BCE alza i tassi. Un grosso problema per l’Italia

L'Eurotower ha aumentato i tassi di interesse di 50 punti, chiarendo che non è la fine, ma l'inizio di un processo costante di aumento del costo del denaro sino ad un livello sufficientemente restrittivo da ridurre l'inflizione che resta fuori controllo

Una certa tensione ha accompagnato e seguito il meeting della BCE, che ieri ha adottato un tono decisamente da falco, annunciando un rallentamento del ritmo di rialzo dei tassi a 50 punti base dai 75 punti precedenti, ma la Presidente Lagarde ha anche chiarito che questo non è un cambio di strategia (o pivot) e non preannuncia un rallentamento del ciclo di normalizzazione dei tassi, che dovranno ancora salire “significativamente”.

Le decisioni

Il Board dell’Eurotower ieri ha annunciato un aumento dei tre tassi di interesse di 50 punti base, inferiore alle attese, portando quello principale al 2,5%, quello marginale al 2,75% e quello suoi depositi al 2%.

La banca centrale non si è poi limitata a ritoccare all’insù i tassi, ma ha annunciato dal prossimo mese di marzo un parziale ritiro degli acquisti di asset (Quantitative easing) di 15 miliardi al mese, pari a circa la metà dei titoli che mensilmente giungono a scadenza e che la BCE reinveste.   I dettagli della stretta saranno annunciati a febbraio.

Tassi molto più su

“Significativamente è forse la parola chiave di questa riunione: la Presidente Christine Lagarde l’ha pronunciata molte volte durante la conferenza stampa. Ma cosa implica questo in termini di tassi di interesse?

Lagarde ha spiegato che i tassi dovranno salire a ritmo costante (50 punti al mese), quindi molto più del previsto, per un prolungato periodo di tempo, il che significa che i tassi dovranno salire molto più del picco del 3% precedentemente ipotizzato dal mercato, perché la congiuntura è cambiata. (Qualcosa aveva anticipato di recente il membro del Board Philip Lane)

Riviste al rialzo le prospettive di inflazione

A motivare questa stretta, più forte del previsto, concorrono le previsioni di un aumento dell’inflazione più incisivo del previsto. Lo staff della BCE ha infatti rivisto al rialzo le previsioni di crescita dei prezzi, indicando l’8,4% nel 2022, il 6,3% nel 2023 e poi una discesa in media al 3,4% nel 2024 ed al 2,3% nel 2025.

Polemica dall’Italia

Momenti di tensione hanno seguito il meeting della BCE e la conferenza stampa di Lagarde. Abbandonando la prudenza adottata sin dall’inizio, in assenza dlella Premier Giorgia Meloni impegnata a Bruxelles, il Ministro della Difesa Guido Crosetto non si è trattenuto ed ha parlato di “decisioni prese e comunicate con leggerezza e distacco” e di un “regalo di Natale che la Presidente Lagarde ha voluto fare all’Italia”.

“È incredibile, sconcertante e preoccupante che mentre c’è un governo che sta facendo di tutto per aumentare stipendi e pensioni e tagliare le tasse, la Bce, in un pomeriggio di metà dicembre, approvi una norma che brucia miliardi di euro di risparmi in Italia e in tutta Europa facendo schizzare lo spread”, ha rincarato il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini.

Momenti di tensione durante la sessione Q&A della conferenza stampa di Lagarde si sono avvertiti alla domanda su cosa pensasse del fatto che l’Italia resterà l’unico paese dell’UE a non aver ancora ratificato la riforma del MES.

Mercati a picco e Spread più su

E queste tensioni si sono riversate sui mercati, specie la Borsa di Milano, che ha chiuso gli scambi in ribasso del 3,45%, guidando le perdite fra le borse europee, con Parigi, Londra e Francoforte che hanno perduto oltre il 3%.

Un peggioramento si è registrato anche sullo Spread, salito a 207 punti base, a fronte di una crescita dle rendimento dle BTP decennale al 4,15%.