Pagamenti e POS, da giugno cambia tutto: ecco le novità

Sanzioni in arrivo per chi non si adegua alla nuova normativa varata dal Governo: multe per commercianti ed esercenti che non si adegueranno ai cambiamenti

Con l’obiettivo dichiarato di sburocratizzare e mandare in porto i 45 obiettivi del Pnrr previsti entro fine giugno, il Consiglio dei ministri ha deciso di varare un pacchetto di norme che dovrebbero consentire ai dipendenti della Pubblica amministrazione, alle aziende e ai tanti soggetti coinvolti di veder velocizzati i lavori in cui il nostro Paese investirà buona parte dei fondi in arrivo dall’Unione europea.

Fondi europei e pubblica amministrazione, cosa prevede il nuovo decreto del Governo

Gli ambiti coinvolti nelle novità che l’Esecutivo sta per introdurre (la riunione tra i titolari dei dicasteri si è svolta ieri, mercoledì 13 aprile) sono molteplici e spaziano dall’introduzione del Portale nazionale per la lotta al lavoro nero fino all’obbligo per tutte le amministrazioni centrali di utilizzare la piattaforma InPa. Il testo approvato dal gruppo di lavoro del premier Mario Draghi comprende anche diverse misure di contrasto all’evasione fiscale.

Una delle tematiche più importanti toccate dal Governo riguarda l’anticipo di sei mesi – con partenza prevista al 30 giugno 2022 – delle multe agli esercenti che non permettono i pagamenti con il Pos. Di seguito vengono riportate tutte le indicazioni in marito, diffuse quest’oggi dall’ufficio stampa del Consiglio dei ministri che ha divulgato il decreto approvato nella giornata di ieri.

Carte di credito elettroniche e metodi di pagamento, stretta in arrivo

L’obbligo di essere dotati di Pos per esercenti e professionisti esiste ormai dal lontano 2013, ma l’allora governo tecnico di Mario Monti aveva previsto che la multa recapitata ai soggetti inadempienti dovesse diventare operativa dal 1 gennaio 2023, scelta confermata anche dall’attuale Parlamento tramite l’approvazione del primo decreto Pnrr varato lo scorso dicembre. Con l’entrata in vigore del decreto del Consiglio dei ministri (che avverrà nelle prossime settimane con l’atto di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) la data sarà dunque anticipata al prossimo 30 giugno 2022.

La sanzione prevista sarà di 30 euro, ma verrà aumentata del 4% del valore della transazione per la quale sia stata rifiutata l’accettazione del pagamento. Per chiarire questo aspetto vale la pena fare un esempio pratico: per una transazione del valore di 25 euro negata dal commerciante perché proposta con carta di credito elettronica, l’esercente in questione dovrà pagare una multa maggiorata di 31 euro.

La lotta all’evasione fiscale e i controlli su scontrini e fatture

Sempre su questo fronte, il Fisco chiederà anche l’invio obbligatorio agli uffici dell’Agenzia delle Entrate di tutte le transazioni avvenute con moneta digitale. In questo modo si punta a stanare l’evasione fiscale più difficile e nascosta, ossia quella realizzata da moltissimi titolari di negozi e attività che scelgono con un comportamento doloso e consapevole di lavorare senza l’emissione di scontrini, fatture e ricevute.

Tra l’altro, stando agli ultimi accertamenti compiuti di recente dagli uomini della Guardia di Finanza in diverse città italiane, sembrano essere davvero molti i casi in cui sussiste il consenso ad evadere tra chi compra o usufruisce di un servizio e chi invece lo effettua o lo vende al pubblico. Infine tra le novità inserite nel decreto anche un nuovo giro di vite su bonus e incentivi: per contrastare le frodi, si rende obbligatoria la comunicazione preventiva agli enti preposti per ogni decisione assunta in autonomia.