Bonus Retrofit per l’auto: come funziona l’incentivo per l’impianto a Gpl o metano

Il Mimit prevede un nuovo sconto fino a 800 euro per abbattere i costi di conversione a gas delle vetture a benzina o a diesel.

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

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Quasi ogni ecobonus cerca di tenere insieme due obiettivi: la riduzione delle emissioni inquinanti e il contenimento delle spese per il carburante per gli automobilisti. E il Governo intende dare strumenti anche a chi non riesce ad acquistare un’auto, che ora può contare su soluzioni dedicate per la conversione dell’usato posseduto.

Esauriti i fondi per l’Ecobonus tradizionale sulle auto di nuova immatricolazione, l’opportunità per i proprietari di veicoli a benzina o diesel è rappresentata dal Bonus Retrofit, la misura statale pensata per sostenere l’installazione di impianti a gas.

Come funziona il contributo per la conversione

La misura, regolata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il 2026, permette di applicare uno sconto diretto in fattura al momento dell’installazione dell’impianto.

L’incentivo prevede una struttura a due fasce differenziata in base alla tipologia di carburante prescelto:

  • 400 euro di contributo riservati all’installazione di un impianto di alimentazione a Gpl;
  • 800 euro applicati alla conversione del veicolo con impianto a metano.

Chi può accedere all’incentivo

L’agevolazione è rivolta sia alle persone fisiche sia alle aziende, con la sola esclusione delle imprese attive nel commercio di autoveicoli. Per poter beneficiare dello sconto, il veicolo deve soddisfare requisiti tecnici precisi:

  • deve trattarsi di un’autovettura appartenente alla categoria M1;
  • il mezzo deve risultare omologato con classe ambientale pari o superiore a Euro 3;
  • il veicolo non deve aver già usufruito delle agevolazioni previste dai precedenti bandi Ecobonus per la medesima installazione.

Come si richiede l’agevolazione

Il cittadino o l’azienda non deve farsi carico di un iter burocratico complesso. La procedura di prenotazione del contributo è interamente gestita dall’installatore dell’impianto tramite la piattaforma informatica di Invitalia.

Inoltre, l’officina autorizzata dovrà rispettare adempimenti specifici per la validità della pratica:

  • indicare chiaramente in fattura lo sconto praticato a fronte del contributo statale;
  • riportare il nominativo e i dati dell’intestatario o cointestatario del veicolo;
  • completare la pratica e caricare la documentazione del collaudo entro 120 giorni dalla prenotazione del fondo.

Quali sono le regole per gli impianti

Chi sceglie di effettuare la conversione deve verificare la conformità della componentistica utilizzata. Qualora non vengano rispettate le indicazioni ministeriali, si rischia la decadenza dal beneficio:

  • l’impianto deve essere obbligatoriamente nuovo di fabbrica;
  • i componenti devono disporre di omologazione ai sensi della normativa nazionale o del Regolamento UN n.115.

Le scadenze operative per il 2026

Per rientrare nella misura occorre fare attenzione alle date di esecuzione dei lavori. Gli interventi di acquisto, montaggio e collaudo dell’impianto devono essere successivi all’entrata in vigore del Dpcm del 10 giugno 2026.

A chiarire lo spirito della misura è stato il Ministero dell’Economia, sottolineando l’importanza di supportare la transizione con strumenti accessibili:

L’obiettivo è sostenere la mobilità sostenibile attraverso interventi concreti a favore delle famiglie e delle imprese che scelgono di efficientare il parco auto esistente.

Trattandosi di risorse con una dotazione finanziaria complessiva limitata, occorrerà verificare la disponibilità dei fondi presso le officine aderenti prima di pianificare l’intervento sulla propria autovettura.