Caro bollette, subito 5 miliardi: la mossa del Governo

Che andrà ad attingere dal tesoretto di 10 miliardi lasciato in eredità dal predecessore Draghi

Dopo gli interventi su pandemia e giustizia, il Governo Meloni è pronto a intervenire con un decreto sul tema più urgente, ossia il caro bollette andando ad attingere a 5/6 miliardi dal tesoretto di 10 lasciato in eredità dal predecessore Draghi.

Caro energia, subito 5 miliardi

Con il nuovo decreto atteso nei prossimi giorni,  dunque, dovrebbe arrivare la proroga di alcune delle misure messe in campo dal precedente esecutivo, come ad esempio il credito d’imposta a favore delle imprese, che arriva al 40% per ridurre l’impatto delle bollette, in scadenza alla fine del mese.

Ancora in fase di studio l’intervento sul bonus sociale o la replica dell’una tantum da 150 euro, oltre all’introduzione di uno scudo di sei mesi per chi non riesce a pagare le bollette. Anche in questo caso, la misura sarebbe ricalcata in scia a quella messa in campo dall’esecutivo Draghi che ha distribuito prima un’erogazione da 200 euro a favore delle famiglie con un reddito inferiore ai 35mila euro l’anno, e poi, con il decreto Aiuti ter, un secondo bonus da 150 euro a favore di una platea più ristretta.

Ecco a cosa serviranno

Si va anche verso la proroga del taglio delle accise sui carburanti – 30 centesimi al litro per benzina e diesel e a circa 10 centesimi per il gpl introdotta a marzo dall’esecutivo. Uno degli ultimi atti del Ministero dell’Economia sotto la guida Draghi era stata la proroga della misura al 18 novembre. La misura pesa sulle casse dello Stato per circa un miliardi di euro al mese ,ma se fosse cancellato si andrebbe incontro al rischio piuttosto concreto di una impennata dei prezzi.

Legge di Bilancio, le priorità

Intanto, la nuova Nadef fornirà anche un primo quadro di massima della manovra, che destinerà i tre quarti delle risorse al pacchetto energia. “I pochi soldi che ci sono serviranno a coprire il taglio delle bollette per chi è in difficoltà“, torna a ribadire la premier Giorgia Meloni.

Per il resto, la prossima legge di bilancio interverrà certamente sul tema pensioni (le ipotesi sono tutte sul tavolo, dal bonus per rimanere al lavoro oltre 63 anni al restyling – o anche proroga – di quota 102) ma anche sul cuneo (dando continuità all’attuale taglio di due punti), varando peraltro, probabilmente con un dl fiscale collegato. Di fatto,  una nuova rottamazione.