Commerzbank dice un altro no – l’ennesimo – al progetto di integrazione con Unicredit, ribadendo che la via maestra resta la soluzione stand alone e che l’offerta della banca guidata da Andrea Orcel sottovaluta il suo valore intrinseco. Una risposta alle avance della banca italiana, che recentemente ha chiesto l’autorizzazione a salire oltre il 30% dell’Istituto tedesco, ma senza acquisirne il controllo, attraverso un’offerta pubblica di scambio (OPS) ad un prezzo di 30,8 euro per azione Commerzbank (al concambio fissato in a 0,485 azioni UniCredit per ciascuna azione Commerzbank) con un premio del 4% rispetto al prezzo di chiusura del 13 marzo 2026 (ultimo giorno di quotazione prima dell’annuncio dell’OPS).
L’ennesimo “nein” di Commerzbank
Commerzbank ha rigettato per l’ennesima volta la proposta avanzata da Unicredit, smentendo anche al sua contrarietà a dialogare e ricordando di aver avuto “diversi incontri” con la Banca italiana “al fine di esplorare in modo costruttivo le basi e i vantaggi” dell’OPS. Commerz ha parlato anzi di un “dialogo regolare e trasparente” con UniCredit in qualità di azionista, precisando che quest’ultima “non ha proposto elementi chiave per un’eventuale operazione”.
Commerzbank ha spiegato che i punti cardine di un’operazione delineata verbalmente da UniCredit “non hanno dimostrato un potenziale di creazione di valore sufficiente” e che “una parte significativa del potenziale” delineato “può quindi essere realizzata da Commerzbank anche in modo indipendente”. Su queste basi, “una soluzione condivisa non è attualmente evidente” per Commerzbank, che lamenta anche un approccio da parte di UniCredit che “rende difficile costruire la fiducia reciproca necessaria per una transazione di successo”.
Unicredit convoca l’assemblea per l’aumento di capitale
La presa di posizione dell’Istituto tedesco è giunta all’indomani della convocazione dell’assemblea degli azionisti di Unicredit per il prossimo 4 maggio, per l’approvazione dell’aumento di capitale finalizzato all’acquisizione di azioni Commerzbank. I soci dovranno approvare la delega al CdA per un aumento di capitale che riguarda l’emissione di un numero massimo di 470.000.000 azioni ordinarie, il cui prezzo di emissione sarà determinato dal CdA in conformità alla normativa applicabile, da versare sotto forma di conferimento in natura, in quanto funzionale all’offerta.
Il giudizio delle agenzie di rating
Sul progetto di integrazione con Commerzbank si sono espresse favorevolmente le principali agenzie di rating, confermando il merito creditizio della Banca di piazza Gae Aulenti.
Fitch ha addirittura aperto ad un possibile rialzo del rating di lungo termine “se Unicredit fosse in grado di raggiungere il controllo effettivo su Commerzbank e “e se la traiettoria del capitale rimarrà coerente con i parametri attuali”.
Scope Ratings ha invece confermato il rating “A” con Outlook stabile, sottolineando che l’offerta pubblica di acquisto su Commerzbank non comporta alcun impatto immediato sul merito creditizio della banca italiana e potrebbe, invece, rafforzare la flessibilità operativa e strategica di UniCredit.
Per Moody’s la capitalizzazione di Unicrtedit, seppur diluita dall’operazione, dovrebbe rimanere solida e almeno in linea con l’obiettivo dichiarato. Per questo l0pagenzia cha confermato il rating “A3” di UniCredit, con l’outlook che rimane stabile.