Il sistema delle multe stradali potrebbe diventare più articolato con la riforma del Codice della strada. La bozza del decreto legislativo prevederebbe un meccanismo più vicino a quello penale, con importi calcolati in base a diversi fattori. Non sempre, quindi, verrebbe applicato soltanto l’importo base della sanzione amministrativa. La somma finale da pagare potrebbe aumentare o diminuire tenendo conto della pericolosità della condotta, del tipo di trasgressore, del veicolo utilizzato e delle modalità dell’infrazione. La novità principale è il passaggio verso un sistema più “su misura”, con possibili aggravi fino al 100% e sconti fino al 50%.
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Multe personalizzate, cosa può cambiare con il nuovo Codice della Strada
Negli ultimi anni il Codice della strada aveva già introdotto alcune aggravanti. Tra queste, ad esempio, le maggiorazioni per chi commette un’infrazione causando un incidente o per chi viola alcune norme nelle ore notturne, tra le 22 e le 6. Con la riforma, però, il criterio sarebbe esteso in modo più ampio alle violazioni amministrative. L’idea è superare il principio della stessa multa per tutti, almeno nei casi in cui la legge preveda la possibilità di modulare l’importo. In pratica, due persone che commettono la stessa infrazione potrebbero pagare somme diverse, se cambiano le condizioni del caso concreto.
La bozza prevede diverse ipotesi di aumento dell’importo. La sanzione potrebbe crescere di un decimo in alcuni casi, ad esempio per chi viola determinate norme autostradali, per chi ha meno di 20 punti sulla patente o per chi ripete la stessa violazione entro cinque anni.
Aumenti sono previsti anche per i neopatentati che commettono alcune infrazioni, per chi guida vetture con potenza superiore a 150 kW e per gli autisti di mezzi pesanti e autobus. L’incremento salirebbe a un quinto per le infrazioni commesse dopo aver assunto alcol o droga, oppure quando vengono provocati danni alla strada. La multa potrebbe aumentare di un terzo se l’infrazione causa un incidente senza lesioni, se il conducente guida nonostante abbia esaurito i punti della patente o se trasporta merci pericolose.
Sono poi previste maggiorazioni più pesanti: fino al 50% per chi guida con patente sospesa, documenti falsi, targa mancante o irregolare, oppure con un veicolo sequestrato. L’aumento arriverebbe al 100% per chi guida senza aver mai conseguito la patente.
Come funzionano gli sconti
La riforma non prevede solo aumenti ma anche la possibilità di riduzioni, con sconti che potrebbero arrivare fino al 50%. Un aspetto particolare riguarda i motociclisti. La bozza, infatti, introduce ipotesi di sconto collegate all’uso di specifici equipaggiamenti protettivi. Il principio è quello di considerare non solo la violazione, ma anche il comportamento complessivo del conducente e il livello di rischio connesso alla condotta. Resta comunque da capire quali parti del testo saranno confermate nella versione finale, perché la stessa fonte segnala la presenza di alcune incongruenze nella bozza.
Come avviene la variazione dell’importo della multa
Aumenti e diminuzioni dovrebbero essere applicati dall’organo di polizia che procede all’accertamento della violazione. In molti casi, la variazione dell’importo avverrà d’ufficio, cioè direttamente da parte dell’autorità che redige il verbale.
In altri casi, invece, la riduzione dovrà essere richiesta dal destinatario della multa. Questo perché alcune condizioni utili per ottenere lo sconto potrebbero essere documentate o dimostrate solo dopo la contestazione o la notifica del verbale. Il nuovo sistema richiederebbe quindi una procedura specifica, capace di tenere conto dei diversi elementi che incidono sull’importo finale.