L’Unione europea ha pubblicato la tabella di marcia per raggiungere il divieto totale di importazione di gas dalla Russia. I primi passi verranno fatti già a partire dal 2026, per concludere il percorso nel 2027. Negli ultimi anni i volumi di gas russo importati si sono quasi azzerati, ma alcuni Paesi, come l’Ungheria, sono ancora molto legati a Mosca.
Nel frattempo aumenta la dipendenza dell’Ue dal Gnl, il gas trasportato via nave, in particolare da quello che proviene dagli Usa, che è più della metà del totale. La Commissione europea non sembra però essere preoccupata da questa situazione.
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La tabella di marcia per l’addio al gas russo
Il 3 febbraio l’Unione europea ha ufficialmente approvato la tabella di marcia per l’addio al gas russo. Le prime date sono già all’inizio del 2026, per arrivare a un distacco totale da Mosca nel 2027:
- per i contratti a breve termine relativi al Gnl il divieto scatterà dal 25 aprile 2026;
- per i contratti a breve termine di gas trasportato tramite gasdotto il divieto scatterà dal 17 giugno 2026;
- per i contratti a lungo termine di GNL il divieto scatterà dal primo gennaio 2027;
- per le importazioni di gas via gasdotto nell’ambito di contratti a lungo termine il divieto scatterà dal 30 settembre 2027.
Per gli Stati membri sarà possibile chiedere una proroga che però prolungherà le autorizzazioni di importazione solo fino al 31 ottobre 2027 e solo in presenza di riserve di gas eccezionalmente basse. Entro il 1° marzo del 2026 inoltre, tutti gli Stati membri dovranno presentare i propri piani di diversificazione.
Quanto gas russo importa l’Ue
Il gas russo non è più una quota rilevante del metano che viene importato in Unione europea. A gennaio l’Ue ha importato circa 1,7 miliardi di metri cubi di gas dalla Russia. Quasi tutti passano per il gasdotto Turkstream, uno degli ultimi a essere rimasti in funzione dopo le manomissioni di Nordstream e la fine degli accordi tra Gazprom e l’Ucraina.
Si tratta di un ridimensionamento enorme rispetto a prima della guerra in Ucraina, quando ogni anno l’Ue arrivava a importare 180 miliardi di metri cubi di gas russo. La Commissione ha anche stabilito entro la fine del 2027 sarà proibito del tutto acquistare petrolio dalla Russia, pratica che prosegue solo in Ungheria e Slovacchia, e anche energia elettrica prodotta da fonti nucleari.
La minaccia della dipendenza dal Gnl
Diverse entità internazionali hanno però sottolineato che l’Ue sta sviluppando un’altra dipendenza energetica, dopo essersi liberata da quella russa. Il 58% del gas naturale trasportato via nave che l’Unione ha importato nel 2025 proviene infatti dagli Stati Uniti. Vista anche la recente ostilità tra Bruxelles e Washington, questa circostanza potrebbe diventare pericolosa nel prossimo futuro.
La Commissione europea ha però minimizzato, sottolineando che la situazione è molto diversa rispetto a quella precedente al 2022. La forza coercitiva della Russia derivava soprattutto dal fatto che gas arrivasse attraverso gasdotti dedicati. “Il Gnl è un mercato libero, non è controllato da un singolo agente di Stato” ha dichiarato la portavoce per l’Energia della Commissione europea, Anna-Kaisa Itkonen.