Assegno di inclusione 2026, le date dei pagamenti: come compilare correttamente la domanda

La misura spetta ai nuclei con Isee fino a 10.140 euro e almeno un componente fragile, ma non parte da sola: va presentata domanda all'Inps

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

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L’Assegno di inclusione continua a rappresentare una delle principali misure di sostegno al reddito per famiglie in difficoltà economica. Introdotto per sostituire il Reddito di cittadinanza, il beneficio è destinato ai nuclei familiari che rispettano determinate condizioni di fragilità e viene erogato mensilmente dopo la verifica dei requisiti economici e sociali.

La misura non si attiva in modo automatico. Per beneficiarne è necessario presentare domanda e seguire un percorso di attivazione che coinvolge l’Inps e i servizi sociali territoriali.

Quali sono i requisiti generali di accesso

L’Assegno di inclusione è un sostegno economico e di inclusione sociale rivolto ai nuclei familiari che si trovano sotto una determinata soglia di reddito e che includono almeno un componente in condizione di fragilità.

In particolare, il beneficio spetta a quei nuclei che presentano almeno una delle seguenti condizioni:

  • un minore;
  • una persona con disabilità;
  • un soggetto con almeno 60 anni di età;
  • una persona in condizione di svantaggio seguita dai servizi sociali.

Quali sono i requisiti Isee

Per accedere all’Assegno di inclusione è necessario avere un indicatore Isee non superiore a 10.140 euro, soglia confermata rispetto agli anni precedenti.

Il diritto al beneficio è inoltre subordinato alla valutazione complessiva della situazione economica del nucleo, che include redditi, patrimonio mobiliare e immobiliare e composizione familiare.

Resta fondamentale, al momento della domanda, disporre di una dichiarazione sostitutiva unica aggiornata e in corso di validità, senza la quale la richiesta non può essere lavorata dall’Inps.

A quanto ammonta l’importo dell’Assegno di inclusione

Il sussidio non è uguale per tutti ma varia in base alla situazione finanziaria del nucleo e alla presenza di eventuali componenti fragili.

In linea generale, il beneficio è composto da:

  • una quota base di integrazione del reddito familiare fino alla soglia prevista;
  • un’eventuale integrazione per chi vive in affitto;
  • maggiorazioni legate alla composizione del nucleo.

Il sostegno viene erogato per un massimo di 18 mesi consecutivi, con possibilità di rinnovo dopo un periodo di sospensione previsto dalla normativa.

Come ed entro quando fare domanda

La domanda per l’Assegno di inclusione si presenta esclusivamente in modalità telematica tramite il portale Inps.

Non esiste una finestra unica di apertura: la richiesta può essere inoltrata in qualsiasi momento dell’anno.

Dopo l’invio della domanda, l’erogazione non è immediata. L’Istituto nazionale per la previdenza sociale verifica i requisiti e, una volta completata l’istruttoria, il richiedente deve sottoscrivere il Patto di attivazione digitale, passaggio necessario per l’avvio del beneficio.

Solo dopo questi passaggi viene disposto il primo pagamento, che avviene generalmente nel mese successivo alla validazione della domanda.

Quando arriva il pagamento

L’accredito dell’Adi segue una doppia tempistica:

  • la prima erogazione per i nuovi beneficiari avviene dopo la conclusione dell’istruttoria;
  • i pagamenti mensili successivi seguono il calendario INPS, generalmente nella seconda metà del mese.

Le tempistiche possono variare in base alla data di presentazione della domanda e alla rapidità di completamento del percorso di attivazione.

Errori da evitare nella compilazione della domanda

Molte domande per l’Assegno di inclusione vengono rallentate o sospese non per mancanza dei requisiti ma per errori nella fase di presentazione.

Tra gli sbagli più frequenti ci sono:

  • l’utilizzo di un Isee non aggiornato;
  • un’errata compilazione dell’anagrafica del nucleo familiare (per esempio, non notificare un cambio di residenza);
  • la mancata sottoscrizione del Patto di attivazione digitale;
  • la mancata comunicazione di eventuali variazioni reddituali o lavorative intervenute dopo la presentazione della Dsu, al fine di evitare sospensioni o interruzioni del beneficio.