REPowerEU, la Commissione europea presenta il piano: cosa prevede

La Commissione europea ha presentato il piano REPowerEU, ovvero la risposta alle difficoltà e alle perturbazioni del mercato mondiale dell'energia causate dall'invasione dell'Ucraina da parte della Russia e della crisi climatica.

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Donatella Maisto

Digital Transformation and Sustainability Manager

Esperta Blockchain e digital transformation, tech-human need e sostenibilità nella sua accezione contemporanea. R&D Director di Blockchain Revolution

La Commissione europea ha presentato il piano REPowerEU, ovvero la risposta alle difficoltà e alle perturbazioni del mercato mondiale dell’energia causate dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e della crisi climatica.

Il sistema energetico europeo necessita di interventi trasversali e urgenti, sollecitati da una parte dal porre fine alla dipendenza dell’UE dai combustibili fossili provenienti dalla Russia, che costano ai contribuenti europei quasi 100 miliardi di € all’anno, e dall’altra dall’affrontare la crisi climatica.

Un sondaggio Flash Eurobarometro, realizzato in tutti gli Stati membri dell’UE e pubblicato all’inizio del mese di Maggio, che delinea l’ampio consenso tra i cittadini dell’UE a favore della risposta dell’Unione all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, evidenzia che l’85 % degli europei ritiene che l’UE dovrebbe ridurre quanto prima la sua dipendenza dal gas e dal petrolio russi.

Il piano REPowerEU focalizza la sua attenzione su:

  • risparmio energetico
  • diversificazione dell’approvvigionamento energetico
  • più rapida diffusione delle energie rinnovabili per sostituire i combustibili fossili nelle case, nell’industria e nella generazione di energia elettrica
  • crescita economica, sicurezza e azione per il clima

Il fulcro del piano REPowerEU è dato dal RRF, Recovery and Resilience Facility, il fondo che offre un sostegno finanziario su larga scala per riforme e investimenti intrapresi dagli Stati membri, allo scopo di attenuare l’impatto a livello sociale ed economico della pandemia da coronavirus e di rendere le economie dell’UE più sostenibili, resilienti e meglio preparate per le sfide poste dalle transizioni verde e digitale.

La Commissione propone di apportare modifiche mirate al regolamento RRF, per integrare specifici capitoli REPowerEU nei piani per la ripresa e la resilienza degli Stati membri (PRR) attualmente esistenti, in aggiunta alle numerose riforme e investimenti già presenti in tali piani.

Risparmio energetico

Il risparmio energetico è, in prima istanza, il modo più rapido ed economico di far fronte all’attuale crisi energetica e al “caro bollette”.

Questo, però, non vuol dire non agire sul lungo periodo. In tal senso la Commissione propone di rafforzare le misure di efficienza energetica a lungo termine, tra cui un aumento dal 9 % al 13 % dell’obiettivo vincolante di efficienza energetica, fissato nell’ambito del pacchetto legislativo “Pronti per il 55 %” (Fit for 55), connesso al Green Deal europeo.

Sempre poche ore fa la Commissione ha pubblicato una comunicazione sul risparmio energetico, “EU Save Energy”, che illustra in dettaglio i cambiamenti nei comportamenti che potrebbero ridurre del 5 % la domanda di gas e petrolio, a breve termine, mentre richiama e incoraggia gli Stati membri ad avviare campagne di comunicazione rivolte alle famiglie e all’industria.

Le misure sul risparmio energetico sono anche sollecitate dall’invito, rivolto agli Stati Membri, di misure fiscali per favorire il risparmio energetico, come aliquote IVA ridotte sui sistemi di riscaldamento efficienti, l’isolamento degli edifici e gli apparecchi e i prodotti efficienti sotto il profilo energetico.

Diversificazione dell’approvvigionamento energetico

L’UE collabora da diversi mesi con partner internazionali per diversificare l’approvvigionamento ed è riuscita a garantire livelli record di importazioni di GNL e maggiori forniture di gas via gasdotti.

Di recente creazione è la piattaforma dell’UE per l’energia, sostenuta dalle task force regionali, che consentirà acquisti comuni volontari di gas, GNL e idrogeno aggregando la domanda, ottimizzando l’uso delle infrastrutture e coordinando i contatti con i fornitori.

Pensando di replicare il programma di acquisto comune dei vaccini, la Commissione valuterà la possibilità di sviluppare un “meccanismo di acquisto congiunto“, che negozi e concluda contratti di acquisto di gas per conto degli Stati membri aderenti.

La strategia esterna dell’UE per l’energia adottata, in queste ore, faciliterà la diversificazione energetica e la creazione di partenariati a lungo termine con i fornitori, compresa la cooperazione in materia di idrogeno o di altre tecnologie verdi.

Nel Mediterraneo e nel Mare del Nord saranno sviluppati importanti corridoi per l’idrogeno.

