Il 42% delle mense ospedaliere è irregolare, Nas trovano insetti e sporcizia

Controlli dei Carabinieri dei Nas su 558 mense in ospedale: gravi e diffuse carenze igienico-sanitarie fra violazioni Haccp e sporcizia

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

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In Italia una mensa ospedaliera su quattro presenta criticità e oltre quattro su dieci non rispettano gli standard previsti.

È questo il quadro che emerge dalla campagna straordinaria dei Carabinieri del Nas (Nucleo Antisofisticazioni e Sanità) che tra il 19 febbraio e il 22 marzo 2026 hanno passato al setaccio il sistema della ristorazione sanitaria in tutta Italia.

Mense ospedaliere nel mirino dei Carabinieri

L’operazione ha riguardato complessivamente 558 strutture: 525 attive nel settore della ristorazione collettiva e 31 direttamente afferenti a strutture sanitarie.

Il dato più significativo riguarda le non conformità: 238 strutture irregolari, pari al 42,7% del totale. Un livello definito dagli stessi Nas come “significativo” per un comparto particolarmente sensibile.

Le principali irregolarità riscontrate

Le criticità rilevate toccano diversi aspetti della sicurezza alimentare e dell’organizzazione:

  • carenze igienico-sanitarie nei locali di preparazione e stoccaggio;
  • problemi strutturali e manutentivi;
  • mancato rispetto delle procedure Haccp;
  • gestione non corretta degli alimenti;
  • criticità nelle diete speciali per pazienti vulnerabili.

Si tratta di elementi che incidono direttamente sulla sicurezza dei pazienti, spesso già in condizioni di fragilità.

Sequestri, denunce e sospensioni

Nel corso dei controlli, nei vari casi, sono stati adottati numerosi provvedimenti:

  • sospensioni immediate delle attività;
  • interdizioni di linee produttive;
  • sanzioni amministrative;
  • denunce all’autorità giudiziaria;
  • sequestri di alimenti non idonei.

Le misure più severe sono scattate nei casi in cui è stato rilevato un rischio concreto per la salute pubblica.

I casi più gravi

Tra gli interventi più rilevanti si segnalano:

  • a Napoli e Brescia mense sospese per gravi condizioni igieniche e infestazioni di insetti;
  • a Salerno contaminazione microbiologica su vassoi (enterobatteri e coliformi);
  • a Catania sequestro di circa 60 kg di alimenti mal conservati e denuncia del responsabile;
  • a Parma diffuse carenze nei locali di deposito;
  • a Taranto stop alla produzione di pasti per celiaci per mancanza di spazi adeguati.

I controlli sulle mense in ospedale continuano

Con un comunicato i Nas rilevano che l’attività svolta negli ospedali, relativamente ai servizi mensa,

conferma l’importanza di mantenere elevata l’attenzione su un ambito particolarmente sensibile quale quello della ristorazione ospedaliera, in considerazione della vulnerabilità dei soggetti destinatari del servizio.

I controlli dei Carabinieri del Nas proseguiranno nei prossimi mesi con verifiche mirate e monitoraggi continui, con l’obiettivo di garantire il rispetto degli standard di sicurezza alimentare e tutelare la salute pubblica in un servizio necessario.

Il commento del sindacato

Il segretario nazionale di Ugl Salute, Gianluca Giuliano, nel plaudire l’azione dei Nas, ha dichiarato:

Siamo di fronte a una situazione intollerabile che offende la dignità dei pazienti e mette a rischio i soggetti più vulnerabili; i dati emersi, tra infestazioni da insetti a Napoli e Brescia, contaminazioni microbiologiche a Salerno e sequestri di cibi avariati a Catania, confermano che la sicurezza alimentare non può essere considerata un dettaglio secondario del percorso di cura. Esprimiamo il nostro apprezzamento per il rigore dei controlli, ma chiediamo con forza alle strutture ospedaliere di smetterla con le operazioni al ribasso nei bandi di gara, perché risparmiare sulla qualità del cibo e sui servizi di accoglienza significa tagliare direttamente sulla salute di chi riceve le cure e di chi le presta.