Tragedia in Egitto, bimbo italiano morto in un hotel

Vicenda tragica per una famiglia italiana a Sharm El Sheikh, con il piccolo morto probabilmente per un'intossicazione alimentare in un resort

Doveva essere una bella vacanza di 15 giorni a Sharm El Sheikh per una famiglia originaria di Palermo, che invece è finita in tragedia. Un bimbo di 6 anni è morto, mentre il padre è ricoverato in gravissime condizioni. Il Ministero degli Esteri ha fatto sapere di star seguendo la vicenda con la “massima attenzione”, in stretta collaborazione con l’ambasciata italiana del Cairo e il consolato onorario della località turistica.

Tragedia a Sharm El Sheikh, bimbo italiano morto in hotel: la ricostruzione

Antonio Mirabile, 46 anni, e la moglie Rosalia Manosperti, 35 anni e incinta di 4 mesi, sono andati a Sharm El Sheik insieme al figlio Andrea, di soli 6 anni, per alloggiare in un resort a 5 stelle, il Sultan Garden. Venerdì scorso tutti e tre si sono sentiti male. Il bimbo e il padre hanno subito avuto sintomi gravi, mentre la donna più lievi. Sarebbero tutti rimasti vittime di una intossicazione alimentare.

Ma la conferma arriverà solo dai risultati dell’autopsia già eseguita sul corpo del piccolo, che ancora non sono stati resi noti dalle autorità. Secondo quanto ricostruito dai parenti della coppia, il dramma sarebbe iniziato venerdì, il 1° luglio, quando tutti hanno iniziato a stare male e si sono recati alla vicina guardia medica, dove gli sarebbero state date delle pastiglie contro le intossicazioni alimentari.

I sintomi sono continuati anche il giorno successivo, ma il medico gli avrebbe comunicato di poterli ricevere solo nel pomeriggio. A quel punto marito e moglie hanno chiamato l’ambulanza. Il bambino è arrivato in ospedale in condizioni molti gravi e, nonostante un’ora di rianimazione, è morto. Il 46enne sarebbe giunto privo di sensi al Pronto Soccorso, con un principio di blocco renale e problemi respiratori.

Via alle indagini sulle causa delle morte: si parla di intossicazione alimentare

La magistratura egiziana ha già aperto un fascicolo sulla vicenda. Secondo le prime ricostruzioni, la famiglia avrebbe sempre mangiato all’interno del resto di Sharm El Sheik e bevuto sempre acqua in bottiglia. Adesso le autorità locali e quelle italiane si stanno coordinando per riportare a casa la coppia e la salma del figlioletto a casa.

Rosalia Manosperti ha lanciato un appello, rimbalzato sulle principali testate, chiedendo a tutte le istituzioni competenti di attivarsi per rendere possibile il viaggio di ritorno. Considerando le gravi condizioni del marito, con un livello di ossigenazione del sangue particolarmente basso, non è infatti possibile per i due spostarsi con un volo di linea normale. “Aiutateci per favore a rientrare casa”, ha detto la donna.

I familiari in Italia hanno dichiarato che, appena il corpo del piccolo Andrea sarà in Italia, sarà eseguita un nuovo esame autoptico per capire le vere cause della morte, avvenuta in meno di 36 ore. Se l’intossicazione alimentare dovesse essere confermata, a quel punto sarà necessario individuare le responsabilità del resort e dei medici che per primi hanno assistito la famiglia italiana.

La stagione turistica in Egitto sembra partita con il piede sbagliato. Oltre alla morte del piccolo Andrea, infatti, ci sono state due vittime di uno squalo nel Mar Rosso. Ve ne abbiamo parlato qui. E mentre i nostri connazionali sono bloccati dall’altra parte del Mediterraneo, continuano le ricerche in Italia dopo la tragedia della Marmolada. Qua la ricostruzione del crollo del ghiacciaio, causato dal cambiamento climatico. Uno stravolgimento ambientale che rischia di cancellare tutti i ghiacciai entro 30 anni, come annunciato qui.