Maria Rosaria Boccia rinviata a giudizio per il caso Sangiuliano, processo il 6 ottobre

Il caso Sangiuliano arriva a processo: Maria Rosaria Boccia è stata rinviata a giudizio per stalking, lesioni e interferenze illecite nella vita privata contro l'ex ministro

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Matteo Runchi

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L’imprenditrice Maria Rosaria Boccia è stata rinviata a giudizio dal giudice per le indagini preliminari. Dovrà rispondere delle accuse di stalking, di lesioni e di interferenze illecite nella vita privata dell’ex ministro della Cultura e oggi consigliere regionale della Campania Gennaro Sangiuliano.

Il processo si svolgerà il 6 ottobre prossimo. L’accusa contesta all’imprenditrice altri due reati minori. Lo stesso Sangiuliano, la moglie e il suo ex capo di gabinetto hanno annunciato che si costituiranno parte civile nel procedimento che seguirà al rinvio a giudizio.

Maria Rosaria Boccia rinviata a giudizio

In totale, i reati contestati a Maria Rosaria Boccia sono in tutto cinque. I più gravi riguardano il suo rapporto con l’ex ministro Sangiuliano, il quinto, invece è amministrativo:

  • stalking aggravato;
  • lesioni;
  • interferenze illecite nella vita privata;
  • diffamazione;
  • false dichiarazioni nel curriculum.

Tutti e cinque i reati contestati fanno riferimento al periodo dell’estate del 2024, quando Boccia avrebbe stretto un legame professionale e personale con l’allora ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Alla fine della vicenda, Sangiuliano si dimise dal dicastero, dove è stato sostituito da Alessandro Giuli.

La soddisfazione degli avvocati di Sangiuliano

Soddisfatti della decisione del Gup gli avvocati di Sangiuliano, che si è costituito parte civile nel processo e che quindi, in caso di condanna, potrebbe ottenere un risarcimento. L’inchiesta della procura, sottolineano i legali, avrebbe individuato 33 casi di stalking ai danni del loro assistito in cui Boccia sarebbe coinvolta.

Ringraziamo la procura perché si tratta di un’imputazione fortemente innovativa e vede già nella relazione sentimentale l’attività di stalking. Sotto questo profilo è un capo di imputazione che riconosce la sottomissione nell’ambito della relazione, e ovviamente il giudice ha disposto il rinvio a giudizio. Un processo che riabilita a nostro giudizio il dottor Sangiuliano.

Sarà parte civile anche l’ex capo di gabinetto di Sangiuliano, Francesco Gilioli, che afferma di essersi sentito diffamato da quanto dichiarato da Boccia riguardo al suo supposto contratto con il ministero della Cultura in qualità di consulente. “Vediamo lesa la sua immagine di alto funzionario dello Stato” hanno dichiarato i suoi avvocati.

La risposta della difesa

Critici dell’impianto accusatorio gli avvocati che difendono Boccia, e che ritengono che i casi elencati non possano costituire stalking, perché Sangiuliano avrebbe avuto in ogni momento la libertà di abbandonare il rapporto. I legali segnalano inoltre incongruenze per quanto riguarda le accuse di lesioni:

Anche sul discorso delle lesioni ci sono incongruenze tra i medici che lo hanno visitato quel giorno e basare un rinvio a giudizio su un certificato depositato due mesi dopo.

Cosa fa oggi Gennaro Sangiuliano

Dopo essersi dimesso dalla carica di ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano era tornato a lavorare alla Rai, che aveva lasciato proprio per diventare ministro. Per un periodo è stato inviato in Vaticano, poi in Francia, dove ha diretto la redazione locale.

È però tornato in politica in occasione delle elezioni regionali della Campania, venendo eletto al Consiglio regionale nella lista di Fratelli d’Italia il 24 novembre 2025.