Petrolio in aumento senza accordo tra Usa e Iran, Trump boccia la risposta di Teheran

Trump respinge la risposta iraniana definendola "inaccettabile". Restano i nodi su nucleare, sanzioni e Stretto di Hormuz

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito la risposta dell’Iran alla proposta di pace come qualcosa di “totalmente inaccettabile”. L’Iran chiede qualcosa che gli Stati Uniti non possono dare, ovvero di mantenere le condizioni che sono state usate per dare inizio alla guerra: il controllo delle proprie ambizioni nucleari e della propria politica estera.

Trump non ha specificato i motivi del perché la risposta non è adeguata o se c’è una base sulla quale proseguire il dialogo. I media iraniani invece hanno spiegato la loro risposta, dichiarando che il piano statunitense “significava la resa dell’Iran all’avidità di Trump”. I mercati hanno risposto immediatamente, con i prezzi del petrolio che sono saliti del +4,36% per il Brent e +4,89% per il Wti.

Risposta alla proposta di pace: “Inaccettabile”

In un breve post su Truth Social, il presidente degli Stati Uniti ha respinto la risposta dell’Iran alla proposta per porre fine alla guerra. Non sono specificati i motivi del rifiuto, ma sono prevedibili: la questione nucleare.

Scrive di aver letto la risposta e di averla trovata “assolutamente inaccettabile”.

Post Truth Social
Truth Social
La risposta di Trump all’Iran

Il post tradotto:

Ho appena letto la risposta dai cosiddetti “rappresentanti iraniani”. Non mi piace, è totalmente inaccettabile! Grazie per l’attenzione.

Cosa c’è nella risposta iraniana

Se il presidente Usa non parla del contenuto della risposta, i media iraniani si aprono con svariate analisi. Raccontano la loro versione dei fatti, ovvero che il piano statunitense “significava la resa dell’Iran all’avidità di Trump”.

Dentro la risposta ci sono sottolineati dei punti che l’Iran ritiene imprescindibili per discutere di pace:

  • fine della guerra in tutta la regione, in particolare in Libano;
  • porre fine alle sanzioni;
  • sblocco di fondi e beni sequestrati;
  • sovranità sullo Stretto di Hormuz;
  • sovranità sul programma nucleare;
  • riparazioni dei danni della guerra da parte degli Stati Uniti.

Il piano di pace degli Stati Uniti

Non si conoscono i testi di proposta e risposta, ma dalle dichiarazioni ufficiali si può evincere la posizione dei due Paesi. Secondo Mark Pfeifle, ex consigliere per la sicurezza nazionale, non sono trattative di pace, ma di “pressione”.

Programma nucleare

Questi chiedevano in particolar modo la fine del programma nucleare iraniano e il controllo delle riserve di uranio altamente arricchito. Da parte sua l’Iran non è disposta a cedere le riserve e accetta al massimo di mettere in pausa il programma nucleare.

Beni e sanzioni

L’Iran chiede la revoca delle sanzioni e lo sblocco dei beni congelati. Gli Stati Uniti non sembrano propensi a una fine del controllo indiretto sul Paese.

Risarcimenti di guerra

L’Iran chiede il risarcimento per i danni causati dalla guerra di Stati Uniti e Israele. Il valore stimato è di 270 miliardi di dollari.

Stretto di Hormuz

L’Iran vuole mantenere il controllo sullo snodo cruciale del commercio via mare, anche attraverso una tariffa di transito.

Petrolio in rialzo

Sempre secondo Pfeifle:

è improbabile che Trump riprenda la guerra contro l’Iran.

Il piano potrebbe essere la “pressione” economica appunto, quindi un inasprimento delle sanzioni.

I mercati hanno quindi risposto alla “pressione” tra i due Paesi. Lo specchio è il prezzo del petrolio in forte rialzo:

  • Brent a +4,15% (aggiornato alle 7:50), prezzo barile 108 dollari;
  • Wti a +4,68% (aggiornato alle 7:50) prezzo barile 100 dollari.