Povertà energetica, 5 milioni di italiani in difficoltà: bollette sempre più alte

Oltre 5 milioni di italiani in povertà energetica: chi è più colpito, le regioni dove si soffre di più e quanto aumentano luce e gas nel 2026

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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In Italia oltre 5 milioni di persone vivono in una condizione di povertà energetica. Si tratta di circa 2,4 milioni di famiglie che faticano a sostenere le spese per luce e riscaldamento. Il fenomeno riguarda i nuclei che non riescono a mantenere un livello adeguato di servizi energetici essenziali oppure che destinano una quota troppo elevata del reddito al pagamento delle bollette.

Secondo l’analisi dell’Ufficio studi della Cgia-Mestre su dati Istat e Oipe, si tratta di una condizione sempre più diffusa, legata sia ai redditi bassi sia all’aumento dei prezzi dell’energia.

Le regioni più colpite dalla povertà energetica

Le difficoltà si concentrano soprattutto nel Sud Italia. La situazione più critica si registra in Puglia, dove oltre il 18% delle famiglie è coinvolto, seguita da Calabria e Molise, con percentuali che superano il 17% .

Al contrario, le regioni meno colpite sono Marche, Friuli Venezia Giulia e Lazio, dove l’incidenza è più contenuta. Nel complesso, il fenomeno interessa il 9,1% delle famiglie italiane, ma con forti differenze territoriali.

L’aumento dei prezzi di gas ed energia elettrica ha avuto un ruolo centrale. Nel 2025 i costi sono cresciuti rispettivamente del 6,3% e del 6,7% rispetto all’anno precedente. Secondo la Cgia, i recenti rincari sono legati anche alle tensioni internazionali, con effetti diretti sui mercati energetici.

A marzo il prezzo del gas ha raggiunto i 53 euro per MWh, mentre l’energia elettrica si è attestata a 143 euro per MWh . Questo aumento dei costi energetici si traduce in un aggravio complessivo per le famiglie stimato in oltre 5 miliardi di euro rispetto all’anno precedente, con un impatto crescente sui bilanci domestici.

Le categorie più esposte e il doppio peso per gli autonomi

Tra i più colpiti ci sono anziani soli, famiglie numerose e nuclei con redditi instabili. A questi si aggiungono artigiani e piccoli commercianti, che spesso subiscono un doppio impatto. Come evidenziato nello studio:

La stragrande maggioranza di artigiani e piccoli commercianti il caro bollette lo paga due volte .

Da un lato come famiglie, dall’altro come attività economiche. Questa doppia esposizione incide sui margini delle imprese e porta, in molti casi, a ridurre i consumi o rinviare investimenti.

Cosa significa essere in povertà energetica

La povertà energetica non riguarda solo il reddito, ma anche le condizioni abitative e i prezzi dell’energia. Si verifica, ad esempio, quando una famiglia vive in una casa poco efficiente e deve sostenere costi elevati per riscaldarsi. In altri casi, il problema si manifesta con il cosiddetto “sotto-consumo”: per risparmiare si rinuncia a servizi essenziali come il riscaldamento o il raffrescamento . Un ulteriore segnale è la difficoltà nel pagamento delle bollette, con ritardi o accumulo di debiti, fino al rischio di distacco delle forniture.

Le previsioni indicano un ulteriore aumento dei costi energetici. Nel 2026 la spesa complessiva delle famiglie potrebbe crescere di oltre 5,4 miliardi di euro rispetto al 2025 e di 6,6 miliardi rispetto al 2024 . Le regioni più penalizzate in valore assoluto sono Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, dove si registrano gli incrementi più consistenti.