Johnson & Johnson pagherà 5,5 miliardi per chiudere 76mila cause sul talco e i tumori

Johnson & Johnson raggiunge un accordo da 5,5 miliardi di dollari per risolvere 76 mila cause sul talco. Decisivo il voto dei querelanti

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Johnson & Johnson pagherà 5,5 miliardi di dollari (circa 4,84 miliardi di euro) per chiudere una delle più lunghe e controverse battaglie legali della sua storia. La multinazionale statunitense ha annunciato un accordo che punta a risolvere circa 76mila cause intentate negli Stati Uniti. Sono tutte legate all’utilizzo di prodotti a base di talco, tra cui il noto borotalco per bambini, accusati di aver provocato tumori alle ovaie.

L’importo rappresenta uno dei più grandi accordi economici mai raggiunti dall’azienda. Il pagamento arriva al termine di un contenzioso durato quasi dieci anni e che ha visto alternarsi sentenze, ricorsi e tentativi di mediazione. L’intesa, raggiunta con gli studi legali dei querelanti, dovrà però essere approvata almeno dal 95% delle persone coinvolte nelle richieste di risarcimento per diventare effettiva.

Come nasce il contenzioso

Le cause contro J&J si basano sulle contestazioni secondo cui alcuni prodotti a base di talco contenessero tracce di amianto, sostanza riconosciuta come cancerogena e associata a patologie gravi come il mesotelioma e il cancro ovarico. Nel corso degli anni, diverse giurie hanno dato ragione ai querelanti, condannando l’azienda a risarcimenti milionari. Tra i casi più noti c’è quello di Jacqueline Fox, la cui famiglia ottenne 72 milioni di dollari dopo la sua morte per cancro alle ovaie.

La multinazionale aveva provato già in passato a risolvere i contenziosi pendenti tramite accordi, ma non ci era riuscita. Questa volta le parti coinvolte nelle cause hanno mostrato maggiore disponibilità ad accettare l’offerta. Questo perché negli ultimi procedimenti giudiziari i giudici federali degli Stati Uniti avevano emesso sentenze ritenute meno favorevoli.

La posizione dell’azienda

Nonostante l’accordo miliardario, J&J continua a respingere le accuse. Il vicepresidente per il contenzioso, Erik Haas, ha ribadito che le contestazioni sono “prive di fondamento scientifico” e che il gruppo resta convinta della sicurezza dei propri prodotti. Haas ha dichiarato:

Pur essendo fiduciosi che l’azienda avrebbe alla fine prevalso in un ulteriore contenzioso, com’è accaduto nella stragrande maggioranza dei casi finora trattati, questo accordo consente all’azienda di lasciarsi alle spalle questa vicenda e di rimanere concentrata sulla sua missione di sviluppare farmaci e dispositivi che salvano vite umane.

Il contenzioso ha avuto anche conseguenze dirette sulle strategie commerciali della multinazionale. Già nel 2020 Johnson & Johnson aveva interrotto la vendita del borotalco a base di talco negli Stati Uniti e in Canada, per poi estendere la decisione a livello globale nel 2023, sostituendo il prodotto con alternative a base di amido di mais. Questo però non aveva fermato le cause, che riguardano i prodotti realizzati prima del 2020.

Cosa succede ora

Se approvato dalla stragrande maggioranza dei querelanti, l’accordo potrebbe chiudere definitivamente uno dei contenziosi più rilevanti nel settore farmaceutico degli ultimi anni. Gli studi legali che rappresentano le persone coinvolte hanno definito l’intesa “una soluzione positiva“, capace di garantire risarcimenti certi dopo anni di incertezza legale.

Restano tuttavia alcune vertenze aperte a livello internazionale, tra cui una causa nel Regno Unito avviata nel 2025. Secondo il pool di avvocati che rappresentano circa 3.000 querelanti, la richiesta di risarcimento è stimata in oltre 1 miliardo di sterline (1,3 miliardi di euro). I querelanti sostengono di aver sviluppato, o che un loro familiare abbia sviluppato, un tumore ovarico o un mesotelioma dopo aver utilizzato il borotalco per bambini di J&J.