Tempi, procedure e caparra della proposta di acquisto immobiliare

Se vuoi acquistare un immobile devi avanzare una proposta di acquisto immobiliare. Scopri cos'è e come funziona

Nel corso della vita, prima o poi, capita a tutti di avere voglia di rendersi indipendenti. Il primo passo per farlo, è sicuramente quello di andare a vivere da soli acquistando una casa. Quando si è in cerca di una casa da acquistare e si è individuato l’immobile ideale, inizia un lungo iter che infine termina con l’acquisto dell’abitazione tanto sognata.

Comprare un immobile comporta una procedura spesso lunga e complessa, in cui acquirente e venditore cercano di trovare un accordo su diversi punti, che vanno dalle modalità e tempi di pagamento a chi deve pagare le spese del notaio.

Che cos’è una proposta di acquisto immobiliare?

La proposta d’acquisto è una dichiarazione fatta dell’acquirente che intende acquistare un certo bene a un certo prezzo. Di solito, questa proposta, avviene per inscritto su un modulo prestampato fornito da un’agenzia immobiliare, ed è accompagnata dal versamento di una somma di denaro valido come caparra.

Una volta firmata, la proposta d’acquisto contiene impegni vincolanti per l’acquirente che non può revocarla per un determinato periodo di tempo. Il venditore, nel frattempo, è libero di valutare anche altre offerte.

Differenza tra proposta di acquisto immobile e contratto preliminare

Un’importante distinzione da fare è quella tra la proposta di acquisto di una casa dal contratto preliminare di vendita o detto anche compromesso. Con quest’ultimo il venditore e l’acquirente si obbligano a concludere una compravendita, stabilendone modalità e termini. Questo contratto serve a impegnare le parti per il tempo necessario a risolvere eventuali problemi che non consentono la vendita immediata dell’immobile.

Durata della proposta e caparra

La durata consigliata per una proposta di acquisto, è di una o due settimane. In questo periodo il venditore potrà accettarla o rifiutarla. La proposta d’acquisto spesso viene accompagnata dal versamento di una “caparra”. Di norma si tratta di qualche migliaio di euro stabilito in proporzione rispetto al valore dell’immobile.

La somma, di solito versata tramite assegno, resta bloccata per tutta la durata di validità della proposta di acquisto e, in caso di rifiuto, verrà restituita al proponente che è libero di riformularla in termini diversi.

Cosa succede quando la proposta viene accettata?

Dal momento in cui la proposta dell’acquirente viene accettata, il venditore appone la sua firma per sancire l’accordo contrattuale ed entrambi le parti saranno vincolate al rispetto di quanto espletato nella proposta accettata. Bisogna perciò prestare molta attenzione alle eventuali clausole contenute nella proposta di acquisto in quanto, una volta firmata, potrà essere modificata solo con il consenso di entrambi gli interlocutori.

Avvalersi della consulenza del notaio

Si si vuole stare tranquilli circa la possibilità che ci siano sfuggite una o più clausole presenti nel contratto e per avere maggiore chiarezza riguardo le modalità e i tempi di pagamento, ci si può affidare ad un notaio. Con quest’ultimo, possiamo anche valutare l’esigenza di richiedere un finanziamento, procedere alla verifica della consistenza dell’immobile con riferimento alla regolarità urbanistica e degli impianti, ed infine, capire anche i tempi di consegna dell’immobile stesso. Se non si è sicuri del passo che si sta per compiere, è utile farsi supportare da un notaio fin dall’inizio della trattativa.

Ripensamento: cosa accade se non vogliamo più acquistare?

Se vogliamo riservarci la possibilità di avere un ripensamento durante la fase di acquisto dell’immobile, possiamo inserire nel contratto una clausola che ci consente di tornare indietro nel caso il venditore abbia già accettato la nostra proposta. Solo in questo caso potremo eludere il vincolo contrattuale perdendo solo la somma versata a titolo di caparra. In caso contrario, per liberarci dall’impegno assunto dovremo chiedere consenso al venditore ed esporci al rischio di eventuali richieste di risarcimento.

Rent to buy: cos’è?

Il rent to buy è un nuovo tipo di contratto, introdotto nel 2014, con cui il proprietario consegna fin da subito l’immobile al futuro acquirente, il quale paga il canone come se fosse un normale affitto. Dopo un periodo di tempo fissato precedentemente nel contratto il conduttore può decidere se acquistare il bene, detraendo dal prezzo una parte dei canoni già pagati.

Questa procedura si articola in due fasi: la prima è quella della concessione dell’utilizzo dell’immobile mentre la seconda è quella del trasferimento della proprietà dell’immobile dal concedente al conduttore ed è solo eventuale: in quanto non è detto che si riverifichi automaticamente a termine del periodo di utilizzo.

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