Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi continua a crescere dopo i picchi degli ultimi giorni. Le schermaglie di Davos hanno peggiorato la situazione dei titoli di Stato italiani, che hanno mantenuto un rendimento simile a quello registrato in chiusura nella giornata del 20 gennaio. In apertura, dopo un breve picco a 65 punti, il differenziale si è portato quasi subito sotto questa soglia, anche se di pochi decimi.
A peggiorare la situazione dello spread è stato il calo dei rendimenti dei Bund tedeschi. Sul panorama europeo si mantengono stabili i Bonos spagnoli, ma anche gli Oat francesi. Con l’avvicinarsi delle nuove aste di fine gennaio, i titoli di Stato italiani rimangono solidi, con rendimenti comunque alti che attraggono gli investitori.
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Corre lo spread tra Btp e Bund
Fa paura lo spread in apertura del 21 gennaio. Dopo una chiusura di poco sotto la soglia dei 64 punti base, a 63,68, il differenziale tra Btp italiani e Bund tedeschi a 10 anni è ripartito arrivando subito a 65 punti, per poi stabilizzarsi poco sotto questa soglia. L’instabilità dei mercati finanziari dovuta al deterioramento dei rapporti tra Usa ed Europa sulla Groenlandia sta influenzando pesantemente i rendimenti dei titoli di Stato italiani.
Rispetto alla giornata di ieri i rendimenti sono però in calo. 3,48% sui Btp benchmark a 10 anni, una riduzione che però non tiene il passo di quella segnata dalla controparte tedesca. I Bund a 10 anni sono infatti tornati in fretta al 2,83% di interessi, dopo aver sfiorato il 2,90% nella giornata di ieri, compromettendo quindi lo spread.
Italia vulnerabile, stabili Spagna e Francia
Se i titoli di Stato italiani e tedeschi viaggiano tra alti e bassi, Francia e Spagna mantengono una stabilità rara nel mezzo delle tensioni sui mercati finanziari scatenate dallo scontro con gli Usa. Caso particolare sono proprio gli Oat. Parigi è in prima linea contro Trump, con Macron pronto a dare del “bullo” al presidente americano, che ha risposto con minacce di dazi al 200% sui vini francesi.
Nonostante questo, i titoli di Stato francesi a 10 anni non erano così stabili da mesi. Con un rendimento del 3,49% si avvicinano alla parità con la controparte italiana, una circostanza che non si verificava da mesi. Contribuisce a questo risultato la decisione del governo Lecornu di far passare la legge di bilancio senza il voto del Parlamento.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
| Bund tedeschi | 2,83% | – |
| Btp italiani | 3,48% | 64 |
| Oat francesi | 3,49% | 65 |
| Bonos spagnoli | 3,23% | 39 |
Anche i Bonos spagnoli sono rimasti sostanzialmente stabili. Madrid, come altri Stati dell’Europa mediterranea, Italia inclusa, si sta tenendo in disparte dal dibattito sulla Groenlandia. I rendimenti dei titoli di Stato a 10 anni sono rimasti sostanzialmente invariati e, come quelli italiani, il loro spread con i Bund tedeschi ha risentito del calo delle rendite dei titoli di Berlino.
Tensione sulle prossime aste: quali titoli scegliere
l’instabilità dei rendimenti dei titoli di Stato italiani non tranquillizza né gli investitori né il governo. La prossima settimana si terranno tre diverse aste, per piazzare milioni di euro di titoli di debito. L’esecutivo, che ha fatto della stabilità dei conti un punto centrale della propria politica proprio per ridurre la spesa sui Btp e sui Bot, teme ora di trovarsi con interessi sopra alla media degli ultimi mesi.
Gli appuntamenti da segnarsi in calendario sono:
- l’asta Btp short e dei Btp€i del 27 gennaio;
- l’asta dei Bot del 28 gennaio;
- l’asta medio-lungo termine del 29 gennaio;
- l’asta Bot dell’11 febbraio;
- l’asta medio-lungo termine del 12 febbraio.