Forex, dollaro più forte aspettando la Fed

Le principali valute continuano a scontare le decisioni assunte dalle banche centrali e gli effetti dei differenziali die tassi di interesse

Il mercato Forex offre interessanti spunti questa settimana, dominata dalle riunioni delle principali banche centrali, in primis la Federal Reserve, che darà il via stasera alla due giorni di politica monetaria.  Non sono attese grandi variazioni dell’attuale strategia delle banche cent5rali, che punta a mantenere tassi elevati più a lungo. La BoJ dal canto ha rivisto ulteriormente la sua politica accomodante, annunciando altre modifiche alla politica del controllo die rendimenti.

Dollaro in salita in vista della Fed

Il dollaro statunitense continua a guadagnare terreno, in vista della riunione del FOMC, il comitati di politica monetaria della Federal Reserve, che non dovrebbe annunciare variazioni dei tassi d’interesse, ma confermare una politica moderatamente da falco, ribadendo la necessità di mantenere i tassi alti più a lungo. Una scelta che sarebbe conseguenza di una crescita robusta (il PIL del 3° trimestre è salito più delle attese del 4,9%) re di una inflazione che si conferma elevata al 3,7%.

Secondo la preview di Pictet WM, “il presidente Powell probabilmente ripeterà la posizione assunta nel discorso del 19 ottobre, suggerendo che la Fed sta procedendo con cautela. Powell ha sottolineato come l’aumento dei tassi a lungo termine ha svolto una parte del lavoro di inasprimento finanziario della Fed e che l’aumento non riflette un riprezzamento delle aspettative della Fed, per cui l’inasprimento può essere visto come un sostituto di ulteriori rialzi dei tassi“.

Il dollar index, che rappresenta la performance del dollaro contro un basket delle principali valute mondiali, segna un incremento dello 0,11% a 106,05 punti, a conferma che il mercato attende una politica ancora  austera per un certo periodo di tempo.

Yen si indebolisce ancora dopo la riunione della BoJ

Lo yen continua a deprezzarsi ed ha spinto il cambio con il dollaro USD/YEN a 150,34 (+0,85%), molto vicino ai massimi da un anno toccati la scorsa settimana.

Ad indebolire la valuta nipponica concorre la politica ancora ultra-espansiva della Bank of Japan, che questa mattina ha confermato tassi di interesse negativi a -0,1%, pur annunciando ulteriori modifiche alla politica del controllo dei rendimenti (YCC – Yield Curve Control), che si concretizzano in un ampliamento della fascia di tolleranza di oltre l’1%.

Una decisione che tiene conto di un’inflazione attesa in leggera accelerazione al 2,8% nell’anno in corso e nel 2024, rispetto al +1,9% della precedente previsione, e di prospettive economiche condizionate dall’andamento dei prezzi dlele materie prime e dai rischi geopolitici.

Sterlina incerta in attesa della BoE

Anche la Bank orf England annuncerà questa settimana le sue scelte di politica monetaria e per questo motivo la sterlina evidenzia cautela e si attesta a 1,2166 contro il dollaro (-0,02%).

La banca centrale britannica, stando alle attese prevalenti, non dovrebbe modificare l’attuale impostazione della politica monetaria, che cerca di mediare fra una economia a rischio recessione (il PIL è cresciuto solo dello 0,2% nel 2° trimestre) ed un’inflazione che resta troppo elevata al 6,7%, ben oltre la media dell’Area Euro e degli USA.

Euro in recupero nonostante accelerazione inflazione

Il cambio dell’euro con il dollaro EUR/USD si attesta a 1,0635 USD (+0,22%), confermando il trend positivo avviato la settimana scorsa, dopo che la BCE ha confermato una “pausa” nel percorso di aumento dei tassi di interesse, segnalando che il costo del denaro potrebbe restare più alto più allungo ed avvertendo che “non sono esclusi” a priori altri rialzi dei tassi, se fosse necessario per tenere sotto controllo l’inflazione.

E’ vero pure che gli ultimi dati dell’inflazione appaiono contrastanti, poiché l’inflazione tedesca sembra dare segnali di accelerazione, mentre l’inflazione spagnola si è attestata al 3,5%, risultando sotto le attese.