Diffusione delle energie rinnovabili

Sempre con l’intento di conseguire l’indipendenza auspicata in premessa, la Commissione propone di aumentare dal 40 % al 45 % l’obiettivo principale per il 2030 per le rinnovabili, nell’ambito del pacchetto “Pronti per il 55 %”.

Questo è solo il punto di partenza per altre iniziative, che preme condividere:

  • la strategia dell’UE per l’energia solare volta a raddoppiare la capacità solare  fotovoltaica entro il 2025 e installare 600 GW entro il 2030
  • l’introduzione graduale di un obbligo giuridico di installare pannelli solari sui nuovi edifici pubblici, commerciali e residenziali
  • il raddoppio del tasso di diffusione delle pompe di calore unito a misure per integrare l’energia geotermica e termosolare nei sistemi di teleriscaldamento e di riscaldamento collettivo
  • la raccomandazione della Commissione per affrontare la lentezza e la complessità delle procedure di autorizzazione per i grandi progetti in materia di rinnovabili
  • la modifica mirata della direttiva sulle energie rinnovabili, perché queste ultime siano riconosciute come interesse pubblico prevalente, istituendo anche zone di riferimento specifiche per le rinnovabili con procedure di autorizzazione abbreviate e semplificate in presenza di minori rischi ambientali. La Commissione mette a disposizione serie di dati sulle zone sensibili dal punto di vista ambientale nell’ambito del suo strumento di mappatura digitale dei dati geografici relativi all’energia, all’industria e alle infrastrutture
  • la definizione di un obiettivo di 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile prodotto internamente e 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile importato entro il 2030 per sostituire gas naturale, carbone e petrolio nei trasporti e nei settori industriali difficili da decarbonizzare
  • un piano di azione per il biometano, che definisce strumenti tra cui un nuovo partenariato industriale per il biometano e incentivi finanziari per portare la produzione a 35 miliardi di metri cubi entro il 2030, anche attraverso la politica agricola comune.

In merito al mercato dell’idrogeno sono inoltre in pubblicazione due atti delegati della Commissione sulla definizione e la produzione di idrogeno rinnovabile per garantire che quest’ultima porti alla decarbonizzazione netta. Per accelerare i progetti connessi all’idrogeno, sono stati stanziati finanziamenti supplementari pari a 200 milioni di € a favore della ricerca e la Commissione si impegna a completare la valutazione dei primi importanti progetti di comune interesse europeo entro l’estate.

Crescita economica, sicurezza e azione per il clima

La sostituzione del carbone, del petrolio e del gas naturale nei processi industriali ridurrà le emissioni di gas a effetto serra e rafforzerà la sicurezza e la competitività.

Il risparmio energetico, l’efficienza, la sostituzione dei combustibili, l’elettrificazione e una maggiore diffusione dell’idrogeno rinnovabile, del biogas e del biometano ad opera dell’industria potrebbero far risparmiare fino a 35 miliardi di metri cubi di gas naturale entro il 2030, in aggiunta a quanto previsto dalle proposte del pacchetto “Pronti per il 55 %”.

La Commissione proporrà contratti per differenza sul carbonio per sostenere l’adozione dell’idrogeno verde da parte dell’industria e finanziamenti specifici per REPowerEU nell’ambito del Fondo per l’innovazione, utilizzando i proventi dello scambio di quote di emissioni per favorire ulteriormente la fine della dipendenza dai combustibili fossili russi.

Azioni per centrare gli obiettivi

Per centrare gli obiettivi di REPowerEU servono 210 miliardi di € di investimenti supplementari entro il 2027. Tagliare le importazioni di combustibili fossili dalla Russia, come detto, può far risparmiare quasi 100 miliardi di € l’anno.

A sostegno di REPowerEU sono già disponibili 225 miliardi di € sotto forma di prestiti nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF).

La Commissione ha adottato atti giuridici e orientamenti a uso degli Stati membri sulla modifica e l’integrazione dei piani per la ripresa e la resilienza nel contesto di REPowerEU e propone di aumentare la dotazione finanziaria dell’RRF di 20 miliardi di € sotto forma di sovvenzioni, provenienti dalla vendita di quote di emissioni del sistema ETS, attualmente detenute nella riserva stabilizzatrice del mercato.

Le reti transeuropee nel settore dell’energia (TEN-E) hanno contribuito a creare nell’UE un’infrastruttura del gas resiliente e interconnessa. Per integrare i progetti inclusi nell’elenco dei progetti di interesse comune (PIC) sono necessarie infrastrutture supplementari per il gas di portata limitata, che secondo le stime richiederanno circa 10 miliardi di € di investimenti.

Per adattare la rete elettrica alle esigenze future sarà fondamentale anche imprimere un’accelerazione ai PIC nel settore dell’energia.

In tal senso la Commissione ha pubblicato un nuovo invito a presentare proposte con un budget di 800 milioni di €, cui ne seguirà un altro all’inizio del 2023.