Fincantieri entra nel piano Ue-Ucraina sui droni, accordo e investimenti miliardari

Fincantieri partecipa al nuovo piano Ue-Ucraina sui droni: produzione congiunta, fondi miliardari e obiettivi fino al 2028

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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C’è anche Fincantieri tra le aziende chiamate a partecipare a uno dei progetti più ambiziosi con cui l’Unione europea prova a rafforzare la propria filiera della difesa insieme all’Ucraina. Nel nuovo EU-Ukraine Drone Deal, siglato il 15 luglio a Kiev dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen e dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, anche il gruppo italiano avrà un ruolo nella nuova architettura industriale europea legata ai sistemi unmanned.

L’intesa nasce con l’obiettivo di mettere insieme la capacità produttiva dell’industria europea e l’esperienza operativa maturata dall’Ucraina sul campo di battaglia, dove i droni hanno assunto un ruolo centrale nella guerra contro la Russia.

Un’integrazione industriale senza precedenti

L’accordo punta alla creazione di una sinergia tra industria europea e ucraina e sostenere lo sforzo bellico di Kiev nel breve periodo. Oltre a quello di costruire una base industriale comune capace di rafforzare la difesa europea nel medio-lungo termine.

In concreto, l’accordo prevede:

  • la produzione congiunta di droni e sistemi anti-drone entro la fine del 2026;
  • l’estensione della cooperazione alla produzione di missili antibalistici entro il 2028;
  • la creazione di joint venture tra aziende europee e ucraine;
  • l’allineamento normativo su appalti e proprietà intellettuale per facilitare la cooperazione industriale.

Per l’industria italiana, il coinvolgimento di Fincantieri è fattore estremamente positivo, in quanto è un accesso privilegiato in una filiera che Bruxelles considera strategica per il futuro della sicurezza continentale.

Risorse finanziarie e incognite

La Commissione ha già stanziato un ulteriore miliardo di euro per la produzione e l’acquisto di droni. Le risorse rientrano nell’Ukraine Support Loan da 90 miliardi e rappresentano la seconda tranche destinata ai sistemi unmanned, dopo i 3,9 miliardi erogati a fine giugno.

Parallelamente, Bruxelles ha annunciato:

  • un piano futuro da 10 miliardi di euro per droni, missili e aerei da combattimento;
  • l’ingresso dell’Ucraina nell’European Defence Fund (7,3 miliardi per il periodo 2021-2027);
  • la partecipazione all’European Defence Industry Programme (1,5 miliardi per il biennio 2026-2027).

Resta tuttavia un elemento di incertezza riguardo la copertura finanziaria dei nuovi investimenti annunciati. Secondo alcune fonti, parte delle risorse potrebbe provenire da fondi europei non utilizzati, come quelli del programma Safe, ma al momento non esiste una conferma ufficiale.

Le prossime tappe

La Commissione europea ha chiarito che il primo incontro dei partner fondatori si terrà a Bruxelles a settembre e che i soggetti coinvolti saranno 19, tra aziende europee e ucraine. Reuters e la Commissione citano espressamente Fincantieri accanto ad altri gruppi come Indra Group e Quantum Systems.

L’accordo prevede l’avvio entro la fine del 2026 della produzione congiunta di droni e sistemi anti-drone. Entro il 2028 la collaborazione dovrebbe estendersi anche ai missili antibalistici. Parallelamente Bruxelles ha destinato un ulteriore miliardo di euro alla produzione e all’acquisto di droni nell’ambito del prestito da 90 miliardi.