Banco BPM guadagna oltre 1 miliardo e prepara una cedola più alta: perché Anima cambia i conti

L’acconto sul dividendo sale verso 0,50 euro per azione e la remunerazione prevista entro il 2027 raggiunge circa 7 miliardi. Commissioni e risparmio gestito compensano il calo dei ricavi da interessi.

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Donatella Maisto

Esperta in digital trasformation

Dopo 20 anni nel legal e hr, si occupa di informazione, ricerca e sviluppo. Esperta in digital transformation, tecnologie emergenti e standard internazionali per la sostenibilità, segue l’Innovation Hub della Camera di Commercio italiana per la Svizzera. MIT Alumni.

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Banco BPM supera il miliardo di euro di utile nel primo semestre 2026 e prepara una remunerazione più ricca per gli azionisti. Dietro i numeri non c’è soltanto un’altra semestrale positiva per le banche italiane. C’è, soprattutto, un cambiamento nel modo in cui il gruppo guadagna: meno dipendenza dai tassi d’interesse e un peso crescente di fondi, assicurazioni e gestione del risparmio, grazie all’integrazione di Anima.

Il risultato netto contabile raggiunge 1,06 miliardi di euro. Banco BPM lo definisce il livello semestrale più alto dalla nascita del gruppo, considerando il risultato rettificato e confrontabile. L’utile adjusted e pro forma sale, infatti, da 1,044 a 1,077 miliardi, con un progresso del 3,1%. Il dato contabile del primo semestre 2025, pari a 1,253 miliardi, era, invece, influenzato da componenti straordinarie legate all’operazione Anima e non permette un confronto omogeneo.

Banco BPM accelera nel secondo trimestre

La dinamica più interessante emerge osservando gli ultimi tre mesi. Nel secondo trimestre l’utile adjusted raggiunge 594 milioni, in aumento del 22,9% rispetto al primo trimestre e del 13,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’utile contabile trimestrale si attesta a 581 milioni.

I ricavi complessivi del semestre salgono del 2,7% a 3,196 miliardi di euro. Nel solo secondo trimestre arrivano a 1,667 miliardi, con una crescita del 9% sui primi tre mesi dell’anno. La banca riesce, quindi, a migliorare i risultati nonostante il contesto sia diventato meno favorevole per il tradizionale business dei prestiti.

Perché la discesa dei tassi non frena l’utile

Quando la Bce abbassa i tassi, le banche tendono a incassare meno dalla differenza tra gli interessi applicati ai finanziamenti e quelli riconosciuti sulla raccolta. Banco BPM non sfugge completamente a questa dinamica: il margine di interesse scende dell’1,9% a 1,537 miliardi di euro.

Il dato mostra, però, una ripresa nel secondo trimestre, quando il margine cresce del 4,6% rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Soprattutto, il calo viene compensato dai ricavi che non dipendono direttamente dai tassi.

Le commissioni nette aumentano del 2,8% a 1,421 miliardi, mentre il risultato assicurativo cresce del 9,2% a 87 milioni. Nel complesso, i ricavi diversi dal margine di interesse raggiungono 1,659 miliardi e rappresentano ormai il 52% dei ricavi totali, contro il 38% del primo semestre 2024.

Quanto vale Anima per Banco BPM

È qui che entra in gioco Anima. L’acquisizione del gruppo del risparmio gestito permette a Banco BPM di guadagnare non soltanto prestando denaro, ma anche attraverso fondi, patrimoni amministrati e prodotti di investimento.

Anima gestisce attività finanziarie della clientela per oltre 213 miliardi di euro. Considerando anche quelle di Banco BPM ed eliminando le sovrapposizioni, il gruppo arriva a circa 398 miliardi di masse complessive.

Nel primo semestre il perimetro Anima ha contribuito per 336 milioni ai ricavi, il 18% in più rispetto al dato pro forma del 2025, e per 145 milioni all’utile netto, con una crescita del 27%. Le cosiddette fabbriche prodotto, ovvero risparmio gestito, assicurazioni, credito al consumo e pagamenti, hanno generato 77 milioni di ricavi aggiuntivi rispetto allo scorso anno.

L’effetto economico è importante: Banco BPM diventa meno esposta alle oscillazioni dell’Euribor e può contare su entrate più diversificate. Non significa che commissioni e risparmio gestito siano privi di rischi: dipendono dall’andamento dei mercati e dalla capacità di attirare nuova raccolta. Rendono, però, i conti meno legati a una sola fonte di reddito.

Dividendo Banco BPM verso 0,50 euro

Per gli azionisti, la notizia più immediata riguarda il dividendo. Banco BPM indica un acconto 2026 di circa 750 milioni di euro, equivalente a circa 0,50 euro per azione. Nel 2025 l’acconto era stato di circa 700 milioni, pari a 0,46 euro per titolo.

Non si tratta ancora di una cedola definitivamente deliberata. Il consiglio di amministrazione dovrà approvarla a novembre, insieme ai risultati dei primi nove mesi, e il pagamento è previsto nello stesso mese. Per l’intero esercizio la banca indica un dividendo complessivo di almeno un euro per azione.

Banco BPM aumenta, inoltre, da oltre 6 a circa 7 miliardi di euro l’obiettivo di remunerazione cumulata degli azionisti nel periodo 2024-2027. Le risorse aggiuntive potranno essere distribuite attraverso nuovi dividendi, un programma di acquisto di azioni proprie o una combinazione dei due strumenti. Buyback e distribuzioni ulteriori restano soggetti alle autorizzazioni societarie e della Bce.

Capitale e crediti deteriorati

A rendere possibile una remunerazione più elevata è anche la crescita del capitale. Il CET1 ratio sale al 14,4%, 1,4 punti percentuali sopra la soglia minima del 13% prevista dal piano. Il dato incorpora già una distribuzione degli utili vicina all’80%.

Migliora anche la qualità del credito. I crediti deteriorati lordi scendono a circa 2 miliardi di euro, il 22,8% in meno rispetto a un anno prima. Il loro peso sul totale dei finanziamenti passa per la prima volta sotto il 2%, fermandosi all’1,96%; il rapporto netto cala all’1,03%.

Gli accantonamenti complessivi diminuiscono dell’8,7% a 152 milioni, mentre il costo del rischio scende a 31 punti base. I costi operativi calano dell’1,6% e il rapporto tra costi e ricavi raggiunge il minimo storico del 43%.

La nuova previsione per il 2026

Banco BPM prevede ora di chiudere il 2026 con un utile netto superiore a 1,95 miliardi di euro, nonostante circa 100 milioni di fattori esterni negativi legati alla normativa e agli oneri di sistema. L’obiettivo per il 2027 resta fissato a 2,15 miliardi.

La verifica arriverà nei prossimi trimestri: Banco BPM dovrà dimostrare che la crescita dei ricavi non legati agli interessi è strutturale e che la distribuzione promessa agli azionisti può convivere con investimenti, requisiti regolamentari e solidità patrimoniale. La prima risposta del mercato arriverà nella seduta di domani, 6 agosto, dopo la pubblicazione dei risultati a Piazza Affari già chiusa.