Pnrr, arriva il momento della verità: dopo la scadenza del 30 giugno, Regioni e Comuni sono impegnati nelle rendicontazioni degli interventi finanziati con le risorse europee, mentre continuano ad arrivare i dati sullo stato di avanzamento delle opere.
Dagli ospedali alle infrastrutture, dalla digitalizzazione alla transizione ecologica e al sostegno alle imprese: per quanto riguarda l’utilizzo dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, il quadro che emerge è quello di un Paese che procede a passi assai differenti. Alcune amministrazioni particolarmente virtuose hanno già completato tutti gli obiettivi, mentre altre sono rimaste indietro.
Indice
Pnrr, Piemonte e Toscana completano gli obiettivi
Tra le Regioni spiccano Piemonte e Toscana, entrambe al 100% degli obiettivi previsti.
Il Piemonte registra circa 39 mila progetti attivati sul territorio per un valore superiore ai 10 miliardi di euro. La quota gestita direttamente dalla Regione ammonta a 1,78 miliardi di euro distribuiti su 2.419 progetti. Anche la Toscana raggiunge tutti gli obiettivi assegnati e vede avviato il 95,47% dei progetti previsti.
I Comuni con i risultati migliori nel Pnrr
Tra i grandi Comuni, Firenze e Bologna figurano tra quelli che hanno intercettato il maggior numero di risorse del Pnrr.
Torino ha completato il 100% degli obiettivi assegnati, mentre Napoli ha investito circa 1 miliardo di euro di fondi Pnrr, arrivando al 90% dei progetti previsti entro la scadenza del 30 giugno.
A Milano sono stati completati 93 interventi grazie a investimenti superiori a 840 milioni di euro, all’interno di un quadro che vede oltre 2.500 progetti gestiti direttamente e investimenti complessivi in Lombardia pari a 3,4 miliardi di euro.
Sanità, lavoro e ambiente concentrano le risorse
Gli investimenti maggiori continuano a riguardare salute e lavoro, insieme ai programmi dedicati alla transizione ecologica. In Trentino-Alto Adige la transizione ecologica assorbe 614,9 milioni di euro, pari al 39,1% delle risorse complessive. Nel solo Trentino risultano attivate oltre 125 linee di intervento e circa 11.800 iniziative, per un finanziamento di circa 1 miliardo e 570 milioni di euro.
Case di comunità e ospedali
La situazione cambia di molto per quanto riguarda il settore sanitario.
La Liguria supera del 10% i target previsti per Case e ospedali di comunità.
Anche il Veneto registra risultati superiori agli obiettivi, con 99 Case di comunità e 33 ospedali di comunità attivati, a fronte di un obiettivo fissato in 30 strutture ospedaliere.
I target risultano raggiunti anche in Sardegna, mentre nelle Marche sono state completate 28 Case di comunità su 29 previste. Più contenuto, invece, l’avanzamento registrato in Friuli-Venezia Giulia e Lazio.
Puglia, Calabria e le altre Regioni
In Puglia sono stati conclusi otto interventi nel settore fognario e della depurazione, per oltre 42 milioni di euro, oltre ai 12 progetti dedicati al dissesto idrogeologico per circa 50 milioni. Nella sanità la Regione conta 83 Case di comunità distribuite tra le diverse province: 18 nell’area di Bari, 16 nel Leccese, 27 nel Foggiano, 13 nel Tarantino, 5 nel Brindisino e 4 nella provincia di Barletta-Andria-Trani.
Alla Calabria sono destinati 10,369 miliardi di euro per 12.382 progetti.
In Alto Adige il Pnrr mette a disposizione 1,75 miliardi di euro per 4.610 progetti approvati, dei quali 3.165 risultano già conclusi.
Il Molise ha ricevuto circa 9,9 miliardi di euro nell’ambito delle risorse distribuite ai Comuni italiani.
Nelle Marche i progetti finanziati totalmente o parzialmente dal Pnrr sono 18.699, dei quali circa 11.900 risultano conclusi secondo l’ultimo report regionale del 13 giugno.
Per l’Abruzzo sono previsti circa 8 mila interventi sostenuti da circa 4,4 miliardi di euro.
Il commento di Tommaso Foti
Il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, si è detto “orgoglioso” dei risultati ottenuti ed ha poi aggiunto:
Ci vuole pazienza. Al netto del fatto che diversi miliardi di euro devono ancora essere rendicontati e spesi, per non perdere quanto fatto ora, dopo la fine del Pnrr bisognerà farsi trovare pronti a livello Ue sul fronte della competitività.