Riforma della scuola, ipotesi un anno in meno per adeguarci all’Europa

Gli italiani studieranno un anno in meno nei nuovi "licei" – la denominazione che avranno tutte le scuole superiori, secondo il ministro Valditara

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Mirko Ledda

Editor e fact checker

Scrive sul web dal 2005, come ghost writer e debunker di fake news. Si occupa di pop economy, tecnologia e mondo digitale, alimentazione e salute.

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Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha annunciato, a margine dell’inaugurazione di un nuovo istituto tecnico turistico ad Andora (Savona), la volontà di chiamare licei anche gli istituti tecnici e professionali, attraverso un decreto legge che dovrebbe arrivare presto. La proposta ha fatto molto discutere e si è riacceso il dibattito pubblico sulla riforma della scuola. Da tempo nei corridoi di viale di Trastevere si starebbe valutando di accorciare il percorso formativo degli italiani di almeno un anno per adeguarlo al resto d’Europa.

Elementari, medie o superiori ridotte a 4 anni

Il tema della scuola più corta torna a ogni riforma. L’Italia arriva al diploma in 13 anni, con la maturità a 19, mentre gran parte d’Europa si ferma a 12. Da qui l’idea, discussa da tempo, di tagliare un anno per allinearsi.

A essere accorciate, con tutta probabilità, saranno le scuole superiori. Al momento ci sono due sperimentazioni in corso in questo senso:

  • il liceo quadriennale;
  • la filiera tecnologico-professionale 4+2.

Alla Camera è stata anche depositata la proposta di legge n. 1739, a firma di cinque deputati leghisti e di Futuro Nazionale, che chiede la durata quadriennale per tutti gli indirizzi della scuola secondaria di secondo grado.

Non ci sono invece atti o proposte ufficiali per ridurre la durata di elementari e medie a quattro anni. La scuola primaria rimane di 5 anni e le medie di 3.

Tutte le superiori diventano licei

Per ora il punto fermo della prossima mini-riforma della scuola sarebbe dunque il cambiamento del nome di tutti gli indirizzi superiori. Il ministro ha spiegato all’Avvenire:

Non intendiamo certo “liceizzare” i tecnici o i professionali, vogliamo dare pari dignità anche sotto il profilo della denominazione ai tecnici e ai professionali rispetto ai licei.

Programmi, quadri orari e sbocchi resterebbero quelli di ciascun indirizzo. Per rendere operativo il cambio di etichetta servirà comunque il decreto legge annunciato, che al momento non è stato presentato.

Cosa cambia quest’anno per gli istituti tecnici

Il riordino dei tecnici, comunque, è già in vigore. Il decreto ministeriale 29 del 19 febbraio 2026, che attua gli articoli 26 e 26-bis del decreto-legge 144/2022, ridefinisce indirizzi, articolazioni, monte ore e risultati di apprendimento.

Si applica dalle classi prime dell’anno scolastico 2026/2027 e va a regime in 5 anni, una classe alla volta.

Nuova struttura oraria

Il curriculum si divide in due parti:

  • un’area di istruzione generale nazionale, comune a tutti;
  • un’area di indirizzo con le discipline tecnico-professionali caratterizzanti.

Alle scuole spetta una quota di autonomia fino al 20% dell’orario per area, con un limite alla riduzione delle singole materie, al massimo il 25% del monte ore nel quinquennio.

Taglio ore e pubblicazione orari

Il riordino portato avanti da Giuseppe Valditara ha diviso l’opinione pubblica e i sindacati. La Flc Cgil ha contestato il taglio delle ore di italiano, geografia, seconda lingua comunitaria e scienze integrate, e ha sostenuto il ricorso di un gruppo di genitori al presidente della Repubblica per l’annullamento del decreto.

Pesa anche la pubblicazione dei quadri orari dopo la chiusura delle iscrizioni, che ha ristretto il margine di scelta delle famiglie.

Ampliamento della filiera 4+2

Accanto al riordino corre la filiera formativa tecnologico-professionale, istituita dalla legge 8 agosto 2024, n. 121. Il modello 4+2 affianca ai 4 anni di istruzione tecnica o professionale 2 anni negli Its Academy.

Al termine dei 4 anni, superato l’Esame di Stato, il diploma vale comunque come gli altri titoli quinquiennali per entrare nel mondo del lavoro o dell’università. Chi sceglie il biennio Its riceve il titolo terziario di Diploma di Tecnico Superiore.

Partita in via sperimentale nel 2024/2025 con circa 180 scuole, per il 2025/2026 ha visto autorizzare 587 percorsi in 428 istituti, con oltre 20.000 studenti coinvolti. Dall’anno scolastico in partenza, raggiunge un quarto degli istituti tecnici e professionali.

Cosa cambia per elementari e medie

Anche per elementari e medie quest’anno parte una mini riforma, limitata ai programmi.

Le nuove Indicazioni nazionali, adottate con il decreto ministeriale 221 del 9 dicembre 2025, entrano in vigore in modo graduale: si parte dalle classi prime di primaria e medie, mentre le altre proseguono con le Indicazioni del 2012 fino alla fine del ciclo.

Le novità riguardano i contenuti: il latino entra in via sperimentale nelle classi seconde e terze delle medie, tornano i classici e la Bibbia dalla primaria, torna la centralità della grammatica.