La Borsa del 28 aprile, il risiko bancario salva Piazza Affari che chiude a +0,8%

Mercati poco mossi, mentre la geopolitica in Iran influisce sul petrolio. Bce pronta a mantenere i tassi stabili, ma con prospettive incerte

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Le ultime notizie della Borsa italiana e internazionale.

  1. Milano (+0,8%) si salva col risiko

    Un’altra seduta caratterizzata da forte volatilità per le Borse europee, che chiudono senza una direzione comune. Piazza Affari si distingue in positivo: il Ftse Mib archivia la giornata in rialzo dello 0,77%, tornando sopra quota 48.000 punti grazie soprattutto al contributo del comparto bancario.

    Sui mercati riaffiorano le preoccupazioni legate alla solidità del settore dell’intelligenza artificiale. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, OpenAI non avrebbe raggiunto i target previsti sia in termini di crescita degli utenti sia di ricavi. Un dato che riaccende i dubbi sulla sostenibilità degli ingenti investimenti richiesti, in particolare per le infrastrutture come i data center, non solo per la società guidata da Sam Altman ma per l’intero comparto.

    A Milano, il rialzo del petrolio sostiene i titoli del settore energetico: Eni avanza dell’1,78% e Saipem dell’1,39%. Seduta altalenante per STMicroelectronics, che chiude in lieve calo (-0,4%) dopo aver oscillato più volte tra rialzi e ribassi. Torna inoltre al centro dell’attenzione il risiko bancario, con UniCredit in crescita del 2,14% dopo l’aumento della partecipazione in Generali (+0,42%). Tra i titoli migliori figura Bper (+2,16%), mentre scivola in fondo al listino Diasorin (-3,14%) dopo il profit warning della concorrente Qiagen.

  2. Spotify, la guidance sul secondo trimestre non piace: -13% in Borsa

    Spotify apre il 2026 con risultati solidi, ma la guidance sul secondo trimestre delude le attese degli analisti e il titolo paga dazio in premercato a Wall Street, dove cede circa il 13%.

    Il gruppo svedese ha chiuso i primi tre mesi dell'anno con un utile operativo di 715 milioni di euro, in crescita del 40% rispetto ai 509 milioni dello stesso periodo del 2025. I ricavi sono saliti dell'8% a 4,5 miliardi di euro (+14% a cambi costanti), mentre il margine operativo lordo ha guadagnato 140 punti base su base annua, attestandosi al 33%. In forte miglioramento anche il free cash flow, balzato del 54% a 824 milioni di euro. Gli utenti attivi mensili hanno raggiunto quota 761 milioni, in aumento del 12% su base annua.

     

  3. Il risiko bancario spinge Piazza Affari

    Le Borse europee archiviano la prima metà di seduta in territorio positivo, con gli investitori che tengono gli occhi puntati sui negoziati di pace con l'Iran. Milano guida il listino continentale con un rialzo dell'1,25%, seguita da Madrid (+0,99%). Più caute, ma comunque in verde, Parigi (+0,3%), Londra (+0,49%) e Francoforte (+0,18%), mentre Amsterdam è l'unica a scivolare sotto la parità (-0,07%). Oltre Atlantico, Wall Street si prepara a un'apertura improntata alla prudenza.

    A Milano, il profit warning di Qiagen trascina in fondo al Ftse Mib DiaSorin (-2,8%). Cedono terreno anche Moncler (-0,8%) e Fincantieri (-1,6%). Sul fronte opposto, Eni (+3,04%) beneficia del rally del greggio, mentre guadagna terreno anche STMicroelectronics (+1,31%). Le banche sono favorite dagli acquisti, complice il via libera assembleare al riassetto societario che porterà Leonardo Maria Del Vecchio a diventare il primo azionista di Delfin con il 37,5%; in evidenza Mps (+1,42%), Generali (+1,2%) e UniCredit (+2,97%), sostenuta anche dall'upgrade di Morningstar.

  4. Giù Stellantis e Ferrari

    Sul fronte opposto, Diasorin è il titolo che cede di più, con un calo del 2,71% a 58,20 euro. In rosso anche Stellantis (-1,46% a 6,736 euro) e Fincantieri (-1,27% a 12,06 euro). Perdite più contenute per Ferrari (-0,51%) e Amplifon (-0,41%), che chiudono la lista dei ribassi del giorno.

    Nome Valore Var %
    Diasorin 58,20 -2,71%
    Stellantis 6,736 -1,46%
    Fincantieri 12,06 -1,27%
    Recordati Ord 49,18 -1,17%
    Avio 30,70 -0,90%
    Leonardo 52,14 -0,76%
    Moncler 54,60 -0,69%
    Lottomatica Group 25,89 -0,54%
    Ferrari 294,60 -0,51%
    Amplifon 9,606 -0,41%
  5. Avanti banche ed Eni

    In apertura di seduta, Piazza Affari mostra una serie di titoli in deciso progresso. A guidare i guadagni è Eni, che avanza del 2,28% a 23,53 euro, seguita da Stmicroelectronics (+1,44% a 42,975 euro) e Bper Banca (+1,38% a 12,364 euro). Bene anche il comparto bancario con Mediobanca, Banco BPM e Unicredit, tutte in territorio positivo.

    Nome Valore Var %
    Eni 23,53 +2,28%
    Stmicroelectronics 42,975 +1,44%
    Bper Banca 12,364 +1,38%
    Mediobanca 19,96 +1,37%
    Banco BPM 12,52 +1,25%
    Nexi 3,918 +1,19%
    Banca Monte Paschi Siena 9,126 +1,09%
    Unipol 22,28 +0,86%
    Banca Mediolanum 18,755 +0,78%
    Unicredit 64,87 +0,75%
  6. Come aprono le Borse

    Le principali Borse europee aprono la seduta di martedì 28 aprile in ordine misto. Milano si distingue con un avvio positivo a +0,36%, mentre Parigi cede lo 0,15% e Londra apre in calo dello 0,19%. Sostanzialmente piatta Francoforte, che segna un marginale -0,06%.

  7. Occhi su petroliferi e banche

    Sul listino milanese, i titoli del comparto petrolifero sono in rialzo a causa dell’aumento del prezzo del greggio.  Questo trend positivo si riflette su Saipem, Tenaris ed Eni.

    Da tenere d’occhio Mps e Generali. Gli otto eredi di Leonardo Del Vecchio hanno approvato a maggioranza la proposta di trasferire le quote della holding di famiglia Delfin ai fratelli Luca e Paola a favore di Leonardo Maria attraverso il veicolo Lmdv Fin. In base all’accordo, Leonardo Maria diventerà il primo singolo azionista di Delfin, con una quota del 37,5%.  Delfin controlla EssilorLuxottica con il 32,4%, oltre a detenere il 10% di Generali e il 17,5% di Mps.

  8. Borse caute

    Le borse europee sono attese poco mosse all’apertura, con il future sull’Eurostoxx50 in calo dello 0,05%.  Questo scetticismo è dovuto all’offerta dell’Iran di riaprire lo Stretto di Hormuz, da cui transita circa un quinto delle forniture petrolifere mondiali, e di sospendere le trattative sul nucleare, come riportato dal Wall Street Journal. Nonostante ciò, la Casa Bianca ha espresso la volontà di continuare i negoziati con Teheran e dovrebbe presentare la sua risposta e le sue controproposte nei prossimi giorni.