Chiara Ferragni chiude il negozio di via Capelli a Milano, costa sta succedendo

Voci sempre più insistenti vogliono chiuso il negozio di Chiara Ferragni a Milano. La situazione è critica o solo strategica

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

Chiara Ferragni potrebbe perdere anche il suo storico negozio di Milano. Non c’è ancora un annuncio ufficiale, ma le voci circolano insistentemente dallo scorso periodo di saldi. Il flagship store in via Capelli a Milano, il primo negozio monomarca del suo brand inaugurato nel 2017, potrebbe avere le ore contate.

La decisione non stupirebbe, dopo la serie di eventi negativi che hanno colpito l’immagine pubblica dell’imprenditrice e le sue attività commerciali.

Sulla chiusura incide il “Pandoro Gate”?

L’ipotesi di chiusura del negozio di via Capelli arriva dopo lo scandalo del “Pandoro Gate”, che ha segnato ben più di un momento difficile per Ferragni. L’Antitrust ha infatti sanzionato le sue società con oltre un milione di euro per pubblicità ingannevole riguardante il pandoro “Pink Christmas” di Balocco.

La pubblicità faceva credere che una parte del ricavato sarebbe stata destinata all’Ospedale Regina Margherita di Torino, mentre la donazione era già stata effettuata da Balocco mesi prima. Questo scandalo ha portato a un calo delle vendite e alla perdita di importanti contratti pubblicitari con aziende come Safilo, Pigna e Coca Cola.

Il 17 luglio 2024, il Tar del Lazio discuterà i ricorsi amministrativi proposti da Ferragni, ma l’impatto negativo sulla sua immagine pubblica è già evidente. I consumatori, delusi dalla vicenda, hanno iniziato a evitare il suo negozio, portando a un drastico calo delle presenze (sulle vendite non ci sono ancora informazioni).

Calo delle vendite: la causa della chiusura del negozio

Dopo lo scandalo, il negozio di via Capelli non ha più registrato l’affluenza di un tempo. C’è un prima e un dopo il “Pandoro Gate” piuttosto evidente, basti guardare al periodo dei saldi invernali, quando il negozio è stato fotografato semivuoto.

Anche con sconti significativi, non c’è stata molta affluenza e la situazione si è ripetuta in maniera simile anche nel punto vendita di Roma. La crisi e l’ipotetico presunto calo delle vendite potrebbero aver portato il team di Chiara Ferragni a decidere per la chiusura definitiva del negozio. Come periodo si vocifera agosto.

Altre motivazioni: fattori economici e strategici

Oltre al “Pandoro Gate” (da cui Balocco ne è uscito molto meglio), altri fattori economici e strategici possono aver influenzato la decisione di chiudere il negozio. La zona di via Capelli, pensata come nuovo polo del lusso, non ha mai raggiunto il successo sperato e nel tempo ha costretto diverse attività a chiudere.

Inoltre, il continuo turnover dei negozi di lusso a Milano, spesso dovuto a strategie di marketing e non solo a cali di fatturato, potrebbe essere parte della decisione.

La chiusura definitiva del negozio, se arriverà, potrebbe inoltre avere a che fare con una strategia di pulizia dell’immagine. Secondo diverse analisi infatti si potrebbe trattare di una strategia più ampia di ristrutturazione e focalizzazione su altre aree di business.

La chiusura del negozio di via Capelli potrebbe infine anche indicare un cambiamento nella strategia di vendita al dettaglio di brand “Chiara Ferragni”. Non per altro, in un momento in cui il commercio online continua a crescere, molti marchi di lusso stanno riconsiderando l’importanza dei negozi fisici.

Ferragni, vista anche la fase di crisi che sta percorrendo, potrebbe voler scegliere di concentrare le risorse sul rafforzamento della sua presenza online, dove ha un seguito significativo e un’influenza diretta sui consumatori ancora piuttosto forte.