Bonus tiroide 2026, chi ha diritto all’assegno dell’Inps e quanto spetta

Per le persone affette da un'invalidità tiroidea riconosciuta, l'agevolazione è un aiuto importante. Requisiti, importi e come fare domanda

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Per le persone che convivono con patologie tiroidee gravi, la gestione quotidiana della salute comporta spesso un impegno fisico, emotivo ed economico non indifferente. In questo contesto, il cosiddetto bonus tiroide rappresenta un’importante misura di sostegno, riconfermato anche per il 2026.

Non è un “bonus” una tantum, ma un sistema di agevolazioni economiche e lavorative, strettamente legato al riconoscimento dell’invalidità civile e ai benefici della Legge 104.

A chi è rivolto l’aiuto

L’accesso al bonus non è automatico per chiunque abbia una disfunzione tiroidea. È riservato a chi, a causa di tali patologie, abbia ottenuto un riconoscimento sanitario e amministrativo. Come nel 2025, anche nel 2026 possono richiederlo le:

  • persone con diagnosi di patologie tiroidee invalidanti (come carcinoma tiroideo, gozzo, ipertiroidismo o ipotiroidismo severi) certificato ai sensi della Legge 104;
  • cittadini cui sia stata accertata un’invalidità civile in una percentuale compresa tra il 74% e il 100%;
  • lavoratori con limitazioni funzionali certificate che necessitano di assistenza continuativa o di specifiche agevolazioni nell’ambiente di lavoro.

Un requisito fondamentale, spesso determinante, è quello economico: per ottenere l’assegno mensile è necessario possedere un Isee al di sotto di determinate soglie, aggiornate annualmente. Per il 2026, ad esempio, il limite è fissato a 5.771,35 euro per chi richiede l’indennità di accompagnamento e a 19.772,5 euro per chi ha un’invalidità totale (100%).

Benefici economici e non solo

Il cuore del beneficio è un assegno erogato per tredici mensilità dall’Inps, il cui importo varia in base al grado di invalidità riconosciuto:

  • tra il 74% e il 99% c’è l’assegno di 286,01 euro;
  • al 100% il bonus arriva fino a 550 euro;
  • per una necessità di assistenza continua c’è un’indennità di accompagnamento di 520,29 euro al mese.

Oltre al sostegno economico diretto, il riconoscimento della condizione di invalidità per richiedere la 104 apre la porta a un pacchetto integrato di agevolazioni, come:

  • permessi retribuiti, diritto a orari di lavoro flessibili e possibilità di usufruire di un congedo straordinario retribuito fino a 2 anni nell’intero arco della vita lavorativa.
  • detrazioni per le spese mediche specialistiche e per l’acquisto di farmaci specifici.
  • esenzione dal ticket per visite, esami e terapie direttamente connesse alla patologia tiroidea.

Come si presenta la domanda

Ottenere il bonus tiroide richiede un iter ben definito. Il primo passo spetta al medico di base, che deve compilare e inviare telematicamente all’Inps un certificato introduttivo, a pagamento, valido 90 giorni.

Per presentare la domanda, si può procedere tramite il portale dell’Istituto, oppure farsi assistere da un Caf o un Patronato. Ricevuta la convocazione, bisogna presentarsi all’appuntamento con tutta la documentazione necessaria come:

  • documento d’identità;
  • tessera sanitaria;
  • referti clinici fondamentali (come ecografia tiroidea ed esami del sangue specifici come il TSH);
  • certificato medico originale.

Dopo la visita, l’Inps comunicherà per posta o via Pec il verdetto, indicando la percentuale di invalidità riconosciuta e l’eventuale importo dell’assegno spettante. In caso di esito positivo, l’erogazione dei benefici avverrà direttamente da parte dell’Istituto.