Riforma del PNRR al via: Fitto è atteso a Bruxelles

In vista delle scadenze stringenti del Piano si apre il round delle trattative a Bruxelles per modificare alcuni degli obiettivi del PNRR

Nuove semplificazioni, un cambio della governance, la riforma del PNRR da patteggiare con Bruxelles: questi i temi principali affrontati ieri alla prima cabina di regia dell’anno sul PNRR, presieduta dal Ministro Raffaele Fitto.

Una riunione che è servita a  fare il punto della situazione assieme agli Enti locali alla presenza del Presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga, del Presidente dell’Anci Antonio De Caro e del Presidente dell’Upi Michele De Pascale.

Nelle prossime settimane, saranno convocate apposite riunioni tecniche bilaterali, per la verifica dello lo stato di attuazione di ciascuna misura, anche in vista dell’avvio della fase di aggiornamento del PNRR e dell’inserimento del capitolo Repower Eu. In particolare è stato chiesto alle singole amministrazioni a fornire elementi e contributi per accelerare gli investimenti.

Prioritaria la riforma del PNRR

La riforma del PNRR è al momento il principale argomento di dibattito fra Roma e Bruxelles – ne ha parlato anche la Presidente UE Ursula von der Leyen nel corso della recente visita a Roma –  forse anche più urgente del MES, tanto che il Ministro Raffaele Fitto andrà a Bruxelles la prossima settimana, per trattare le modifiche al Piano nazionale e capire quali progetti hanno bisogno di essere aggiornati.

L’obiettivo è chiudere il confronto entro la fine di febbraio. Un confronto che verterà solo su alcuni obiettivi e non certo sulle riforme, come ribadito di recente dal commissario Gentiloni.

Nell’ambito delle trattative c’è anche da collocare il RePower EU, che ha stanziato 9 miliardi di euro, da spendere in progetti per l’energia sostenibile.

Agire su semplificazioni e governance

L’obiettivo del governo, al momento, è semplificare le procedure dei bandi di gara ed è qui che sarà cruciale il contributo dei singoli Ministeri alla luce delle criticità emerse in fase di attuazione.

Possibile anche lo spostamento di alcuni progetti che presentano tempi più lunghi dal capitolo PNRR ai fondi di coesione. E’ il caso ad esempio dei progetti per l’idrogeno verde che non hanno ricevuto adeguato interesse nel nostro paese e verranno quindi depennati o spostati a fine anno. Possibile anche lo slittamento della riforma degli appalti.

L’altro tema fondamentale la modifica della governance e la possibilità, ora non contemplata, di rimuovere i responsabili dei progetti che non abbiano saputo rispettare i termini previsti.

Fra i temi dibattuti anche quello del lavoro e della scarsità di personale presso le Unità di missione, per le quali si chiedoo assunzoni a tempo indeterminato.

Le prossime scadenze

L’Italia ha fatto richiesta della terza rata da 19 miliardi di euro (dedotta l’anticipazione di 2,8 miliardi ricevuta ad agosto 2021) e si è impegnata a raggiungere 27 obiettivi entro il 30 giugno 2023: 20 milestone e 7 target.

Come nei precedenti periodi, il raggiungimento di tutti gli obiettivi fissati permetterà all’Italia di aggiudicarsi l’erogazione della quarta tranche da 16 miliardi di euro da parte della Commissione Europea.