Agevolazioni ristrutturazione edilizie: guida alla cessione del credito

Con la conversione in legge del Decreto Crescita, cambiano le modalità di cessione del credito fiscale

Con l’entrata in vigore della Legge di conversione del cosiddetto “Decreto Crescita” (D.lgs. 34 del 2019), cambiano le modalità di cessione del credito del cosiddetto Bonus Ristrutturazioni.

L’Agenzia delle Entrate ha quindi aggiornato la guida “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali” spiegando quali sono le novità introdotte a partire dal 30 giugno. Tra queste sono segnalate anche la proroga della maggiorazione della detrazione Irpef e dell’obbligo di comunicazione all’Enea entro 90 giorni dal termine lavori, ma si tratta di indicazioni presenti già da alcune settimane nella guida al Bonus Ristrutturazioni.

Per quanto riguarda la cessione del Bonus, la legge di conversione ha introdotto novità piuttosto rilevanti rispetto al passato. In particolare, quando vengono eseguiti lavori di efficientamento e risparmio energetico, l’intestatario dell’immobile (o un’altra qualsiasi figura che possa usufruire del bonus ristrutturazioni) può cedere all’azienda che realizza i lavori la sua “fetta” di agevolazione fiscale, ottenendo così un sostanzioso sconto sul totale dei lavori.

Le modalità di erogazione del bonus, come noto, prevedono che il contribuente possa ottenere un’agevolazione fiscale del 50% dei costi sostenuti per i lavori (comprensivi dell’acquisto dei materiali, della progettazione dell’intervento e della posa in opera), da dividere in 10 rate annuali di pari importo. Ciò vuol dire che chi commissiona i lavori potrà detrarre 1/10 dell’agevolazione su ogni dichiarazione dei redditi dal 2020 al 2029.

In alternativa, il committente potrà cedere questa agevolazione fiscale alla ditta che esegue i lavori o al fornitore di materiali e servizi cui si è rivolto. Se optasse per questa soluzione, sarebbe la ditta appaltatrice a godere dello sgravio fiscale con le stesse modalità del privato. Quest’ultimo, come previsto dal Decreto Crescita e dalla legge di conversione, otterrebbe uno sconto immediato del 50% delle spese preventivate e fatturate dalla ditta o dal fornitore di materiali o servizi.

La legge di conversione del Decreto Crescita, però, introduce un’ulteriore novità nel processo di erogazione del bonus del 50% per i lavori di ristrutturazione ed efficientamento energetico di abitazioni o condomini. Stando al dettato legislativo, infatti, la ditta che ha eseguito i lavori può decidere a sua volta di cedere il credito fiscale ai propri fornitori di materiali o servizi. Nella legge di conversione viene specificato, inoltre, che questo è l’ultimo “passaggio” di credito possibile: il secondo fornitore, insomma, non potrà cedere ulteriormente lo sgravio ad altre aziende.

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