Sale l’attesa per il prossimo consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, con il board che discute ancora su chi candidare alla carica di AD, attualmente affidata a Luigi Lovaglio, e con un’indagine giudiziaria sull’operazione Mediobanca che complica il quadro.
Giovedì 22 gennaio il CdA della banca senese dovrà avviare la stesura della lista per il rinnovo in primavera, nominare l’head hunter (MF scrive che si fa il nome di Korn Ferry). Sul tavolo degli amministratori ci sarà anche una modifica al regolamento che potrebbe escludere Lovaglio dalla formazione della rosa, in una scelta che verrebbe giustificata con la volontà di tutelare la banca rispetto alle ipotesi di concerto oggetto di indagine da parte della Procura di Milano.
L’intenzione del Tesoro
Il Tesoro è favorevole ad un nuovo mandato all’AD Luigi Lovaglio in occasione del rinnovo del board ad aprile, secondo quanto riferito a reuters da due fonti a conoscenza della questione. Il MEF, azionista con una quota residua del 4,9% della banca, non sosterrebbe alcuna lista di candidati al consiglio che preveda un AD alternativo, ha aggiunto una delle fonti, precisando che sarebbe invece favorevole alla nomina di alcuni nuovi consiglieri.
La posizione di Caltagirone
Il gruppo Caltagirone ha fatto sapere ieri sera che manterrà il silenzio e non si esprimerà prima dell’assemblea del 4 febbraio per non influenzare le decisioni in merito del CdA.
“Premesso che, da quanto si apprende da notizie di stampa, il CdA di MPS sta ancora discutendo sull’eventuale regolamento della lista del CdA, il Gruppo Caltagirone, come socio, attende per esprimere il proprio parere l’assemblea e la consultazione eventualmente prevista – si legge in una nota – Si mantiene pertanto in silenzio non intendendo correttamente influenzare le decisioni in merito del CdA”.
Cosa è emerso la settimana scorsa
Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, venerdì ha espresso il proprio sostegno a Lovaglio, affermando di appoggiare il management della banca, mentre il gruppo che fa capo a Francesco Caltagirone non ha manifestato un analogo supporto all’amministratore delegato. Secondo quanto scritto da alcuni giornali, l’imprenditore avrebbe dubbi sul fatto che Lovaglio sia la scelta migliore per il futuro. In ogni caso, sempre venerdì scorso Caltagirone ha smentito l’esistenza di uno scontro diretto con Lovaglio, attribuendo al dibattito interno al CdA l’incertezza sul futuro dell’amministratore delegato.