Come pagano gli italiani, l’IA individua 5 profili: solo il 15% è davvero digitale

Dai fedeli al contante agli utenti più evoluti: Banca d’Italia misura un divario finanziario che carte e prepagate, da sole, non riescono a colmare.

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Donatella Maisto

Giornalista esperta in digital trasformation

Dopo vent’anni di esperienza in ambito legale e nelle risorse umane, si dedica all’informazione, alla ricerca e allo sviluppo. Scrive di economia e finanza, con particolare attenzione all’impatto delle tecnologie su imprese e risparmiatori

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Pagare con una carta non significa necessariamente essere entrati davvero nella finanza digitale. È uno dei dati che emerge dal nuovo studio di Banca d’Italia sulle abitudini di pagamento degli italiani.

Attraverso diari di spesa, questionari e tecniche di intelligenza artificiale, i ricercatori hanno individuato cinque profili. Metà degli italiani continua ad alternare contanti e carte, il 24% ha completamente abbandonato il cash, ma soltanto il 14,6% utilizza con continuità strumenti e canali differenti, dagli acquisti online ai pagamenti tramite dispositivi mobili.

Il punto non è più stabilire se il contante stia scomparendo. Come già mostrato dall’analisi sul contactless utilizzato nell’88% delle operazioni con carta, il gesto del pagamento è diventato più veloce e invisibile. La nuova ricerca compie, pertanto, un passo ulteriore: mostra che il modo in cui paghiamo riflette anche il rapporto con risparmio, credito, investimenti e servizi bancari.

I cinque profili individuati dalla Banca d’Italia

La ricerca di Banca d’Italia sulle abitudini di pagamento utilizza i dati italiani dell’indagine SPACE 2024 dell’Eurosistema, basata su 4.088 persone. Un primo campione di 840 rispondenti è stato classificato combinando valutazione umana e Large Language Models. Successivamente quattro algoritmi di apprendimento supervisionato hanno esteso la classificazione all’intero campione.

Profilo Quota Comportamento prevalente Rapporto con la finanza
Tradizionalisti 50,2% Contanti e carte nei negozi fisici Integrati nelle banche, prudenti sui nuovi servizi
Solo digitale 24% Nessun utilizzo del contante Cashless, ma non sempre utenti tecnologicamente evoluti
Ben connessi 14,6% Carte, cash, wallet e canali online Elevata integrazione bancaria e digitale
Amanti del contante 6,6% Utilizzo quasi esclusivo del cash Accesso ridotto a conti e prodotti finanziari
Scettici verso la banca digitale 4,6% Contanti e carte prepagate Integrazione bancaria soltanto parziale

La maggioranza è, quindi, composta da tradizionalisti: possiedono un conto, utilizzano carte e possono accedere a prestiti e strumenti di risparmio, ma ricorrono poco a wallet, pagamenti mobili e acquisti a distanza.

Il risultato più interessante riguarda, però, il confronto tra utenti “solo digitali” e “ben connessi”. I primi non usano banconote, ma impiegano gli altri strumenti meno intensamente rispetto ai secondi. Essere cashless, osserva lo studio, non equivale automaticamente a essere tecnologicamente avanzati.

Perché il modo di pagare racconta anche risparmio e debiti

La scelta tra contante, carta e smartphone non è soltanto una preferenza pratica. I cinque gruppi mostrano differenze anche nella gestione delle finanze personali.

Gli amanti del contante e gli scettici verso la banca digitale presentano un accesso inferiore alla media a conti di risparmio, prestiti e investimenti. Ricevono più frequentemente il reddito in contanti e mostrano un interesse molto limitato per bonifici istantanei, online banking e cripto-attività.

I tradizionalisti sono, invece, l’unico gruppo sopra la media nazionale sia per risparmio sia per investimenti. Il loro comportamento appare conservatore, ma finanziariamente stabile: utilizzano i principali servizi bancari senza inseguire necessariamente ogni innovazione.

La sorpresa arriva dagli utenti ben connessi e da quelli esclusivamente digitali. Entrambi presentano un risparmio inferiore alla media e una maggiore esposizione al debito, mentre gli investimenti rimangono vicini ai livelli complessivi della popolazione.

La tecnologia, dunque, rende più semplice effettuare una transazione, ma non garantisce maggiore capacità di risparmiare né minore esposizione finanziaria. Lo studio invita anche a osservare con attenzione strumenti come il Buy Now Pay Later, a metà strada tra facilitazione del pagamento e nuovo debito.

La carta prepagata può segnalare un accesso incompleto

La categoria degli “scettici verso la banca digitale” merita particolare attenzione. Questi consumatori utilizzano contanti e prepagate, ma tendono a evitare carte di debito, credito e mobile payment.

Una carta prepagata può essere utilizzata senza aprire un conto corrente. Per questo rappresenta uno strumento utile per controllare la spesa, acquistare online o ricevere alcune somme. Allo stesso tempo, può essere l’unico ponte con il sistema finanziario per chi non possiede o non vuole utilizzare un conto bancario tradizionale.

Secondo lo studio, in questo gruppo sono più presenti anziani, persone con redditi e livelli d’istruzione inferiori alla media e residenti nelle regioni meridionali. Non si tratta, quindi, soltanto di resistenza culturale: possono incidere competenze digitali, fiducia, condizioni economiche e accessibilità dei servizi.

Cosa cambia per banche e clienti

Per banche e operatori dei pagamenti, trattare tutti i clienti allo stesso modo può diventare inefficace. Gli utenti ben connessi cercano rapidità, sicurezza e nuove funzionalità. Gli scettici sono più sensibili a privacy e possibilità di pagare anche senza connessione. Gli amanti del contante attribuiscono maggiore importanza a semplicità e costi contenuti.

La classificazione può, quindi, aiutare a progettare servizi diversi:

  • applicazioni più semplici per chi possiede competenze digitali limitate
  • strumenti offline per evitare che un’interruzione della rete impedisca di pagare
  • maggiore trasparenza sui costi
  • assistenza non esclusivamente digitale
  • sistemi di sicurezza comprensibili anche agli utenti meno esperti
  • percorsi di educazione finanziaria differenziati.

Lo studio interessa anche il progetto dell’euro digitale, destinato a competere con carte e pagamenti privati. Una moneta pubblica digitale non potrà rivolgersi soltanto al 15% degli utenti più evoluti. Per essere inclusiva dovrà funzionare anche per chi utilizza poco l’online banking, teme di perdere il controllo sulla spesa o attribuisce valore alla riservatezza del contante.

L’IA non ha controllato i conti degli italiani

La parola “profilazione” può generare un equivoco. Banca d’Italia non ha utilizzato l’intelligenza artificiale per accedere ai conti correnti o seguire in tempo reale gli acquisti dei cittadini.

Gli algoritmi hanno classificato le risposte raccolte nei diari e nei questionari dell’indagine. I cinque profili, inoltre, sono categorie statistiche: non rappresentano valutazioni sull’affidabilità creditizia dei singoli e non sono stati impiegati per concedere finanziamenti o proporre prodotti commerciali.

Il vero messaggio finanziario della ricerca è un altro: l’inclusione comincia dalla possibilità di pagare, ma non termina con il possesso di una carta. Tra accesso formale alla banca e partecipazione consapevole all’economia digitale rimane uno spazio ampio. Ed è proprio in quello spazio che si giocheranno il futuro dei servizi finanziari e la diffusione dell’euro digitale.