Nuovo pagamento in arrivo per le famiglie beneficiarie dell’assegno unico per i figli. A settembre l’accredito segue il calendario Inps con due finestre diverse, in base alla situazione del nucleo familiare e alla presenza di eventuali variazioni. La prima fase di pagamento è prevista tra lunedì 21 e martedì 22 settembre. La seconda riguarda invece l’ultima settimana del mese e interessa una platea specifica di beneficiari. In particolare, il pagamento nell’ultima settimana di settembre riguarda chi ha presentato una nuova domanda, chi ha avuto variazioni dell’Isee o chi ha registrato cambiamenti nelle condizioni del nucleo familiare.
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Chi riceve l’assegno unico nell’ultima settimana di settembre
Dal 28 settembre partono gli accrediti per le famiglie che attendono la prima mensilità dopo una nuova domanda oppure per i nuclei che hanno avuto un importo modificato rispetto al mese precedente. Rientrano in questa seconda finestra anche i casi in cui l’assegno unico sia stato oggetto di un conguaglio, sia a credito sia a debito. La distinzione serve a separare i pagamenti ordinari, destinati ai beneficiari già presenti nel sistema Inps senza modifiche recenti, da quelli che richiedono un aggiornamento della posizione.
Tra il 21 e il 22 settembre hanno ricevuto l’assegno unico i nuclei familiari che già percepiscono regolarmente la prestazione. Si tratta delle famiglie che non hanno presentato una nuova domanda e non hanno avuto variazioni recenti dell’importo. In questi casi l’Inps procede con il pagamento ordinario, perché la posizione è già registrata e aggiornata nel sistema. Chi invece ha avuto cambiamenti nell’Isee, nella composizione familiare o nella domanda deve attendere l’ultima settimana del mese.
Cosa succede a chi non ha aggiornato l’Isee
Per chi non ha aggiornato l’Isee entro i termini utili, l’importo dell’assegno unico può essere ridotto. Giugno era l’ultimo mese disponibile per aggiornare la dichiarazione e ottenere anche gli eventuali arretrati. Da marzo, in assenza di Isee aggiornato, l’importo viene adeguato al minimo previsto. In questi casi il beneficiario riceve quindi solo la quota minima, senza recuperare gli importi più alti che sarebbero spettati con un Isee valido e presentato nei tempi.
Gli importi dell’assegno unico nel 2026
Nel 2026 gli importi dell’assegno unico sono stati rivalutati dell’1,4%. L’importo base va da un minimo di 58,30 euro per chi non ha presentato l’Isee o supera la soglia di 46.582,71 euro, fino a un massimo di 203,80 euro per chi rientra nella fascia Isee più bassa, fino a 17.468,51 euro. L’importo effettivo dipende quindi dalla situazione economica del nucleo familiare e dalle eventuali maggiorazioni previste.
Nel 2027 l’assegno unico sarà nuovamente adeguato all’inflazione. La rivalutazione annuale riguarda sia gli importi della prestazione sia le soglie Isee che determinano le diverse fasce. A settembre l’Istat ha indicato l’inflazione acquisita per il 2026 al 2,9%, ma il dato definitivo sarà fissato con decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze. Con questa ipotesi, l’importo minimo per un figlio minorenne passerebbe da 58,30 euro a circa 60 euro al mese. L’importo massimo salirebbe invece da 203,80 euro a circa 209,70 euro.