ITA, ripartono trattive: Lufthansa punta alla svendita del 51%

Emissari della compagnia attesi a Roma in settimana. Esclusa partecipazione di Atlantia nel capitale

Lufthansa accelera nella trattativa su Ita. Gli emissari della compagnia tedesca – secondo quanto apprende l’Ansa da fonti informate sulla vicenda – avrebbero in programma un viaggio in Italia questa settimana per incontri a livello tecnico e politico. ”Per Ita serve un partner industriale rilevante con un progetto di sviluppo degli hub italiani. Ita – ha affermato il ministro delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso, in un’intervista a Il Giornale – non sarà mai più una compagnia di Stato ma vorremmo che tornasse ad essere una compagnia di bandiera, cioè al servizio degli italiani e dei turisti che sempre più desiderano venire nel nostro straordinario Paese”.

Lufthansa punta a una svendita

Lufthansa potrebbe prendere “il 51% di Ita per soli 250 milioni di euro” mentre a inizio anno la newco valeva ancora 1,3-1,4 miliardi di euro. Queste le indiscrezioni pubblicate dalla stampa tedesca. Un’ipotesi che avrebbe messo in allarme il governo tanto che Palazzo Chigi starebbe ora lavorando per riportare in pista la Msc di Aponte, sempre in tandem con Lufthansa. I due gruppi avevano presentato insieme un’offerta per Ita, in concorrenza con quella di Certares, puntando complessivamente all’80% con una quota del 60% a Msc, il 20% a Lufthansa e il rimanente 20% in mano allo Stato. L’ex governo Draghi scelse invece Certares per andare in trattativa esclusiva . La situazione è cambiata con il voto e l’arrivo del nuovo governo Meloni.

Esclusa la partecipazione di Atlantia alla cordata

Una partecipazione di Atlantia nel capitale di Ita Airways è considerata “altamente improbabile, se non tecnicamente impossibile”. È quanto rilevano le analisi dei principali esperti del settore e i giudizi degli operatori di mercato riportati dall’Adnkronos. La Holding Infrastrutturale, azionista di controllo di Aeroporti di Roma, è infatti focalizzata su linee di sviluppo che riguardano il settore autostradale e aeroportuale e quello della mobilità sostenibile, non invece sul comparto prettamente aeronautico.

Atlantia, tramite Adr, ha rapporti di lungo periodo con Lufthansa. Il gestore dell’hub romano in diverse occasioni ha confermato di voler garantire, nel tempo, massimo supporto operativo e logistico allo sviluppo e alla competitività di Ita Airways che, essendo una delle principali compagnie che operano a Fiumicino, è considerato un vettore di importanza strategica. La stessa Area di Imbarco A, inaugurata lo scorso maggio, ha dato nuovo slancio qualitativo e centralità alla ex compagnia di bandiera. Atlantia oggi si trova, tuttavia, nel mezzo di una importante fase di riassetto societario che, una volta conclusa l’Offerta Pubblica di Acquisto, la porterà fuori dalla Borsa con un assetto azionario rinnovato e con la necessità di elaborare e poi mettere in atto un nuovo piano di sviluppo. Data dunque la fase particolare di riorganizzazione complessiva che sta attraversando Atlantia, secondo accreditati esperti del settore sembra “oggettivamente impossibile” l’ipotesi di un suo impegno nell’equity di Ita.

Le tappe della vicenda

Ad oggi la questione Ita resta complessa. Dopo lo stop del nuovo governo alla trattativa esclusiva col fondo Usa Certares, che ha fatto rientrare in gioco la coppia Msc-Lufthansa, la stessa Msc ha sorpreso tutti decidendo di uscire dalla partita e lasciando da sola Lufthansa, che nel frattempo ha avuto accesso alla data room di Ita. A questo punto è spuntata l’ipotesi di Ferrovie dello Stato in tandem con la compagnia tedesca per rilevare una quota di maggioranza di Ita, col 51% a Lufthansa, il 29% a Fs e il resto in mano al Ministero dell’Economia e delle Finanze, al momento azionista unico della newco. Già nel 2019 l’allora governo Conte coinvolse Fs nel salvataggio di Alitalia.

Il gruppo ferroviario costruì una cordata con Atlantia e Delta per prendere il controllo della vecchia compagnia di bandiera ma poi il progetto non riuscì a decollare. “Le Ferrovie vanno ancora in treno”, ha commentato l’amministratore delegato del Gruppo, Luigi Ferraris, – secondo quanto riporta l’Ansa – a chi gli ha chiesto un commento sulla vicenda a margine del forum internazionale Coldiretti. Da XX Settembre precisano che al Mef “non compete esprimere in alcuna modalità giudizi o valutazioni su eventuali partner aggiuntivi alle cordate ammesse” nella data room.