba o si sostituiscono i vasi per le singole abitazioni non è possibile accedere al bonus ristrutturazioni.

Oggi come oggi non è possibile portare in detrazione la sostituzione di una pianta secca, ma è possibile detrarre la piantumazione di una serie di alberi, ad esempio nel caso in cui il lavoro dovesse rientrare in un progetto di radicale trasformazione dell’area verde con delle modifiche ai percorsi o ai confini.

Le opere murarie e la nuova costruzione

Anche lavori che richiedono un’opera edile fissa rientrano tra quelli agevolabili con la misura che sostituisce il bonus verde, il già citato bonus ristrutturazioni. Tra queste rientrano:

  • il rifacimento completo della mura di cinta o la sostituzione della recinzione esterna con una realizzata con materiale o forma diversa;
  • la sostituzione della pavimentazione esterna, andando a modificare, però, i materiali, i colori o le dimensioni della superficie pavimentata;
  • la realizzazione di pergolati fissi che siano ancorati stabilmente al suolo, di tettoie o gazebo in muratura o legno strutturale, che abbiano alterato la sagoma dell’edificio.

Innovazione impiantistica

In passato il bonus verde poteva essere utilizzato per sostituire l’impianto di irrigazione. Oggi è possibile utilizzare il bonus ristrutturazione nel caso in cui:

  • venga realizzato un pozzo o una cisterna per il recupero delle acque piovane (siamo davanti ad un’opera impiantistica straordinaria);
  • il rifacimento completo dell’impianto idrico esterno con scavi e nuove condutture;
  • l’installazione di un impianto di illuminazione esterna ex novo, che sia finalizzato alla sicurezza o al risparmio energetico.

Il verde come ripristino dopo un lavoro edile

Una delle strade per portare in vita il bonus verde e detrarre il costo di piante e tappeti erbosi è effettuare un intervento di manutenzione straordinaria, che include, per esempio, il rifacimento delle fognature o dei tubi del gas che passano sotto il giardino. In questo caso tutte le spese necessarie al ripristino dello stato originario dei luoghi sono detraibili.

Agevolabili, inoltre, sono le cosiddette misure di prevenzione e sicurezza, nelle quali rientrano l’installazione di cancellate, recinzioni protettive o sistemi di videosorveglianza nel giardino. Ma anche l’abbattimento delle barriere architettoniche, attraverso la creazione di rampe o percorsi in giardino che permettano l’accesso alle persone con disabilità.

Cosa è escluso dal bonus per il giardino

Far transitare le spese del giardino sotto il cappello del bonus ristrutturazioni significa mettere un confine netto tra quanto viene accettato e quello che viene respinto dall’Agenzia delle Entrate. Vediamo nel dettaglio cosa rimane fuori.

La manutenzione ordinaria estetica

Dal bonus ristrutturazione rimane completamente esclusa la manutenzione ordinaria. Non vi rientrano:

  • la potatura e l’abbattimento di siepi o alberi e lo smaltimento delle ramaglie;
  • la sostituzione periodica dei fiori nelle fioriere e la sostituzione di una pianta morta;
  • lo sfalcio e la concimazione e qualsiasi altra operazione che abbia a che fare con la cura del tappeto erboso.

Gli elementi di arredo mobili

Indubbiamente il bonus verde era molto più flessibile per quanto riguarda foriere ed allestimenti. Il bonus ristrutturazioni pretende la fissità. Per questo sono esclusi:

  • vasi e fioriere mobili;
  • arredo giardino;
  • piscine fuori terra.

Progettazione e consulenza isolata

Eventuali parcelle di agronomi o paesaggistici non sono più detraibili nel caso in cui l’oggetto della consulenza dovesse essere solo il disegno del verde.

Lo sono nel caso in cui dovessero rientrare nelle spese tecniche per un progetto edilizio complessivo, con un tecnico che firma la Cila per ristrutturazione del porticato o dei muretti esterni.

Interventi su pertinenze non censite

Il bonus non si applica a terreni agricoli o aree verdi che non siano pertinenze di un’unità immobiliare abitativa.

Se il giardino è un terreno separato (con particella catastale diversa e non legata all’abitazione), nessuna spesa può essere portata in detrazione.

Il rischio del falso inquadramento

Uno degli errori che si potrebbero commettere è quello di fatturare la piantumazione come lavori edili, soprattutto se l’intervento è effettuato da una ditta che opera nel verde. L’Agenzia delle Entrate riuscirebbe a stanare l’incongruenza dei dati grazie all’incrocio delle informazioni provenienti:

  • dai bonifici, che devono sempre indicare la norma di riferimento corretta;
  • dalle abilitazioni comunali necessarie per effettuare la manutenzione straordinaria (se non si è depositata la Cila laddove richiesta, la detrazione può essere contestata).

Le aliquote valide per il 2026

Il bonus ristrutturazioni, per il 2026, prevede due diverse aliquote in base alla categoria di immobile dove sono stati svolti i lavori:

  • il 50% per l’abitazione principale (prima casa);
  • il 35% per gli altri immobili.

Il limite massimo di spesa è di 96.000 euro unità immobiliare.

I contribuenti accedono alle detrazione in forma di sconto sulle imposte che devono versare. Il contributo arriva in 10 rate annuali di pari importo, che servono a ridurre l’irpef che deve essere versata.