La pausa dall’instabilità sui mercati obbligazionari è quasi subito finita. Dopo una giornata relativamente tranquilla ieri, in apertura del 16 luglio lo spread tra Btp e Bund è tornato a superare quota 80 punti base, un limite che negli ultimi mesi ha fatto la differenza tra un differenziale sotto controllo e un segnale di crisi.
Sono però i rendimenti dei titoli di Stato a essere particolarmente notevoli. In apertura i Btp hanno fatto segnare interessi del 3,93%, un record che nel 2026 è stato superato soltanto in un’occasione a marzo, nella fase peggiore della guerra in Iran. È proprio la situazione in Medio Oriente a causare questa instabilità: Washington e Teheran non sono mai sembrate così lontane da un accordo da quando hanno cominciato a trattare.
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Spread e rendimenti continuano a essere instabili
Altra apertura caotica per i titoli di Stato italiani. I Btp hanno subito un altro balzo dei rendimenti che ha portato a un aumento dello spread con i Bund tedeschi. Non è quindi bastato il calo delle prime ore della giornata di ieri. Già durante il pomeriggio, infatti, il differenziale era risalito vicino a quota 78 punti.
Spread a 80 punti base
Il 16 luglio lo spread ha superato, per la seconda volta in pochi giorni, gli 80 punti base. Quella che sembrava l’anomalia di un inizio di settimana difficile, si è riproposta all’aggravarsi del conflitto in Medio Oriente. Da quando è iniziata la guerra, soltanto raramente il differenziale tra Btp italiani e Bund tedeschi ha superato questa soglia.
È il segnale della preoccupazione dei mercati per l’instabilità internazionale e soprattutto per le conseguenze che la crisi energetica dovuta alla chiusura dello Stretto di Hormuz potrebbe avere su Paesi vulnerabili come il nostro.
Rendimenti quasi mai così alti nel 2026 per i Btp
A colpire sono soprattutto i rendimenti dei titoli di Stato italiani. In mattinata hanno raggiunto il 3,93%, in netta crescita rispetto a ieri, quando si erano fermati al 3,87%. Se in primavera, quando la guerra era appena scoppiata, lo spread era stato ben più alto di 80 punti base, gli interessi sui titoli di Stato raramente erano arrivati a questo punto.
Nel 2026 c’è stato un solo caso, a fine marzo, quando avevano superato il 4%. Prima di questo caso, bisognerebbe tornare a novembre 2025 per ritrovare quote simili.
Gli andamenti degli altri titoli europei
All’aumento dello spread ha contribuito anche la stabilità dei Bund tedeschi, che sono rimasti attorno ai rendimenti di ieri, attestandosi al 3,13%, mentre i titoli italiani continuavano a correre.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
|---|---|---|
| Bund tedeschi | 3,13% | – |
| Btp italiani | 3,93% | 80 |
| Oat francesi | 3,98% | 85 |
| Bonos spagnoli | 3,54% | 41 |
Stessa traiettoria anche per i Bonos spagnoli, ancora al 3,54%, quindi distanti 41 punti base dai Bund. Continuano invece le difficoltà degli Oat francesi, con rendimenti al 3,98% e uno spread di 85 punti base.
Le prossime aste dei Btp e dei Bot, come investire nel debito italiano
Con l’aumento dei rendimenti i Btp sono sempre più attrattivi come titoli di Stato per gli investitori. Il Tesoro sta preparando le prossime aste, dopo i buoni risultati di quelle di inizio mese. Le date da segnarsi sono:
- 28 luglio asta dei Btp Short Term e dei Btp€i;
- 29 luglio asta dei Bot;
- 30 luglio asta dei titoli a medio e lungo termine.