Assegno unico, pagamento ad agosto per chi ha presentato nuova domanda o ha subìto variazioni

L’Inps prosegue i pagamenti dell’Assegno unico di agosto 2026: nell’ultima settimana tocca alle nuove domande e alle variazioni

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

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Continua il pagamento di agosto 2026 dell’Assegno unico: risolti i casi delle famiglie che ricevono regolarmente la prestazione (e che sono già state pagate il 18 e 19 agosto), ora tocca a chi ha presentato una nuova domanda nel mese di luglio, oppure ha segnalato una variazione nell’Isee o nel nucleo familiare.

Per le famiglie che si trovano in questa condizione l’Inps ha fissato gli accrediti per l’ultima settimana del mese di agosto.

Assegno unico di agosto 2026

Nello stesso periodo possono essere riconosciuti anche eventuali conguagli, sia a credito sia a debito, relativi alle rate già pagate. Ma solo, ovviamente, per chi era già percettore ed ha presentato una variazione sulla domanda già esistente.

In generale, per quanto riguarda l’Assegno unico e universale per i figli a carico (è questa la dicitura ufficiale) i beneficiari possono verificare la data di effettiva erogazione direttamente nell’area riservata Inps. Si accede tramite Spid, Cie oppure Cns. L’area contiene l’elenco dei pagamenti con ricalcoli e conguagli, se presenti.

Il pagamento avviene d’ufficio per le domande già presentate, senza che sia necessario ripresentare di volta in volta una nuova richiesta ogni anno. Funziona così dal 1° marzo 2023 per le domande già accolte. La condizione, naturalmente, è che la domanda non sia decaduta, revocata, rinunciata o respinta.

Cos’è l’Assegno unico

L’Assegno unico e universale è un contributo economico per le famiglie con figli a carico. Il beneficio è “unico” perché accorpa diversi interventi precedenti destinati a sostenere la natalità. Può essere riconosciuto alle famiglie anche in assenza di Isee o con un Isee superiore alla soglia massima prevista, e per questo è definito “universale”.

La soglia massima indicata dall’Inps per l’anno in corso è di 46.582,71 euro. In assenza di Isee, oppure con un valore pari o superiore a tale soglia, vengono riconosciuti gli importi minimi.

L’Assegno unico nel 2026

L’importo dell’Assegno unico varia in funzione della propria condizione familiare. Nel 2026 l’importo può arrivare fino a 203,8 euro per ciascun figlio minore con Isee fino a 17.468,51 euro. L’importo scende al minimo (58,3 euro) per ciascun figlio minore in assenza di Isee o con Isee pari o superiore a 46.582,71 euro.

E ci sono maggiorazioni in determinate situazioni. Tra i casi indicati dall’Inps rientrano:

  • nuclei numerosi per i figli successivi al secondo;
  • madri di età inferiore a 21 anni;
  • nuclei con almeno quattro figli;
  • genitori entrambi titolari di reddito da lavoro;
  • figli con disabilità;
  • figli di età inferiore a 1 anno;
  • figli tra 1 e 3 anni nei nuclei con almeno tre figli e Isee entro la soglia prevista.

Chi ha diritto all’Assegno unico

Possono accedere alla prestazione:

  • lavoratori dipendenti pubblici e privati;
  • lavoratori autonomi;
  • pensionati;
  • disoccupati;
  • inoccupati.

Praticamente tutti, tirando le somme. Il beneficio spetta per ogni figlio minorenne a carico e per i nuovi nati decorre dal settimo mese di gravidanza.

Per i figli maggiorenni l’Assegno può essere riconosciuto fino al compimento dei 21 anni quando ricorrono determinate condizioni (frequenza di un corso di formazione, di un corso di laurea, di un tirocinio, di un’attività lavorativa con reddito complessivo inferiore a 8 mila euro annui, eccetera). Il beneficio spetta anche se il figlio maggiorenne è disoccupato e in cerca di lavoro oppure impegnato nel servizio civile universale. Per i figli con disabilità a carico non è previsto un limite di età.