Nei primi minuti dall’apertura dei mercati finanziari del 13 aprile 2026 lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi ha fatto segnare un aumento significativo rispetto alla chiusura della scorsa settimana. Il differenziale si è riportato sopra la soglia degli 80 punti base, assestandosi in mattinata attorno a 81, con rendimenti alti sia per i titoli di Roma sia per quelli di Berlino.
La ragione di questa inversione di tendenza rispetto ai cali della scorsa settimana è l’instabilità della tregua tra Iran e Usa in Medio Oriente. I colloqui di pace sono collassati e Trump ha annunciato il blocco navale dello Stretto di Hormuz, per impedire all’Iran di esportare verso i Paesi amici il proprio petrolio e continuare quindi a finanziare la guerra.
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Il blocco di Hormuz fa salire lo spread tra Btp e Bund
L’instabilità in Medio Oriente ha subito condizionato i mercati obbligazionari europei. Lo spread tra Btp e Bund si è riportato sopra gli 80 punti base, raggiungendo nei primi minuti dall’apertura quota 81. In aumento però soprattutto i rendimenti dei titoli di Stato italiani, che sono passati dal 3,78% dell’apertura di venerdì al 3,88%, guadagnando un decimo nonostante le aste positive di inizio aprile.
Allo stesso modo sono finiti sotto stress anche i titoli di Stato tedeschi. I Bund benchmark a 10 anni hanno registrato un aumento significativo dei rendimenti, passati dal 3,01% al 3,07%. I titoli di Berlino non sembrano più in grado di rappresentare un bene rifugio sicuro nei momenti di crisi internazionale.
Sia la Germania, sia l’Italia, si trovano in situazioni simili di fronte alla crisi energetica che potrebbe conseguire dalla decisione di Trump di bloccare lo Stretto di Hormuz e i porti iraniani. Entrambe le economie dei due Paesi soffrono di una crescita molto bassa a causa proprio dei costi dell’energia, troppo legati al gas.
Francia e Spagna seguono l’andamento italiano
Nonostante la minore esposizione alla crisi energetica, anche i Bonos della Spagna hanno subito un aumento dei rendimenti. Il benchmark spagnolo a 10 anni rende ora il 3,54%, con uno spread di 46 punti base, aumentato a un ritmo soltanto leggermente minore rispetto a quello italiano.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
|---|---|---|
| Bund tedeschi | 3,07% | – |
| Btp italiani | 3,88% | 81 |
| Oat francesi | 3,72% | 65 |
| Bonos spagnoli | 3,54% | 46 |
Allo stesso modo la Francia è passata da un differenziale di 63 punti a uno di 65. Gli Oat a 10 anni rendono ora il 3,72% e sono tornati sopra alla soglia del 3,70%, sotto a cui erano scesi la scorsa settimana.
I risultati delle prime aste dei Btp di aprile
Venerdì 10 aprile si sono concluse se prime emissioni di Btp di aprile. I risultati sono stati positivi, con tutti e tre i prodotti disponibili che hanno registrato domande più alte rispetto a quanto offerto dal ministero.
| Btp messi all’asta | Codice Isin | Scadenza | Rendimento |
|---|---|---|---|
| Btp a 3 anni | IT0005689960 | 15 marzo 2029 | 2,91% |
| Btp a 7 anni | IT0005704868 | 15 giugno 2033 | 3,51% |
| Btp a 15 anni | IT0005694630 | 01 ottobre 2041 | 4,27% |
In tutto lo Stato ha raccolto 8 miliardi di euro attraverso questi strumenti. Le prossime aste di Bot e Btp di aprile si terranno:
- il 24 aprile l’asta dei Btp Short e dei Btp€i;
- il 28 aprile l’asta dei Bot;
- il 29 aprile l’asta dei Btp a medio e lungo termine.