La Francia svolta a sinistra: borse calme guardano a sviluppi elezioni

La vittoria della sinistra appare per i mercati uno scenario meno incerto rispetto ad una vittoria della destra che si prospettava alla vigilia del voto. Ma l'incertezza non è totalmente dissipata perché ora partiranno le consultazioni per formare una maggioranza

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Redazione

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La gauche ha vinto le elezioni in Francia, ma il Paese resta senza una maggioranza e con un futuro ancora incerto davanti. Il muro innalzato dalla coalizione di sinistra per fermare l’onda crescente della destra di Marine Le Pen, contro ogni pronostico della vigilia, ha ottenuto più voti di ogni altro schieramento all’Assemblee Nationale ed ora dovrà giocare la carta delle alleanze per riuscire a formare un governo.

Il Nuovo Fronte Popolare, la coalizione che ha raccolto tutte le forze di sinistra guidata da Jean Luc Melenchon, ha ottenuto 182 seggi in parlamento, mentre l’Enseble, il partito del Presidente Macron, si è fermato a 168 seggi, ma soprattutto ha fatto le spese della vittoria della sinistra il Rassemblement National di Marine Le Pen, fermo a 143 seggi dopo aver realmente sperato di conquistare il parlamento e formare un governo.  La sinistra da sola non riuscirà a governare e, dunque, sul fronte politico si apre il delicato gioco delle alleanze, un gioco non facile dal momento che l’estrema sinistra non vede di buon occhio una alleanza con i centristi che l’ala più moerata auspica.

Mercati scommettono su uno scenario certo

Per a finanza il certo, rappresentato dalla vittoria della sinistra, è sempre meglio dell’incerto, che si sarebbe verificato nel caso di vittoria di un partito di estrema destra, soprattutto se una nuova maggioranza oltranzista sul modello Le Pen avesse rotto gli equilibri in Europa. Resta da vedere, ovviamente, quale coalizione si formerà e con quale ampiezza di manovra, dal momento che nessuno ha preso la maggioranza.

“Una ‘coalizione arcobaleno’ o un ‘governo ad interim’ sono possibili. Questo non è sicuramente il risultato più appetibile dal punto di vista politico, ma non è nemmeno il più sfavorevole per il mercato”, afferma Peter Goves, Head of Developed Market Debt Sovereign Research di MFS Investment Management.

Borse e Spread calmi

Le borse danno un segnale positivo in prma battuta, ma gli scambi sono improntati alla prudenza, come rivelava l’andamento debole dei future sui principali indici prima dell’apertura.

L’indice Cac-40 di Parigi registra un rialzo contenuto dello 0,49%, mentre Francoforte guadagna lo 0,45% e Mian o mostra un progresso più forte dello 0,55%. Piatta Londra, dove l’indice FTSE 100 lima lo 0,02%.

Lo Spread OAT-Bund questa mattina è balzato su un massimo di 77 punti, per poi riassestarsi a quota 61,7 (-13%). Le previsioni di MFS Investment Management indicano che lo spread OAT-Bund potrebbe “trovare un po’ di conforto nel breve termine” e mantenersi  nell’intervallo di 70-90 pb, ma “ci troviamo ancora di fronte a un contesto potenzialmente instabile dal punto di vista politico nel medio termine. Le relazioni con l’UE potrebbero rivelarsi tutt’altro che positive, soprattutto in ambito PDE”.

L’ipotesi scudo anti-spread accantonata

Un articolo del FT della scorsa settimana aveva parlato della possibilità di un’attivazione per la Francia del cosiddetto scudo anti-spread (Strumento di Protezione della Trasmissione o TPI) da parte della Bce, in caso di una reazione violenta dei mercati. Una ipotesi che, viosta la reaizone dlele borse, appare per ora accantonata.

Fra l’atro, Gilles Moec, Chief Economist di AXA e responsabile di AXA IM Research, ritiene un po’ improbabile una attivaizone immewdiata dello strumento. “Date le perplessità in alcuni Paesi chiave – spiega –  la Bce dovrebbe garantire che l’azione sia ‘proporzionata’ al rischio, il che suggerisce che un allargamento dello spread dovrebbe colpire seriamente l’economia per far scattare il TPI. Lo strumento serve a mitigare una crisi, non a stroncarla sul nascere“.